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Si passa a PagoPA e il cittadino paga di più

Breve storia triste.
Per anni ho pagato le tasse all’Università di Tor Vergata per mio figlio attraverso Unicredit, senza commissioni bancarie.
Oggi ho pagato la tassa per l’esame di laurea attraverso PagoPA, cui ha aderito l’Università di Tor Vergata per obbligo di legge, e all’importo di 16,00 euro si è aggiunta una commissione di 2,50 euro.
Fine della storia.

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Sull’app IO è spiegato che lo Stato non può farsi carico dei costi di commissione nei pagamenti, ed è per questo che aggiungono 1,5€ o 2,5€, appunto per le commissioni di banche e altri metodi di pagamento. Dicono anche che stanno discutendo con le banche per abbassare questo costo.

Comunque sono d’accordo con te, se vuoi che i cittadini utilizzino un tuo servizio dovresti dargli degli incentivi, o comunque buone motivazioni per farlo, così non lo utilizzerà quasi mai nessuno.

Mi risulta che per pagamenti tramite PagoPA, se si usa Satispay, non ci sono commissioni
È uno dei motivi per cui mi sono iscritto a quel servizio

Mi correggo, ho controllato sul sito e la commissione e’ di (solo) 1 euro

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Scusa, ma fino a un mese fa perché si poteva pagare senza commissioni?

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Satispay non paga se non è stata caricata con l’importo necessario, che necessita di due giorni per essere disponibile.
Dopo 40 anni di carte di credito, tornerò al contante.
PagoPA è un passo INDIETRO.
Cosa non andava bene nel bonifico bancario?
E’ come quei servizi che attivano un numero 848 (tariffa ripartita) quando ormai tutti hanno la tariffa flat.

La app IO è un’altra cantonata… secondo questi soloni, tutti devono avere uno smartphone… Perché una app quando esistono i browser per fare tutto meglio?
Rischiamo solo di portare con noi codice bacato…
Io non chiedo allo stato di farsi carico delle commissioni, chiedo di darmi un IBAN da usare per pagare

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Sul sito è scritto che dovrebbero realizzare in futuro anche una versione web. Secondo me star lì a farsi tanti problemi per chi ha o no uno smartphone è un po’ inutile. Chi ce l’ha bene, può potenzialmente usufruire di un servizio che semplifica le cose, chi non ce l’ha può fare con i metodi tradizionali. Bisogna però anche guardare un attimo avanti, altrimenti se ci fermiamo sempre a pensare a chi può rimanere indietro non ci sarà mai progresso da questi punti di vista. Per una volta che l’Italia finalmente punta al digitale e potrebbe semplificare veramente il rapporto con la pubblica amministrazione, non le si può tagliare le ali così. Ovvio che ci sono ancora tante cose da fare e da migliorare, ma sicuramente è un bel passo avanti, si tratta solo di guardare un po’ più in la e di essere un poco ottimisti. Poi ripeto, sono d’accordo sul fatto che dovrebbero anche dare degli incentivi, che possono essere bonus o agevolazioni, che facciano preferire il digitale rispetto alla carta. Cosa che, purtroppo, ancora scarseggia e forse nemmeno hanno pensato abbastanza.

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Boh, io concordo con i critici, mi sta bene incentivare il digitale, ma se il mezzo scelto comporta esclusione sociale (perché si preferisce uno strumento di nicchia, com’è tuttora un modello di autenticazione ed una app su un cellulare compatibile, invece di permettere l’accesso con una pluralità di mezzi) a mio avviso è una regressione inaccettabile … io penso che l’uso della tecnologia debba essere diffuso e diffusivo, non ristretto ad una elite di iniziati (sia in senso economico, che culturale). Ci sono voluti tanti anni per includere l’opensource e il riuso tra le potenziali scelte gestionali di approvvigionamento del software della P.A. e tanti altri anni per arrivare al paradigma dell’accessibilità dei siti P.A., e ora si fa un passo indietro veicolando l’uso dei servizi pubblici a pochi eletti? Non mi piace per niente questa direzione che sta prendendo AgID e le sue articolazioni…

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Aumentare una “tassa” sul pagamento, anche per importi minimi, è da ignoranti o peggio truffatori. Per pagare 10€ devo darne 2€ a Pagopa o a Poste? Ma ancora questi “geni” devono essere cacciati a calci? Semplificare e ridurre i balzelli, almeno per importi minimi, è cosí complicato?

