PagoPA, divieto pubblicazione IBAN e la responsabilità dirigenziale

Non so se anche altri si sono chiesti la stessa cosa: il divieto di difondere il proprio IBAN da parte di un ente pubblico fa parte del concetto di adesione a PagoPA o è un corollario?
Leggendo quanto pubblicato qui:

…i soggetti obbligati all’adesione a pagoPA non possono richiedere agli utenti pagamenti tramite bonifico che non siano integrati con il Sistema pagoPA… è fatto divieto ai soggetti tenuti per legge all’adesione a pagoPA di pubblicare in qualsiasi modo l’IBAN di accredito ”. Tale divieto, che non prevede eccezioni, decorre dalla data di pubblicazione delle Linee Guida (Gazzetta Ufficiale n. 152 del 3.7.2018) ed il relativo rispetto è ancora più cogente in quanto interessa sia le PA che i PSP in considerazione del divieto per i PSP dal 28 febbraio 2021 di eseguire operazioni extra Nodo…Pertanto, le amministrazioni e gli altri Enti aderenti a pagoPA devono adattare la propria modulistica, al fine di eliminare ogni riferimento in chiaro all’IBAN per il pagamento.

Il divieto menzionato ha delle conseguenze se non osservato? E poi, chi vigila sull’osservanza? È lasciato alla coscienza e interpretazione dei singoli dirigenti? Non viene specificato da nessuna parte.

Per quanto riguarda l’adesione viene detto:

Il mancato adempimento dell’obbligo di cui al precedente periodo ( …i soggetti di cui all’articolo 2, comma 2, del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, sono tenuti, entro il 28 febbraio 2021, ad integrare i loro sistemi di incasso con la piattaforma…), rileva ai fini della misurazione e della valutazione della performance individuale dei dirigenti responsabili e comporta responsabilità dirigenziale e disciplinare ai sensi degli articoli 21 e 55 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165”. Pertanto, dopo il 28 febbraio 2021, i PSP autorizzati ad operare in Italia dalla Banca d’Italia non potranno in alcun modo eseguire servizi di pagamento che non transitino per il Sistema pagoPA, ove abbiano come beneficiario una pubblica amministrazione .

Il testo riportato è quello in vigore e non sono a conoscenza di recenti modifiche.

Se qualcuno che lavora presso PagoPA può contribuire a fare chiarezza sarebbe gradito.

PS: per avere un idea della situazione basta cercare su qualsiasi motore di ricerca il termine " IBAN E PAGAMENTI INFORMATICI"

Vedi l’art. 18-bis del D.Lgs. 82/2005. Tra il prevedere e l’irrogare, però, ce ne passa…

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Grazie!!!
Evidentemente il sistema ha bisogno delle segnalazioni dei cittadini per intervenire.
:upside_down_face:

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CAD e leggi in generale sono pieni di apparenti obblighi.
Però, ma se un dirigente realizza un’entrata sul bilancio del suo ente tramite un bonifico bancario e’ da biasimare per la cosa in se’?
E se una banca rifiuta un pagamento verso una p.a. solo perche’ non passa dal nodo, sta facendo il suo lavoro per bene?
Dove sta l’interesse pubblico?

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Sono d’accordo con te in generale ma se alcuni applicano le regole stabilite e altri no, non pensi che così facendo si genera solo confusione negli utenti?
Il ruolo del dirigente non è quello di decidere le politiche ma di applicarle, il prima e il meglio possibile. Così gli operatori beneficiano delle migliorie prospetate dalle regole e gli utenti sanno che ovunque vanno le regole sono le stesse e non dipendono dalle volontà dei singoli dirigenti.

Come considereresti una banca che nel caso tu effettuassi un bonifico intestato alla persona al quale intendi farlo ma sbagliasi una cifra dell’IBAN e la banca non si accertasse che i dati Intestazione - IBAN corrispondano e siano corretti?
I pagamenti con PagoPA limitano al massimo gli errori umani, sia per quanto riguarda gli importi che per quanto riguarda i benificiari dei dovuti; minimizza anche gli errori di riconciliazione da parte delle amministrazioni. Così l’utente non si ritrova a dover dimostrare di aver effettuato un pagamento fatto ma che all’amministrazione non risulta perchè qualche operatore distratto non ha riconciliato il pagamento con il dovuto.

Consideriamo che l’esclusività di PagoPa a oggi non è prevista: abbiamo un quadro di obblighi confusionario e poco chiaro con normative che si intrecciano e accavallano, ma, almeno per gli Enti locali, esiste l’art. 2-bis D.L. 193/2016 conv. in legge 225/2016 e ss.mm.ii. (che esclude l’esclusività di PagoPa). Risolti alcuni odiosi problemi di PagoPa (p.es. risoluzione dei problemi di rendicontazione degli esiti 9 senza RPT e degli spontanei, livellamento verso il basso delle commissioni di incasso ecc… stranoti) potrebbe tranquillamente essere imposto in via esclusiva.

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per me ricade nella vergogna dell’obbligo di passare da PagoPA, che costringe a pagare commissioni quando con un bonifico spesso non le paghi o ne paghi molto meno. E’ una tutela a beneficio di PagoPA.

Ad esempio, simile, io ho dovuto insistere molto con il MEF per pagare delle imposte con bonifico verso un loro conto corrente presso Poste Italiane, perchè pretendevano di non darmi l’IBAN e che andassi a pagare le commissioni extra alle Poste. Nonostante tutti i conti correnti postali siano interconnessi al circuito bancario e quindi abbiano un IBAN verso cui possano essere bonificati (senza ingrassare le Poste di altri margini). Sempre tutela di rendita di una posizione di monopolio ingiustificato. Quel divieto per me nasce dalle stesse situazioni.

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