menu di navigazione del network

PagopaGeddon - 01.01.2019


(Andrea Tironi) #1

Buongiorno.

Mi sembra di aver capito che dal 01.01.2019 i PSP non potranno più incassare se non con pagopa qualsiasi pagamento alla PA.

Per quanto riguarda il nostro percorso da Partner Tecnologici, questo potrebbe equivalere per molti comuni a non incassare del tutto.

Qualcuno sa qualcosa in riferimento?

Grazie.

Andrea


(Giuseppe Virgone) #2

Andrea e’ un tema scivoloso.
Stiamo cercando di capire come intervenire
Ad oggi la data e’ quella


(Andrea Tironi) #3

Ci sono novità poco scivolose ??? … io sono un po’ preoccupato …


(Alessandro Carloni) #4

Una frase che ho sentito è sintomatica del lavoro all’italiana “è vero che non devono accettare più pagamenti, ma se lo fanno non ci sono sanzioni”.
Notevole…


(Andrea Tironi) #5

Va beh ma non possiamo trasferire sui privati un problema della PA perchè le PA se ne fregano. I PSP in questo caso non hanno colpe, non possono fare loro da firewall, piuttosto vengano sanzionate le PA.


(Daniele Crespi) #6

Nel DL Semplificazione è inserita la proroga al 31-12-2019

art.7 comma 4

ciao
Daniele


(Andrea Tironi) #7

Grazie Daniele, ora mi sento molto meglio. :grin:

Andrea


(Alessandro Carloni) #8

Io un po meno : come sempre riusciamo a vivere di “proroghe” nel far andare avanti le cose… Non è che il problema di tutto questo sia a monte? Nel senso che forse questi obblighi/norme non sono sufficientemente spiegate, condivise e - forse - di semplificata applicazione.


(Giuseppe Virgone) #9

La proroga fa parte di un processo più complesso di ristrutturazione e spinta al progetto pagoPA


(Andrea Tironi) #10

Concordo con Giuseppe, visto che proprio l’altro giorno è stato detto che verrà fatta una società dedicata a Pagopa. Il 2019 è l’anno di Pagopa, o si entra o nel 2020 ci si “attacca” al tram.

Andrea


(Alessandro Carloni) #11

Io concordo parzialmente: è semplicemente una (ennesima?) dimostrazione che questo progetto - come tanti altri - è partito male. (altrimenti, che senso ha dover fare una società apposita (!) per dare una “spinta e ristrutturazione” ?).


(Andrea Tironi) #12

Ok è partito male. Ora si sta cercando di raddrizzarlo.
Hai soluzioni alternative?


(Giuseppe Virgone) #13

Alessandro,

un progetto che riguarda una piattaforma unica di pagamenti per uno stato, non è un progetto semplice. Agid lo ha portato con noi avanti egregiamente per due anni e cioè durante il periodo di startup del progetto. Adesso si passa ad una fase industriale. In questo l’Italia è un esempio a livello Europeo. Non lamentiamoci sempre


(Alessandro Carloni) #14

Oh si, tante.
In primis il fatto che dobbiamo cambiare la mentalità con cui agiamo: “se non c’è sanzione allora non mi preoccupo”. Ecco questo è un modo di pensare errato. “Facciamo un qualcosa di semplice e veramente utile al cittadino”. Questa è la mentalità corretta.
Poi proviamo a lavorare per step,. Mi spiego con un esempio: il primo gennaio 2019 si usa Pago PA.
Ecco questo NON è uno step, è l’obiettivo.

Gli step sono:
giorno 1) Hei P.A. sai che tra 2 anni introduciamo l’obbligo del PAgo PA? Ecco funziona così:
giorno 60) Hey P.a. abbiamo TUTTI i documenti tecnici pronti e validi e funzionanti. Gli ambienti di test sono a posto e tutta la documentazione anche. Inizia a sentire il tuo fornitore di soluzione software cosa ha fatto
giorno 120) Hey principali sviluppatori di applicazioni per la PA volete darci un idea di come siete messi? Avete problemi ?
Ecco… e via così accompagnando tutti gli attori in gioco.


