Le guide turistiche possono essere progettate come servizi digitali? Un esperimento su JustParigi

Ciao a tutti,

negli ultimi mesi ho lavorato a un progetto un po’ particolare: invece di affrontare una guida turistica come un classico sito editoriale, ho provato a progettarla seguendo logiche molto vicine a quelle dei servizi digitali.

L’idea è stata quella di chiedersi: come si comporterebbe un servizio pubblico se dovesse aiutare un cittadino a orientarsi in una città sconosciuta?

Da questa domanda è nato JustParigi:

Durante lo sviluppo ho cercato di applicare alcuni principi che, secondo me, potrebbero essere interessanti anche fuori dall’ambito del turismo.

Ad esempio:

  • eliminare il più possibile la navigazione “a giornale” e costruire percorsi basati sugli obiettivi dell’utente;
  • organizzare le informazioni come un servizio, non come un archivio di articoli;
  • privilegiare tempi di risposta molto rapidi e un’interfaccia pulita;
  • mantenere una coerenza grafica tra centinaia di pagine per ridurre il carico cognitivo;
  • progettare pensando prima all’utilizzo da smartphone, perché gran parte degli utenti consulta la guida mentre è già in viaggio.

Mi incuriosisce capire se questo approccio possa essere applicato anche ad altri contesti: sanità, cultura, servizi comunali, turismo locale o altri portali informativi.

Secondo voi progettare un sito partendo dai task dell’utente anziché dalla struttura editoriale può migliorare davvero l’esperienza d’uso?

Mi piacerebbe confrontarmi con chi lavora su UX, architettura dell’informazione e progettazione dei servizi digitali.