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Nuova CIE prima della scadenza del documento

Ignoro se nelle generazioni precedenti di CIE (versioni 1.0 e 2.0, inclusa la fase di sperimentazione) la procedura fosse diversa, ma l’attuale garantisco che è come descritto (viene consegnata in circa 6-7gg).

Quella era la procedura della CIE 2.0, mentre l’attuale CIE 3.0 prevede la stampa unica per tutta italia presso il poligrafico e la spedizione diretta al cittadino. I costi sono si euro 22.21 comprensiva di raccomandata RR, mentre 16.79 è la quota statale che il comune versa per ogni CIE rilasciata

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Buongiorno, il decreto è stato convertito, io ho l’ appuntamento per innovo prima della scadenza il 25 settembre ma ieri ad un conoscente che vive in un Comune diverso dal mio hanno negato il rinnovo da CI cartacea a CIE 3.0 perchè mancavano oltre 6 mesi alla scadenza…glihanno detto di strapparla e di ripassare…vediamo cosa mi dicono venerdì…

Buongiornoa tutti, venerdì mattina ho rinnovato senza problemi la carta d’ identità cartacea con quella elettronica. Quando l’ operatore ha visto la data di scadenza (2026) mi ha chiesto perchè volessi rinnovarla, gli ho risposto che era per accedere ai servizi digitali della PA e ho fatto riferimento al Decreto…non ha posto alcuna obiezione anche se ho visto solo a casa che sulla modulistica che mi è stata consegnata il motivo di emissione è “deterioramento”. Totale oprazione: 22.21€

Ho prenotato anche per mia mamma sul sito
https://www.prenotazionicie.interno.gov.it/cittadino/n/sc/wizardAppuntamentoCittadino/sceltaComune
ma ho visto che il mio comune di residenza non dà più alcuna dispnibilità e il sistema suggerisce o di riprovare più avanti o di appoggiarsi a Comuni limitrofi come ho fatto; però ad appuntamento prenotato bisogna aspettare una mail di conferma del Comune prima di recarsi per il rinnovo.

Ad un amico che abita in un comune vicino al mio è stato invece rifiutato il rinnovo nonostante abbia fatto riferimento al decreto; gli è stato detto di sgualcire la carta e di prendere un nuovo appuntamento…altrimenti non avrebbero potuto rinnovarla…

incredibile…l’ignoranza regna nella PA :man_farmer: :man_farmer:

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Molto interessante la testimonianza di @fabiomariani

Questo riporta alla memoria quanto scritto in questo thread a proposito di controindicazioni all’emissione di carte d’identità fuori dal comune di residenza (e della necessaria indispensabilità del nullaosta) e in un altro aperto da @Andrea_Tironi1 che non trovo piu’, che proponeva uno scenario di completa interscambiabilità dei comuni per emettere la carta di identità a prescindere dalla residenza del richiedente.
Il messaggio dell’agenda ministeriale sembra mostrare che, alla fine, l’approccio tecnologico-pragmatico prevarrà sull’approccio giuridico-ontologico? Ai posteri…

Qui sembrerebbe che la procedura informatica per emettere la carta non si sia ancora adeguata alla novità normativa e che non sia stato inserito fra le scelte multiple del motivo di emissione un “passaggio a carta elettronica” (magari con riferimento normativo per soddisfare i burocrati). L’italica inventiva spinge l’ufficiale d’anagrafe di un comune a inserire, con una piccola bugia a fin di bene, un motivo “che va sempre bene”: in fondo la legge e’ dalla sua parte, e’ il software che e’ limitato e ottuso. L’ufficiale del comune accanto, evidentemente, ha troppo ossequio del software (che, forse, nel suo immaginario e’ infallibile) e… se dobbiamo simulare simuliamo per bene, “stroppici la carta e torni!”.

Queste invece sono uscite che feriscono e fanno male a chi nella p.a. lavora e quindi alla p.a… Sono sentenze che generalizzano. L’ignoranza interna alla p.a. non è né più né meno di quella che “regna” in tutta la popolazione.
Non facciamoci prendere dal luogo comune che il dipendente pubblico e’ un fannullone mediocre e incapace, che poi porta a pensare che un qualsiasi commesso di Trony sarebbe un ottimo responsabile della transizione al digitale o che un qualsiasi perito con p.iva che si presenta come consulente gia’ solo per questo si meriterebbe il posto di ministro per l’innovazione.

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Sono un dipendente pubblico e so perfettamente che nella PA ci sono delle eccellenze che però nella migliore delle ipotesi non sono valorizzate. Questo è il problema principale. Poi sul livello medio di competenze dei dipendenti della PA dipende da ufficio a ufficio. Nella mia esperienza personale dico che il livello “medio” che ho riscontrato è mediocre.

