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Ricevuta fattura fornitore extraue con p.iva italiana

Salve a tutti, ho il caso di una fattura ricevuta da fornitore cinese, identificato in Italia (non stabilito) ha fatturato senza iva ed indicato la norma riferita all’inversione contabile, correttamente.
Dovrò quindi registrare un autofattura integrando l’iva e mandare la registrazione in esterometro.
Il problema è che sulla fattura c’è solo la partita iva italiana, non ho quindi l’identificativo estero da mandare in esterometro. Come si procede in questi casi? tutti 99999999999 nel campo partita iva, e cap con tutti 0 ?
Preciso che passo da esterometro e non eseguo l’invio a SDI

Salve,
A noi capita spesso per gli acquisti attraverso amazon di ricevere questo tipo di fatture. Consultando il nostro commercialista ci è stato consigliato di non inserirle in esterometro nonostante non siano pervenute attraverso il Sistema di Interscambio perché hanno partita iva italiana esposta.
Spero sia la soluzione corretta ma aspetterei altre opinioni in merito.

Ciao Paola e grazie per la tua risposta. Non credo però sia corretto, c’è anche un interpello dell’AdE che specifica che tali fatture devono confluire in esterometro.

Attendo anche altre opinioni in merito, grazie.

La cosa più corretta da fare è seguire le indicazioni del proprio commercialista o consulente, quasi certamente può darti informazioni più corrette che un forum.

Recentemente un altro utente ha posto un problema simile(o lo stesso)

Hai una fattura Extra Ue con P.iva italiana ma l’azienda non è una stabile organizzazione.

Nella guida sulla compilazione delle note integrative rilasciate a luglio hanno inserito la seguente nota

Si ricorda che qualora il C/P emetta una fattura riportante la partita IVA italiana aperta tramite un rappresentante fiscale o identificazione diretta ai sensi dell’art. 35-ter del d.P.R. n. 633/72 , il documento emesso non avrà rilevanza ai fini IVA (risoluzione n. 89/E del 25 agosto 2010).
Pertanto, qualora il C/P sia extra-UE, il C/C deve trasmettere un TD19 avente valore di autofattura indicando l’identificativo estero del C/P;

quindi sembra che tu debba mettere i riferimenti del fornitore cinese e non la partita iva italiana.

Quando si emette fattura verso un cliente extra eu, se non erro va inserita la partita iva generica OO99999999999.
quindi è probabile che tu debba fare la stessa cosa.

Se consideri che lo scopo è gestire le imposte delle aziende che operano in Italia, in una fattura estera non è importante la partita iva del fornitore.

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La partita Iva deve essere compilata con i primi due caratteri corrispondenti alla nazione secondo lo standard ISO 3166-1 alpha-2 code, il resto della partita Iva può assumere un valore fittizio che non viene considerato.
Nel caso del fornitore cinese in questione la partita Iva sarà “CN…”; non importa che cosa si specifica dopo “CN”, può essere parte del nominativo come tutti 99999999999.
Mi risulta che il valore “OO99999999999” da più parti suggerito non passi il controllo di validità in quanto “OO” non è un valore di nazione tra quelli possibili.

Risulta essere obbligatorio l’invio tramite esterometro, oppure l’invio al SdI mediante TD17-TD19 a seconda dell’operazione, proprio perché la fattura del fornitore non è transitata attraverso il Sistema di Interscambio. Il consiglio dato dal commercialista di Paola credo non sia corretto.

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