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IUV con codice segregazione 47 - HELP!

Mi trovo diversi flussi di rendicontazione con IUV con codice di segregazione 47.
Avete idea di cosa siano?!

GULP!!! Mi rispondo da solo:

Premesso che non ho minimamente idea di cosa sia una società corporate e penso di poter sopravvivere lo stesso… le FAQ per gli enti sono da brivido:

Dove ricevero’ gli accrediti del Canone Unico?
Gli accrediti verranno veicolati sull’ultimo conto corrente censito dal Referente dei Pagamenti sul Portale delle Adesioni della piattaforma pagoPA.

Sull’ultimo, certo! Se l’ultimo l’ho censito per motivi particolari, magari per darlo in gestione al concessionario dei tributi e non mescolare i flussi…

Quali informazioni ricevo in merito ai pagamenti del Canone Unico?
Attraverso la soluzione Canone Unico avrai a disposizione:
le Ricevute Telematiche corrispondenti ai versamenti effettuati, solo per questa prima scadenza, verranno inviate dalla società Corporate tramite PEC;
i flussi di rendicontazione sulla piattaforma pagoPA.

E poi:

I pagamenti vanno quadrati con le Ricevute Telematiche ottenute via PEC.

E certo, io faccio una gran fatica per sistemare un motore di rendicontazione basato sull’analisi dei flussi e il recupero a partire dagli IUV delle informazioni che ho gia’ in casa e qualcuno senza dire nulla mi sbatte su un IBAN a caso dei riversamenti con IUV del tutto sconosciuti e anonimi!

Basito (F4)

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Sono d’accordo, è la solita cosa poco sensata all’italiana… Se volevano proprio stabilire questi pagamenti spontanei veicolati da alcuni particolari contribuenti per certi tipi di occupazione soggette al C.U.P. almeno potevano collegare in accredito il conto corrente pertinente al CUP (o al pregresso TOSAP/ICP) o quantomeno al conto corrente principale di tesoreria … ogni giorno riesco a stupirmi in negativo di come riescano a sfuggire a chi di competenza anche le basi…

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Sei fin troppo misurato.
Rendiamoci conto che siamo di fronte a una società per azioni (a partecipazione statale) che, solo perche’ ha accesso ad alcuni dati degli enti, decide arbitrariamente di alterare l’equilibrio di una procedura informatica e contabile che attiene all’autonomia organizzativa di un ente locale.

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Guarda, @frantheman , come collega di Ente locale che si trova purtroppo a gestire provvisoriamente questo marasma nell’incertezza (sia regolatoria sia operativa) credo che gli Enti pubblici andranno in ordine sparso come sempre: del resto siamo passati da “sarà onnicomprensivo per tutti i pagamenti, facendo a regime scomparire altre modalità” a “minacceremo gravi conseguenze e fulmini, lampi e tuoni per chi non si adegua entro il 2012, no, 2015, no, 2018, no, 2019, no, 2020, no, 2021” a “non potete imporre questo sistema di pagamento in esclusiva, a pena di reprimenda dell’Antitrust”, quindi… :joy: per citare Ennio Flaiano: “la situazione è grave ma non seria”. Non è che ci volesse molto per fare una cosa non raffazzonata: bastava imporre l’obbligo esclusivo per legge per tutti i pagamenti da privato a P.A. per tributi, contributi previdenziali, corrispettivi di servizi pubblici, semplificare l’astrusa procedura che ci gira attorno (unificando gli iter di emissione, trasmissione, gestione del pagamento), coprire con regole stringenti e inderogabili tutto il perimetro regolatorio dalla A alla Z del ciclo di vita dei documenti/pagamenti (letale questa mancanza), vincolare i pagamenti spontanei a comunicazioni di causali più strette e sensate in relazione a tipo di pagamento (c’è da diventare pazzi a capire certi pagamenti spontanei tanto quanto lo erano certi bonifici), creare un portale con lo storico dei pagamenti fatti e di quelli da fare, imporre vincoli stringenti ai PSP (come minimo equivalenti a quelli degli EC), migliorare le fasi di gestione dei flussi per chi non ha un partner tecnologico (e relativa automazione e integrazione del gestionale), finirla di continuare a cambiare pezzi in corso d’opera (e rendere stabili e definitive le specifiche per tutti gli ‘use case’, non scoprire l’acqua calda ogni volta), ma dato che non l’hanno fatto, ed è evidente a tutti che non hanno idea di dove vanno ad impattare le loro scelte o non-scelte (non essendo affatto pratici di in che condizioni reali siamo costretti a lavorare) non possono pretendere che gli Enti che subiscono tutto ciò siano pure felici e spensierati… :smirk:

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Gli accrediti verranno veicolati sull’ultimo conto corrente censito dal Referente dei Pagamenti sul Portale delle Adesioni della piattaforma pagoPA.

