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Pagare online dal sito PagoPa

Ho trovato una (piacevole) novità per l’utenza sul sito di PagoPa per i pagamenti attesi: contrariamente al passato, direttamente dal sito sembra si possa pagare gli Avvisi PagoPa inserendo il codice avviso PagoPa e il codice fiscale dell’Ente Creditore, si veda: https://www.pagopa.gov.it/it/cittadini/dove-pagare/ - paga online. Ciò che mi chiedo però è come funzioni la rendicontazione puntuale dell’entrata e la riconciliazione contabile di questi pagamenti nei confronti dell’EC interessato (dato che non mi risulta sia ancora fruibile agli EC un portale come quello di altri Intermediari/Partner tecnologici per analizzare gli elementi identificativi di ciascun pagamento effettuato: IUV, data esito, tipologia di dovuto, causale, pagatore ecc…) e quindi comprendere chi paga cosa, quanto e quando.

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Mi aggiungo perchè i pagamenti spontanei se spinti eccessivamente secondo me possono creare problemi. Già adesso i pagamenti attesi non generati dal pacchetto software in cui è inclusa la contabilità possono avere problemi di riconciliazione, gli spontanei dovrebbero essere peggio ancora.

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perchè li chiamate “spontanei” ?

non credo sia possibile pagare avvisi che non hanno un codice univoco?

I pagamenti spontanei sono quelli c.d. “non attesi”, cioè quelli effettuati senza avviso PagoPa, non hanno quindi uno IUV predeterminato al momento del pagamento (ma viene creato a posteriori sul momento) e sono effettuati inserendo dati diversi che permettano grossomodo un’identificazione del dovuto (es. Num. fattura, pagatore, causale ecc…). Il grosso problema è che l’importo inserito liberamente è potenzialmente inaffidabile e la rendicontazione dell’entrata e riconciliazione contabile è per gli Uffici preposti allucinante… P.S. per me avrebbero fatto meglio a vietarli tout-court nell’ecosistema PagoPa.

oppure considerare la emissione di avvisi senza codice identificativo univoco un indice di cattiva amministrazione e mettere qualche penalità sulla progressione di carriera del Dirigente Amministrativo

oppure ancora far evidenziare ai Revisori dei Conti nelle loro relazioni questa informazione non positiva (come si fa con l’ Indicatore dei tempi medi di pagamento" )

No, considera che i pagamenti spontanei sono di fatto effettuati in autonomia su iniziativa dell’utente-contribuente (possiamo dire in autoliquidazione), quindi non sarebbe corretto imputare al dirigente/P.O. una qualunque responsabilità. Avrei proprio escluso pagamenti del genere dal Nodo dei Pagamenti-SPC: se proprio volete pagate così (assumendovene la responsabilità) ma non in PagoPa. È anche la ragione per cui non vedo di buon occhio la convergenza futura di IMU a PagoPa e la possibilità di pagare sempre in PagoPa un tot in un castelletto con somme a scalare (come p.es. succede nei servizi scolastici comunali).

Sulla questione IMU devono pur fare qualcosa. Conosco persone che non pagano l’imu da diversi anni e non hanno mai ricevuto un avviso dal Comune. Non è normale che poi si proceda all’accertamento dopo 5 anni (se si fa in tempo… perchè poi va in prescrizione).

Te lo chiedo perché non lo so, perché passare il pagamento dell’IMU a PagoPA aiuterebbe a combatterne l’evasione, o comunque a semplificare la procedura di controllo dei pagamenti dell’IMU da parte dei comune ?

Scusatemi, scrivo da incompetente sulle pratiche amministrative. Pero’ e-banking esiste piu’ o meno dal 1995, le carte di credito funzionano online da decenni, IBAN e’ razionalizzato in tutta Europa, da anni. Le aziende commerciali emettono fatture a persone o business conosciuti con identificativi, causali, partite IVA e codici fiscali. Esistono soluzioni plugin per e-commerce. Come fa un Comune a non sapere a chi ha inviato un avviso IMU e soprattutto che questo non e’ stato pagato in tempo? Stiamo parlando di basi dati piuttosto semplici. O forse cosi’ immagino.
Confrontando l’Italia con altri paesi dove ho vissuto la grande debolezza del “sistema Italia” la vedrei nel fatto di dovere calcolare in proprio tutti i parametri. 20 anni fa dovevo pagare le tasse sulla casa, in Italia e in altro paese allora poco “evoluto”. Li’ arrivava un bollettino precompilato “per X m2 paghi Y, vai in banca o in posta.” Fatto. In Italia ho dovuto fare io tutti i calcoli, moltiplica qui, sottrai la’ ecc. dopodiche’ nella schermata per l’inserimento dei dati, dopo la richiesta di indirizzo, provincia e comune appare la dicitura “inserire il Codice catastale del Comune”. La prima volta che lo sentivo in vita mia. Non mi ricordo come ho fatto, ma ho perso ore a cercare di capire quale fosse questo codice. Nel 2000 non era tutto online come invece e’ oggi.
Non giustifico chi non paga l’IMU, ma un po’ li capisco.
In sostanza, dove e’ il problema?
Riprendendo altre discussioni, per questo non sono nemmeno necessari PagoIO, SPID, app varie o CIE/CNS. Sarebbe sufficiente mettere in una causale di versamento gli estremi o del numero del documento o un codice fiscale o un identificativo catastale. O forse tendo a semplificare troppo le cose?

siccome l’imu è un’imposta che il comune può programmarne la riscossione nella stragrande maggioranza dei casi , si potrebbe passare ad una gestione esclusiva con gli avvisi con l’identificativo univoco …e in questo modo il Comune in tempo reale conosce chi ha pagato e chi no. Dovrebbe concentrare la sua attività accertativa ai soli casi in cui ci sono delle variazioni non intercettabili dai flussi informativi del catasto, dell’agenzia delle entrate, etc.

