È proprio questo il problema! Gran parte di queste nuove procedure sono state finanziate con il PNRR per semplificare la vita dei cittadini e delle imprese. E invece la Burocrazia pensa solo a stessa!
Non mi si dica che aggiungere uno storno contabile automatico per dividere l’eventuale versamento unico fra i due Enti è una cosa complessa?! La verità è che al Cittadino non ci pensa nessuno!
Ad oggi 12 Gennaio 26 credo che ci sia ancora il problema del codice identificativo pagamento di pagoPA: sia facendo richiesta da banca online che da tabacchino, giustamente viene chiesto il “codice identificativo pagamento” che però non viene rilsciato dalla questura al momento della prenotazione e non è nemmeno possibile generarlo in un secondo momento
Al momento l’unico modo possibile è tramite il sito delle poste come descritto dall’utente precedente
Ogni volta rimango sorpreso dalla burocrazia italiana
Ho mandato diverse PEC a dipps121.00N0@pecps.poliziadistato.it dipps121.00F0@pecps.poliziadistato.it dait.prot@pec.interno.it dippersciv.uff1capodip.prot@pec.interno.it
un mese e mezzo fa ma non ancora si muovono
lo Stato sta facendo un favore a una sua partecipata Poste Italiane spa a svantaggio delle altre banche e dei vari PSP e non potrebbe farlo.
Per fortuna, quando era stata introdotta la PEC, la promessa ufficiale era che le istituzioni, con la garanzia d’identita’ del mittente, si sarebbero attivate subitissimo nel merito rispondendo in tempo reale o quasi.
Era la promessa ufficiale per giustificare la PEC.
Il problema è che il Ministero dell’Interno ha preteso una specifica ad hoc invece che adeguare le proprie prassi operative, come invece hanno fatto tutti gli altri enti aderenti a PagoPa.
Per esempio, la motorizzazione civile ha un portale per generare gli IUV, e persino il medico addetto al rinnovo della patente può verificare online se ho pagato i diritti dovuti, che vengono associati alla pratica solo al momento della visita. Non c’è motivo per cui il Ministero dell’Interno abbia bisogno di una specifica PagoPa speciale per fare esattamente la stessa cosa.
Cosa diremmo se un domani il Comune di Roccacannuccia facesse definire un flusso PagoPa ad hoc per agevolare il lavoro della propria Polizia Locale, implementato solo dalla BCC locale?
E non e’ finita qui. Quasi certamente quelli di Cannuccia vorranno la separazione da quelli di Rocca, fondando due comuni diversi. Non dovrebbe essere difficile trovare un editto medievale con il riferimento a due parrocchie separate. Non parliamo poi degli scontri al derby delle due squadre di calcio, rigorosamente identitarie. Gli abitanti di Rocca sosterranno infine che i Cannucciani sono riconoscibili dall’accento.
Questo e’ un problema contro il quale si trovano a combattere tutti i Governi.
Per fortuna le Amministrazioni Centrali dello Stato danno il buon esempio e le società che queste controllano si rifiutano di prestare il fianco a certe follie.
Sarcasmo a parte, sono curioso di sapere le ragioni tecniche per cui è stato creato un flusso PagoPa specifico per i passaporti anziché clonare il portale della motorizzazione civile, che bene o male fa lo stesso mestiere senza oneri a carico dei PSP (nella lingua del volgo malfidente: senza dirottare le commissioni dei cittadini verso il PSP incumbent).
Probabilmente c’entra il mindset di un’organizzazione di tipo militare, nel senso di fortemente gerarchica e autorizzata all’uso della forza. In molti paesi europei (la maggioranza?) il passaporto non e’ gestito dalla polizia ma dagli enti locali. Chiaro che verificano eventuali impedimenti anche con le forze dell’ordine, ma l’amministrazione e’ diversa. Oppure si va al punto di polizia per la lettura delle impronte, ma poi l’intera organizzazione resta presso strutture civili.