SIAMO AL TOP… praticamente un IBAN a caso!!! :rofl: :rofl: :rofl: :rofl: nel mio caso l’ultimo censito se non ricordo male è quello delle sanzioni codice della strada.
Potevano usare un generatore di IBAN casuale… almeno facevano un esercizio di stile, poi potevano pure pubblicare il codice su github… :rofl: :rofl: :rofl:

I pagamenti vanno quadrati con le Ricevute Telematiche ottenute via PEC.

QUI SIAMO NON AL TOP, MA VERSO L’INFINITO E OLTRE!!!

ma in che mani siamo finiti???

Ma poi queste pec, da chi e quando arrivano?? perchè noi ancora non vediamo nulla…

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Non è arrivato nulla neanche a noi…nessuna pec…solo accrediti ‘figli di nessuno’ :rofl:

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Intanto grazie a questo Forum: siamo riusciti ad identificare perlomeno la causale di due flussi misteriosi, renitenti ad ogni tentativo di conciliazione.
Abbiamo chiamato il numero dell’assistenza di pagoPA.it: un operatore gentilissimo ci ha risposto che:

  • avrebbe dovuto esserci già arrivata una comunicazione (?)
  • ci sono solo tre PSP abilitati a questa modalità: Intesa, Unicredit e Paytipper
  • per qualsiasi informazione utile alla conciliazione esiste un indirizzo mail dedicato: account@pagopa.it

Abbiamo appena inviato una mail con gli estremi dei flussi, ora attendiamo una risposta.

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Buongiorno Gloria e benvenuta,

fa piacere vedere che il forum talvolta riesce ancora a essere ciò che dovrebbe, cioè un luogo dove “aiutarsi” fra colleghi che si trovano a confrontarsi con la trasformazione digitale.

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Per completezza di informazione: avendo gia’ in passato interloquito con l’assistenza di PagoPA tramite l’indirizzo email dell’helpdesk ho indirizzato lì la mia richiesta. Questa la risposta, che conferma la necessità di contattare l’indirizzo account@pagopa.it come già segnalato da @Conegliano:

Vi invitiamo a prendere visione delle FAQ sul Canone Unico pubblicate sul sito istituzionale https://www.pagopa.gov.it/it/documentazione/comunicazioni/canone-unico/ che chiariscono le modalità di riconciliazione delle posizione debitorie.
Ove ci fossero necessità particolari e solo dopo aver analizzato tutte le tematiche sotto esposte possiamo chiedere al segnalatore di rivolgersi all’indirizzo mail account@pagopa.it

Faccio notare il “chiariscono le modalità di riconciliazione”.

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ulteriore aggiornamento:

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Che barzelletta questo “chiarimento”… neanche a noi è arrivato alcunché … il portale dell’intermediario tecnologico (Regione) ci fornisce degli eloquenti elementi: tipo dovuto n/a, causale n/a, soggetto pagatore n/a, versante n/a :joy: utilissimi :roll_eyes:

stanno arrivando le RT… alla mail del referemente dei pagamenti indicata nel portale delle adesioni.
Una mail con una RT per ogni pagatore…

Fatto curioso: le mail finiscono inesorabilmente in SPAM perchè non passano la validazione SPF… …MANCO LE BASI!!! :rofl: :rofl: :rofl: :rofl: :rofl: :rofl:
Quindi occhio… se il vostro antispam è più o meno decente… guardate nello spam…

Le mail escono dall’ ip: 88.80.149.196 mentre il record DNS txt-spf dichiara 88.80.149.1 come unico ip abilitato ad inviare mail per il dominio ec-service.pagopa.it.

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Ma com’è che il primo a non rispettare le linee guida PagoPa è proprio PagoPA Spa (e il MEF che ha deciso questa cervellotica modalità di pagamento e rendicontazione)? Per fortuna che si diceva che, a fronte del pagamento perfezionato nella giornata operativa D, l’accredito sarebbe dovuto avvenire nella giornata D+1 (e su quello forse ci siamo) e la rendicontazione con relativo flusso per l’identificazione degli elementi del dovuto-versato sarebbe dovuta avvenire nella giornata D+2 (e qui non ci siamo proprio…).

Svelato l’arcano e capiti i possibili rimedi, dei quali non si puo’ che prendere atto, si puo’ passare a qualche considerazione di livello piu’ alto.

Nel mio Comune (48mila abitanti e spiccioli) pare che i grandi utenti o società corporate siano una decina. Possiamo contabilizzare gli IUV 47 nei giusti capitoli e dire al concessionario di stanare i misteriosi contribuenti, anche perche’ immagino (e spero) che il gestore PEC scarti le mail che arriveranno, viziate dagli errori sistemistici di base evidenziati da @perrcla.

Ora, quello che io trovo difficilmente tollerabile, nel contesto reale in cui fino a ieri PagoPA ha bollato come affare non suo, estraneo al suo perimetro, qualsiasi regolamentazione o indicazione su come organizzare il sistema locale dei pagamenti elettronici (se ne e’ parlato, io incluso, allo sfinimento), è che di punto in bianco Stato e PagoPA entrino a gamba tesa nei sistemi locali e vi immettano dei dati estranei, incomprensibili. Questo fatto non puo’ passare sotto silenzio, non si può accettare questo principio e si deve fare di tutto perché queste intromissioni non si ripetano piu’. Non si possono immettere dati senza preventivamente concordare la loro struttura, il canale di trasmissione, le modalità di elaborazione ecc.