(Alessandro Carloni) #15

Certo. Assolutamente.
Facciamo un po un riassunto:
Nel 2012 entra il DL 179/2012 -> Effettuazione di pagamenti con modalita’ informatiche
Quindi parte la base su cui deve svilupparsi il tutto.
Dopo 6 anni: No aspettate rimandiamo perché "c’è bisogno di creare una società nuova (a capitale pubblico ovviamente e spendendo ulteriori soldi 'extra) perché altrimenti non ce la facciamo " RIF: http://fulviosarzana.nova100.ilsole24ore.com/2018/12/12/il-dl-semplificazioni-nella-versione-definitiva-societa-pubblica-per-pagopa-e-pausa-di-riflessione-per-la-blockchain/

Quindi mi sfugge perché si deve arrivare a 15 giorni dall’avvio teorico dell’obbligo su di un tema “scivoloso” come detto all’inizio quando è dal 2012 che c’è l’idea di fondo.

E riguardo il modello “europeo” il sole 24 ore la vede un po diversamente: https://www.ilsole24ore.com/art/tecnologie/2018-12-13/agenda-digitale-italia-quartultima-europa-ma-qualcosa-sta-cambiando-113713.shtml?uuid=AE6m8HzG

Io continuo a pensare che c’è un errore nel metodo di fondo con cui si vuole digitalizzare, e non parlo solo di PagoPa.


(Giuseppe Virgone) #16

Caro Alessandro,

non condivido, ma sono pronto a parlarne con te e spiegarti i razionali.
Approfondire questi temi è sempre importante.
La mia mail giuseppe@teamdigitale.governo.it


(Alessandro Carloni) #17

Salve Giuseppe, ho recentemente riavviato uno scambio di mail con @spiunno affinché ci possa essere tale approfondimento in una situazione pubblica organizzata da noi di Opensipa e voi (e gli altri attori in gioco). Penso che sarebbe un momento ancora più interessante che non uno scambio a due.
Condivide questo?
a.


(Giuseppe Virgone) #18

Alessandro,

dammi pure del tu. Non so che evento sia. Fatemi sapere


(Alessandro Carloni) #19

Giuseppe,
giusto un paio di link:
https://www.opensipa.it/notizie/il-29-settembre-si-terrà-l-opensipaday-2017
https://www.opensipa.it/


La ns proposta è per farlo a Maggio 2019.
Sto attendendo conferma disponibilità Vostra da Simone.


(Domitilla Pepe) #20

Anch’io sono d’accordo con @Alessandro_Carloni

La creazione di una nuova società a totale controllo pubblico che si prenda in carico il sistema PagoPA non appare la migliore soluzione.

Basti pensare ai tempi tecnici di costituzione, insediamento degli organi e delle strutture e avvio dell’operatività.

Da quanto mi sembra di intendere, questa società diverrebbe un “super-intermediario tecnologico per PagoPA” al quale le PA (non in grado autonomamente) possono conferire le disposizioni da incassare.

A parte la titolarità, non mi è chiara la differenza ai fini del processo PagoPA tra la nascente Società e un qualsiasi intermediario o partner tecnologico già esistenti.

@Giuseppe_Virgone : secondo il suo punto di vista, cosa cambierà?

A mio avviso, i veri problemi sono legati a:

  • complessità degli standard: non era preferibile un’unica logica applicativa e di messaggistica al fine di gestire tutti i modelli di pagamento (modello 3 e modello 1, ad esempio);
  • al continuo cambio delle specifiche tecniche (sia delle linee guida e sia legate al passaggio tecnico dal WISP 1.3 al WISP2.0);
  • al continuo cambio del layout dell’avviso di pagamento (sorvolando sulla logica a dir poco anacronistica del bollettino postale recentemente introdotto);
  • all’architettura perversa dello standard tecnico della monografica del POS PagoPA (per dialogare con il POS occorre creare un’interfaccia sui gestionali dell’ente);
  • alla ridondanza richiesta per’l’avvisata digitale: PagoPA presuppone una logica distribuita degli archivi del pagamenti in attesa APA (presso l’ente, il partner o l’intermediario) e poi, ai soli fini dell’avvisatura digitale, bisogna inviare i dati degli avvisi generati al Nodo.

I veri problemi di PagoPA, tuttora ben presenti non si risolveranno con la nuova Società. Si pensi ad esempio alla rendicontazione e alla riconciliazione degli incassi dove regna il caos più totale.

Cordialmente