Lasciamo stare le eccellenze e le mancata valorizzazioni.
Il punto e’ che basta sparare sulla p.a. e sul livello dei suoi componenti.
Ma scusa, quando vai in un negozio trovi solo gente preparata, gentile e sorridente? In banca sono tutti iperefficienti e non accampano scuse del tipo “il sistema non lo consente”? Ogni organizzazione ti consente un facile dialogo usando i mezzi telematici? Ti pare che i grandi gestori telefonici espongano l’indirizzo pec per disdire il contratto in homepage oppure chiedano di defualt raccomandata a/r? Ogni impresa edile e’ una fucina di nuovi Michelangelo e Brunelleschi?
Sforziamoci dai, i dipendenti pubblici sono un campione rappresentativo degli italiani, chi non dorme la notte se ha qualcosa in sospeso e chi non lo smuove nemmeno un pericolo imminente, chi afferra tutto al volo e chi nemmeno con le cannonate, chi e’ empatico e chi e’ apatico…
E appunto, da dipendenti pubblici, iniziamo ad avere un po’ di orgoglio, di quello sano che non fa male.

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Ognuno porta avanti le proprie battaglie. Io penso che la nostra PA dovrebbe funzionare meglio del privato perchè ha una responsabilità maggiore verso la collettività e non solo perchè usa i propri soldi. Lo penso perchè un malfunzionamento della PA produce effetti su tutto il sistema economico e sociale.

Poi mi pare che ci sono numerosi studi che dimostrano il gap che caratterizza il livello di efficienza della nostra PA rispetto ad altri paesi simili al nostro!

E comunque da dipendente pubblico, da oltre trent’anni, posso aggiungere che ho una visione ottimistica perchè l’ho vista migliorare in questi anni. Ma non basta. Nel senso che per me il processo riformatore dovrebbe essere più incisivo. Penso anche che il problema principale sta nei dirigenti della PA che spesso sono inadeguati.

Quindi ok, denigriamoci non appena ne abbiamo occasione. Cosi’ per mantenere alti umore e attenzione.

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Io invece penso che non dobbiamo essere corporativi e confrontarci con tutta la società. Noi siamo il suo volano che può farla crescere o farla rimanere come è. Sono molto orgoglioso di essere un dipendente pubblico e sono anche fortunato di fare uno dei lavori più belli: l’insegnante. Certo anche io spesso vado in depressione quando mi capitano delle cattive classi. Ma poi appena incontro alcuni alunni che vogliono crescere mi torna l’entusiasmo che a 60 anni mi vanto di avere ancora.

A voler fare una cosa super raffinata si dovrebbe integrare il tutto anche nel sito per la richiesta da parte del cittadino. Poichè la login del sito è il Codice Fiscale o la SPID, il sistema dal codice fiscale di chi fa il Login dovrebbe poter conoscere i dati della CI “legata” a questo codice fiscale (almeno data di emissione, scadenza e tipologia che potrebbe dedurre dalla data di emissione visto che se non vado errato la prima CIE 3.0 è stata emessa il 4/7/2016) Pertanto se la data di scadenza è inferiore a 180gg il sistema abilita sempre l’ opzione “rinnovo” indipendentemente dal tipo di carta; se la data di scadenza è superiore a 180gg e la CI in questione è già una CIE3.0 non abilita l’opzione rinnovo besì solo furto/smarrimento/deterioramento; se la data di scadenza è superiore ai 180gg e la carta NON è una CIE 3.0 abilita l’ opzione “passaggio a CIE 3.0” come previsto dal decreto oltre ovviamente alle voci furto/smarrimento e deterioramento. Ovviamente le stesse informazioni devono essere viste dall’ ufficiale d’ anagrafe che a quel punto avrebbe la certezza che se un cittadino è riuscito a prenotare l’ appuntamento è perchè può chiedere, per un motivo o per l’altro, il rinnovo/sostituzione del documento. Adesso invece il sistema è “aggirabile”. Paradossalmente potrei prendere un altro appuntamento per rinnovo (non furto/smarrimento) della CIE appena emessa e il sistema mi darebbe l’ appuntamento senza problemi, ripeto non ha alcun senso, è un paradosso, ma è per far capire che il sistema non fa controlli sulla causale per assegnare gli appuntamenti. Se non è possibile dal CF del cittadino risalire direttamente ai dati della sua CI si potrebbero introdurre dei campi obbligatori dove il cittadino andrebbe ad inserire data di scadenza ed emissione del suo attuale documento eil sistema andrebbe ad abilitare o meno le varie opzioni di rinnovo. Nulla cambierebbe invece per furto smarrimento o deterioramento. In questi casi sarebbe utile però inserire come obbligatorio l’ upload della scansione della denuncia evitando così che un cittadino si rechi in Comune per la nuova carta senza la denuncia facendo perdere tempo all’ ufficiale d’ anagrafe che sarebbe impossibilitato a portare a termine l’ operazione, inoltre il cittadino dovrebbe poi tornare per un altro appuntamento…

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Buongiorno,
il mio specifico caso è che io ottenni la CI (di carta) due mesi prima che il mio comune iniziasse a distribuire le CIE. Non ho potuto aspettare poiché avevo bisogno di un documento valido per un viaggio. Morale: ora ho una CI di carta che mi scade nel 2027.

