Password Token con accesso da Mozilla

ha capito benissimo.

Credo che siano in parecchi a chiedersi perche’ Firefox, un’alternativa decente alle altre soluzioni, non abbia affrontato questo problema gia’ da diversi anni. I browser sono software molto complessi, non e’ facile metterci le mani, programmatori motivati a risolvere questo particolare problema, in particolare in ambiente open source, sono difficili da identificare. Forse, se avessimo uno strumento paneuropeo di identificazione, avremmo anche la soluzione. Ma con soluzioni spezzettate ogni “mercato” e’ troppo piccolo per giustificare il lavoro. Come ho scritto sopra, in Germania hanno risolto il problema non con un modulo da installare nel browser ma con una app che interagisce col browser, ma resta indipendente. E vogliamo aggiungere che Ubuntu da alcuni anni ditribuisce Firefox come snap, che e’ un ambiente chiuso e blocca l’interazione del browser con applicazioni esterne, ad esempio il lettore di smartcard? Infatti occorre deinstallare FF da snap e reinstallarlo come programma indipendente.

Ma ci scontriamo qui con un altro problema, culturale, non geopolitico o economico. Lo sviluppatore tipico di software non e’ in grado di valutare l’uso di applicazioni da parte di un utente non esperto, a maggior ragione su desktop. “Plug-and-play” e’ ancora in troppi casi una speranza piu’ che una specifica di progetto e utilizzo. Non posso raccontare a mia nonna “entra come root, scarica il modulo xyz da github, assigna alla directory permessi 755 e quando fai partire il programma da CLI aggiungi l’opzione -v=step2”. Ma molti progettisti SW non la considerano sotto questo aspetto.