A livello teorico, il sistema messo su in quattro e quattr’otto (NB: fare le cose di fretta non è una mai una giustificazione alle mancanze del prodotto finale), avrebbe anche i suoi vantaggi, diciamo pure che potrebbe essere encomiabile e risolutivo. Ma non in questo contesto. L’idea che un soggetto, in un colpo solo, possa fare pagamenti a una pluralità di altri soggetti, i quali si ritrovano i relativi dati nel proprio sistema sarebbe una lodevole applicazione delle potenzialità di una piattaforma nazionale condivisa. Ma qui appunto manca il contesto. Infatti, si e’ visto come, di fatto, lo IUV 47 per le amministrazioni creditrici, possa essere al più buono per trarne fuori numeri da giocare al lotto. La stessa RT (se mai arriverà) potrebbe di per sé essere inutile alla rendicontazione. Fino a 10-20 pagamenti si può anche mettersi li’ ad aprirle e ricavare dati da inserire manualmente nel proprio sistema, ma non c’è nessuna garanzia che una RT spedita via PEC o altro canale sia interpretabile dalle macchine. Niente vieta infatti che il motore di rendicontazione si basi su oggetti diversi dalle RT, per esempio sui flussi di riversamento e sull’archivio dei dovuti creati, e che magari si attenda di riceverli tramite un web service, tramite deposito su un’area ftp o altro.

Non mi addentro in analisi più approfondite ma, a occhio, un requisito indispensabile per attivare questi processi centralizzati che si ripercuotono sui sistemi periferici, sarebbe avere un repository unico centrale per pagamenti in attesa, con regole chiare per caricarceli sopra e per recuperare dati. Si è invece deciso che PagoPA - semplifico - fosse solo un nodo con regole di indirizzo e specifiche tecniche tassative che coprono solo la parte di pagamento PSP-EC (cioè le fasi RPT, RT, flusso XML di rendicontazione) con distribuzione nei sistemi locali dei dati sui dovuti in attesa, infiniti distinguo sui metodi di innesco del pagamento, totale arbitrarietà sulle logiche di gestione di tutte le altre tappe del ciclo di vita del pagamento.
Poi, certo, il modello “società Corporate”, potrebbe funzionare anche con altri condizioni di contesto. Fatto sta che sarebbe necessario pensarci e crearle prima.

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Più che altro non si capisce perchè questa deroga al funzionamento standard debba avvenire solo per le società “corporate”. Chi sono questi privilegiati? Enel, TIM e simili? Che differenza c’è tra loro e -butto lì- la Coop, che avrà centinaia di supermercati in tutta Italia e deve pagare tasse per ognuno? Anche a loro fa comodo cumulare almeno per comune. E gli enti pubblici? Perchè non potrebbero voler pagare anche loro una sola volta per tutte le loro sedi, diciamo a Roma? E il cittadino che per sua fortuna ha vari immobili?
Come mai hanno ottenuto questa deroga, complessa al punto da inventare un sistema parallelo, da interferire col funzionamento del portale, al punto da creare un precedente? Hanno tirato per la giacchetta un ministro? Si è mossa confindustria? Come hanno fatto?

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no qui è diverso… queste società corporate non riescono ad inviare le PEC con le RT… così pagoPA sta cercando di sopperire a questo disservizio inviando delle EMAIL (non PEC)… ti copio-incollo il passaggio della mail:

Purtroppo, questo processo di inoltro delle RT a cura delle Corporate tramite PEC
sta riscontrando alcune inefficienze e/o ritardi probabilmente dovuti.

Per consentire ad ogni modo agli Enti di eseguire la debita riconciliazione degli
incassi già ricevuti, la PagoPA S.p.A. ha deciso di farsi carico dell’attività di invio delle
relative RT.

Cioè non solo queste “corporate” sono riuscite ad avere questo canale priivilegiato per pagare… ma nemmeno riescono ad inviare le PEC con le RT…

A questo punto torna la domanda di @Elena_S:

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Sì sì, eri stato chiaro tu e purtroppo anche i vari comunicati ed email. Mi riferivo al fatto che il nostro referente dei pagamenti ha indicato come email la pec del comune, quindi noi la riceveremo lì (siamo configurati anche per ricevere mail ordinarie). Probabile però che Infocert la blocchi.

Noi siamo stati più fortunati: siamo riusciti a riconciliare, a mano, i versamenti eseguiti dalle Corporate perché si erano premurati di comunicarci via pec gli importi autoliquidati che avrebbero versato…non oso immaginare gli Enti di grandi dimensioni come faranno…

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Ci diresti quali sono gli enti corporate che vi hanno scritto? Giusto per capire chi sono e chi non sono. Grazie.