Sono molto contento di avere la legge dalla mia parte che mi permetta di cambiare la mia vecchia CI di carta senza dovermi inventare strane scuse sul fatto che si sia deteriorata - o peggio smarrita.

La cosa che mi ferma, è un discorso di principio. Perché io devo - ora anche con ragione e decreti dalla mia parte - pagare 25€ (circa) per farmi cambiare la CI con una nuova CIE?

Da quello che intuisco, questo decreto vuole velocizzare l’impiego delle CIE. Perché allora, corredato a questo decreto, non si fa in modo che le spese di ottenimento di una nuova CIE non siano abbassate o ancora meglio azzerate?

Non so se mi sono perso qualche pezzo, ma mi sembra una cosa un pelo singolare…

Buona giornata!

A mio parere dal punto di vista del principio il discorso non fa una piega…E’ un po’ (con le dovute proporzioni) come il Telepass; il sistema utomatizzato consente di non assumere più addetti ai caselli quindi un risparmio per l’ azienda, ma per averlo si deve pagare un seppur piccolo canone…anche qui un controsenso…

Perché, purtroppo, l’iter di acquisizione dati, conservazione, predisposizione, stampa in policarbonato, registrazione su banda/microprocessore, spedizione e consegna ha dei costi sia per il Comune, che per l’IPSZ e il Ministero dell’Interno superiori a quelli della carta di identità cartacea, quindi, per ragioni di copertura finanziaria, temo che non sia possibile abbassare o peggio azzerare il costo per il cittadino (anche la tecnologia ha un costo)… l’unica cosa che è stata fatta con il DL c.d. semplificazioni è, appunto, non far pagare il sovrapprezzo del duplicato in caso di rinnovo di CIE vecchia versione e CI cartacee prima del termine di 180 gg precedenti alla scadenza.

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Ultimo aggiornamento…mia mamma era in attesa della mail di conferma da parte del Comune nel quale aveva fatto la prenotazione dal sito CIE (appuntamento preso per il 5 Novembre). L’ altro giorno l’ ha chiamata l’ ufficio anagrafe del Comune di residenza dando disponibilità per lo stesso giorno per il rinnovo. Dal sito CIE questo Comune non dà ancora possibilità di prenotare appunatmenti ma a quanto pare se si sceglie un Comune limitrofo invece del nulla osta fissano telefonicamente gli appuntamenti.

Solo un commento. L’Unione Europea ha deprecato per il 2026 le CI cartacee di Italia e Grecia, le uniche in zona Schengen sopravvissute su carta, per i loro vetusti standard di sicurezza, l’eccessivo numero di clonazioni e l’assenza di MRZ (che permette di eseguire il controllo database alle frontiere in maniera elettronica).

Anche se ora hai la CIE, la CI sarebbe scaduta entro il 2026

Fonte:

  1. Le carte d’identità non conformi ai requisiti di cui all’articolo 3 cessano di essere valide alla loro scadenza o entro il 3 agosto 2031, se quest’ultima data è anteriore.

  2. In deroga al paragrafo 1:

a)

le carte d’identità che non soddisfano le norme minime di sicurezza di cui alla parte 2 del documento ICAO 9303 o che non comprendono una MRZ funzionale, quale definita al paragrafo 3, cessano di essere valide alla loro scadenza o entro il 3 agosto 2026, se quest’ultima data è anteriore;

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questi sono i tempi previsti per accedere allo sportello del comune a Roma


La burocrazia impedisce il cambiamento. Occorre trovare canali alternativi informatici e non costringere il cittadino a procedure arcaiche

Purtroppo le ‘procedure arcaiche’ sono dovute ai troppi cittadini furbetti (dovrei dire delinquenti) che cercano di fregare le istituzioni. Se venisse rilasciata una CIE o uno SPID falsa a un latitante, quello potrebbe andarsene in giro indisturbato per l’Europa e usare beatamente tutti i servizi telematici disponibili. Quindi il riconoscimento de visu è ESSENZIALE e non arcaico, per almeno provare ad evitare abusi.
Piuttosto bisognerebbe capire perchè un cittadino deve chiedere un appuntamento per presentarsi a uno sportello, perchè non si possono avere più sportelli, ecc.
Se i problemi sono materiali (es. c’è UNA macchina per rilevare che so le impronte) si acquisti quel che manca. Se ci sono inefficienze dei dipendenti, si colpiscano. Ma smettiamola di accusare la burocrazia per ogni cosa, perchè spesso i burocrati non hanno proprio nessuna colpa.

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Purtroppo molte persone parlano senza conoscere le possibilità che già ora sono operative. Il riconoscimento può essere fatto tramite webcam (come già attuato da una società che rilascia lo SPID gratuitamente ma che, essendo subissata da richieste, non riesce a soddisfare tutti). Anche un’altra lo fa ma a pagamento. Il riconoscimento de visu per una Carta Identità elettronica il mio municipio lo potrà fare nella prima data disponibile il 12 febbraio 2021! Il Pin per la CNS lo posso richiedere con la tessera sanitaria ad un unico ufficio presso un ospedale che, guarda caso, risulta NON attivo.