Insomma adottare per l’imu lo stesso sistema della tari.

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esatto…questo sistema si può fare anche da noi con l’Imu …se si vuole…

In altri post me la sono presa parecchio con il sistema SPID e tutto quanto va su app: PagoPA, IOapp ecc. Alla base e’ pero’ la gestione dei dati. Se Stato, Comuni, mense scolastiche ecc. inviassero avvisi precompilati risolveremmo in partenza il 90%-95% dei problemi. A quel punto diventa secondario se usare PagoPA o andare in posta. Dammi un’identificativo, verso quella somma, sto attento nello scrivere la causale, problem solved.
Occorrerebbe quindi un enorme lavoro di scrematura e unificazione come per ANPR esteso anche al catasto e ai servizi pubblici. Capisco che ci siano parecchi ostacoli. Spero che ci sia la voglia di agire.

Almeno per i pagamenti di scuola e derivati: mensa/attività extra/gita scolastica, ecc il sistema non è secondario, se mi metti su un sistema online di pagamento talmente scomodo inaffidabile, fatto male, che il genitore per avere la certezza che il pagamento fatto venga registrato correttamente, deve andare a fare un bollettino alle poste compilandolo tutto a meno, evidentemente c’è qualcosa che non va.
Queste informazioni mi vengono da anni di lamentele e maledizioni dei miei amici e colleghi con figli.
Per queste cose come per tante altre il pagamento deve essere il più facile ed a prova di errore possibile, ed ovviamente anche online, Bonifico, PagoPa, carta di credito, bollettino precompilato, tutto va bene, basta che alla fine non si obblighi i genitori ad andare per forza alle poste a compilare a mano un bollettino, per avere la certezza che il pagamento venga registrato correttamente,

Non direi, da dottore commercialista suppongo saprai che IMU è un’imposta che ha diverse problematiche in più rispetto alla TARI e che è un tributo in c.d. autoliquidazione. Premesso che da quando si è di fatto ridotto il perimetro dell’obbligo dichiarativo (per molte situazioni il legislatore, che vive sulla Luna e pensa che i Comuni abbiano la sfera di cristallo, e la giustizia tributaria che lo segue ritengono che la dichiarazione non sia necessaria), l’interoperabilità delle banche dati è tutt’altro che scontata (che risate!!), le registrazioni a Catasto non sempre sono complete o corrette (serve una seria mappatura e l’inclusione di una serie di dati ultronei), le informazioni rilevanti per la quantificazione del dovuto dagli altri uffici non pervengono sempre, gli uffici tributari non hanno spesso un quadro conoscitivo tale da poter effettuare la liquidazione d’ufficio (salvo casi chiari e consolidati nel tempo). Se la legge introduce l’obbligo di liquidare l’imposta deve prima mettere gli uffici in condizione di farlo, altrimenti non se ne parla fino al momento dell’accertamento tributario (fino alla fine del 5°/6° anno successivo più giorni di proroga Covid)…

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Ogni tassa autodichiarativa a mio avviso è un metodo inefficace, perchè si basa sulla buona volontà e onesta del cittadino. Il che non funziona sui grandi numeri.

Perdonatemi se sbaglio, ma le tasse autodichiarative esistono solo in Italia? Mi sembra che dappertutto o si paghi in anticipo o le amministrazioni mettano a disposizione informazioni precompilate. Poi con avanzare di IT ci saranno altri metodi di tracciamento e verifiche di plausibilita’. Ma se, poniamo, la Reggia di Caserta o Palazzo Pitti a Firenze non sono accatastati uno ci puo’ abitare, dichiarare 20 m2 e la passa liscia? Hai voglia a rifornare la PA…

Io darei l’accertamento dell’Imu all’Agenzia delle Entrare e il gettito ai comuni come si fa per le addizionali. Perchè non ha senso che ogni comune si fa la sua imu con tutte le personalizzazioni che vuole e poi non è in grado di controllare in modo efficiente se il contribuente adempie correttamente. E soprattutto non è giusto caricare sul contribuente tutte le complicazioni derivanti da un sistema frammentato come quello attuale. Ai comuni lascerei solo la definizione delle aliquote e delle varie esenzioni che dovrebbero essere gestite in modo centralizzato dalla Sogei. Oggi ogni comune ha dovuto dare in appalto a una società esterna la riscossione del tributo duplicando costi inutili.

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basterebbe una richiesta dell’Anci al Mef per far fare qualche aggiustamento all’Imu per rendere la cosa fattibile anche in tempi brevi

Dipende dal comune, quindi IMU te lo calcoli da solo, occupazioni suolo pubblico varie … non so se c’è altro.

Negli anni la ragionevolezza e chiarezza della normativa statale sulla tassazione immobiliare peggiora a vista d’occhio, complicando la vita a tutti. Ti posso assicurare che i primi a volere una razionalizzazione sono proprio i Comuni (meglio: gli Uffici Tributi). Basterebbero piccole modifiche normative per rendere il lavoro più semplice agli uffici e la vita ai contribuenti (ma ti ricordo che, al di là di molta demagogia della politica, non stiamo andando verso quell’obiettivo)…

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