IT Wallet

Non mi ritengo “piu’ esperto”, ma ho letto per intero il decreto. Alcuni punti, in particolare Art 4., non mi sono completamente chiari.

Non sono pero’ riuscito a “mappare” la descrizione del Wallet con quello che gia’ faccio con Desktop (ma funziona anche su smartphone) e CIE. Nella mia condizione di cittadino normale che usa volentieri i servizi ANPR, il FSE, altri servizi, e che fa online tutto il possibile il valore aggiunto del Wallet e’ = 0.

Tornando al decreto, implicitamente rivela tutte le debolezze del “Sistema Europa”. E’ scritto in stile legislativo, ma sarebbe stato piu’ chiaro in quello di specifiche informatiche, tipo gli RFP di Internet. Allora si sarebbero capiti senza ambiguita’ obiettivi e algoritmi. Quelli che usano questo approccio (USA, Cina, Russia) nel settore IT sono piu’ avanti di noi. As simple as that.

Ringrazio Gianguido per la risposta. Vedremo nelle prossime settimane se l’IT - Wallet offrirà qualche sorpresa ai cittadini.

qui qualche spiegazione

https://www.tuttoandroid.net/news/2026/08/06/it-wallet-obbligo-pa-documenti-valore-legale-1166429/

Cito dall’articolo, peraltro molto interessante e, per fortuna, scritto in linguaggio comprensibile

“Tra i documenti attesi, il cui arrivo è previsto entro la fine dell’estate (e nei mesi successivi), rientrano i titoli di studio, le iscrizioni scolastiche e universitarie, il certificato di residenza, l’attestazione ISEE e persino la tessera elettorale.”

Due considerazioni.

In diversi decenni di attivita’ non mi e’ mai successo di dovere mostrare il mio titolo di studio, per la strada, all’improvviso. Se mi chiedono cosa ho studiato posso rispondere, se serve per partecipare a un concorso e’ sufficiente inviare un pdf, in passato, una fotocopia. in UNA sola occasione in tutta la mia vita mi e’ stato chiesto di portare anche l’originale del diploma, dopo l’invito a un colloquio di persona.

Premesso questo, chi lo valida? Se partiamo dal diploma su carta si puo’ andare da un notaio ($$$) per la certificazione di una fotocopia. Se serve all’estero, con apostille ($$$ piu’ tempo perso). Ora la mia universita’ permette di scaricare diplomi pdf firmati digitalmente. Ottimo. Il problema e’ che la firma non e’ dell’Istituto, ma del segretario dell’ufficio studenti. La firma embedded del documento non e’ “Universita’ di” ma “Mario Rossi”. Con tutte le certificazioni necessarie, spunta verde sui siti europei. Ma chi e’ tenuto in Lettonia a sapere che Mario Rossi quando ho scaricato il diploma era segretario dell’Ufficio studenti?

Quindi introduciamo pure il Wallet. Dichiaro di avere un megadottorato di ricerca in chimica archeologica, anzi presento un bellissimo pdf. Chi certifica che il documento sia vero?

Oppure tutte le universita’ ora rilasciano certificati digitali firmati. Nel caso, da chi?

Seconda considerazione. Tessera elettorale. Se questa fosse contestuale a un voto fuori sede, sarebbe un’ottima soluzione. Sono iscritto nelle liste elettorali di Tarvisio ma la domenica delle elezioni mi trovo a Siracusa, nessun problema. Mostro il mio certificato elettorale sullo smartphone, entro in cabina, voto. Ma e’ esattamente quello che molti partiti NON vogliono che avvenga. Se per il voto occorre l’iscrizione nelle liste elettorali predisposte dal Comune la tessera sullo smartphone e’ perfettamente inutile.

Quindi a che pro tutta questa tecnologia, se resta completamente slegata da realta’ terra-terra, molto pratiche, che andrebbero risolte prima? Tra l’altro, spesso, a costi risibili e tempi brevissimi. Nel caso dell’Universita’ sarebbe sufficiente la certificazione dell’istituto invece che del dipendente. Per pochi EUR/anno.

Ho fatto un rapido test. Si impara sempre qualcosa di nuovo :slight_smile:

Scaricato il certificato di laurea dal sito della mia Universita’. Da verifica con il sito europeo di controllo della firma risulta sempre sottoscritto dal direttore della segreteria studenti, nei codici embedded non appare in alcun modo il nome dell’Universita’.

Sul sito, una volta raggiunta la pagina dei certificati e identificato con CIE appare l’annosa questione nazionale. Il certificato e’ valido solo con marca da bollo, a meno di esenzioni secondo questa lista

Art. 9 dell’Allegato B DPR 642-1972
Art. 12 dell’Allegato B DPR 642-1972
Art. 24 dell’Allegato B DPR 642-1972
D.P.R 30/06/1965 n. 1124
Art 10 L 11/08/1973 n. 533
Art 1 L 23/08/1988 n. 370
Art. 5 dell’Allegato B DPR 642-1972
Art. 8 dell’Allegato B DPR 642-1972
Art. 11 dell’Allegato B DPR 642-1972

If you proceed without indicating an exemption clause, a duty stamp must be affixed to the certificate.

Su 60 milioni tra cittadini e residenti, ce n’e’ almeno uno che sappia di cosa si tratta?

Ad ogni modo, ne ho scelto uno a caso (spero non si tratti di dichiararsi volontario di guerra) e il sistema ha restituito un certificato con firma PaDES. Quella inutile.

Attendiamo la soluzione “Wallet”.

Una firma digitale ha una naturale scadenza (sia questa pades, cades o xades), la marca da bollo (se cartaceo) o la marca temporale serve per renderla valida per sempre* (sto semplificando ovviamente, la normativa è ben più complessa).

La presenza del titolo di studio in wallet ha un senso in quanto non è una casistica remota di trovarsi il volpone che lo perde e non vive più nella città dove ha studiato, in questa maniera premi un bottone ed hai una copia conforme certificata piuttosto che la lungaggine necessaria per avere un duplicato cartaceo.

La soluzione di certificato in PDF/A con la firma digitale dell’istituto verrebbe incontro sia ai volponi sia ai normodotati che vogliono partecipare a concorsi online. Le tecnologie esistono da circa venti anni e i costi di implementazione sono prossimi allo zero.

Oppure parliamo di volponi che usano lo smartphone ma non sono in grado di scrivere www.polimi.it in una barra di indirizzi URL.

Il numero di cittadini che si presentano agli sportelli delle scuole senza computer di sorta ma solo cellulari è sempre più crescente (sia pure per farsi dare i pc gratis per i bambini). Se dovessi partire da zero ora darei priorità a quello piuttosto che a tecnologie che richiedono un computer windows/mac/linux.