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Scusa se mi permetto, ma il digitale per il digitale è una cretinata pazzesca. Dove sta il vantaggio nel pagare con lo smartphone o con lo smartwatch o con i bitcoin? Nel sentirsi più fighi?? Veramente è quello ciò che deve fare lo Stato, assecondare la vanità del cittadino che vuol credersi “avanti”?
O piuttosto offrire un’amministrazione migliore a costi inferiori sia per il cittadino che l’amministrazione stessa?
Bene, se l’obiettivo è quest’ultimo, PagoPA così com’è adesso nonostante le migliori intenzioni non lo raggiunge anzi va nella direzione opposta:
-costa di più, prima pagava lo Stato, ora il cittadino. E non ditemi che il cittadino pagava comunque, non ci credo. Voglio vedere un documento UFFICIALE in cui è stato fatto il conto di tutti i MAV e costi sostenuti da tutte le PA d’Italia rispetto a quello che sarà il costo con le commissioni di PagoPA. E soprattutto, se PRIMA nell’importo del MAV era contenuto il costo pagato dall’ente, ORA l’importo che devo pagare dovrebbe essere inferiore, visto che l’ente non paga più. Invece non cala. PERCHE’? Così l’ente incamera ANCHE quello che prima era il costo del MAV, che ora il cittadino paga due volte.
-esclude. O hai uno smartphone o sei fuori.
-non velocizza i tempi. Dai commenti che leggo, di entusiasti per la velocità di registrazione e uso del sistema non ce ne sono molti.
-complica il lavoro del backoffice. La parte di riconciliazione post pagamento da quanto sento in giro è drammatica. Quello che prima si faceva in un’ora oggi richiede giorni, e se tutto transiterà su PagoPA si rischia di perdere il controllo.
Qui non c’è da essere ottimisti, c’è da far funzionare enti OGGI. Se non posso capire velocemente se Tizio mi ha pagato non posso erogargli il servizio. Se non posso dargli la ricevuta di pagamento Caio non può allegarla. Eccetera. L’amministrazioone pubblica non può fare certi adeguamenti ‘in corsa’, rischia la partalisi. Forse è questo che non è chiaro.

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Ma infatti su questi aspetti ti do completamente ragione, è ovvio che oltre al digitale vanno fatti anche tanti altri progressi nella pubblica amministrazione in generale, è chiaro che è inaccettabile far pagare di più per un servizio che dovrebbe semplificare le cose. Io stesso preferisco pagare ancora con MAV proprio per questi motivi, e questo è un grosso errore da parte dello Stato che, invece, dovrebbe dare delle agevolazioni per chi preferisce utilizzare i sistemi digitali. Il messaggio che, forse, non sono riuscito a comunicare bene, è che comunque l’Italia su questi aspetti non può rimanere indietro, in un mondo che continua a cambiare e progredire, e prima facciamo questa transizione meglio è. Non ho detto che bisogna per forza escludere chi magari non ha uno smartphone o non è in grado di utilizzarlo, ma chi può accedere a questi servizi prima di altri può servire da “tester” per migliorare un servizio che fra qualche anno può essere pronto a tutti.
Io personalmente come modello prendo l’Estonia, che è riuscita a digitalizzare tutta la PA e la sua gestione (e proprio per questo motivo è anche uno dei paesi che ha sofferto meno l’impatto dei covid). È questione anche di sensibilizzare e informare le persone, magari realizzando dei corsi gratuiti, all’uso di questi strumenti. Però certamente prima devono migliorare il servizio in generale e snellire tutta la complessa burocrazia italiana, è un po’ come mettere il motore di una bici elettrica in una ferrari. Però prima gettiamo le basi per il futuro, prima faremo la transizione quando tutti gli altri problemi saranno risolti.

Guarda, di corsi per usare whatsapp non ne ho visti eppure la usano tutti. Di corsi per fare le videochiamate ce ne sono, ma pochi nonni li hanno fatti, eppure appena iniziata la quarantena tutti hanno imparato a videochiamare figli e nipotini senza problemi. Immuni l’hanno scaricata in 500.000 il primo giorno, anche dalle regioni in cui non era attiva e ora siamo oltre i 2 milioni, credo, con solo qualche spot.
Se il cittadino percepisce una qualunque utilità in una app o un servizio, la usa senza problemi e la scarica per passaparola, senza bisogno di fargliela ingoiare a forza. Se non la usa, per me è perchè -così com’è- non migliora la vita a nessuno o la migliora così poco che nel bilanciamento costi (finti o reali)-benefici, quasi tutti concludono che non ne vale la pena.
Brutale, ma è così. O c’è un problema di comunicazione e la gente non capisce, o c’è un problema di sostanza e questi servizi non mantengono le loro mirabolanti promesse.
PagoPA come SPID sono stati imposti da persone che sono esterne all’amministrazione e al sentire della maggior parte della gente comune, una minoranza smart che vuole esser early adopter e tester, think tank di soggetti che credono di sapere cosa serve alla PA e ai cittadini senza avere mai messo piede in un ufficio pubblico. Questo ci poteva anche stare.
Peccato però che questa minoranza abbia avuto l’arroganza di imporre la soluzione tagliata su misura per sè anche alla maggioranza che non la cercava e non ne sentiva la mancanza, arrivando al punto di obbligare a usare SPID o IO per ottenere certi benefici (alla faccia del digital divide) e a imporre PagoPA anche agli enti non pronti e ai cittadini che non la vogliono.
Qui è l’errore, si sono invertiti i fattori. Sono sicura che l’Estonia PRIMA ha digitalizzato l’amministrazione, POI ha offerto i servizi ai cittadini, noi prima creiamo i servizi al pubblico poi adeguiamo l’amministrazione e così non c’è possibilità che funzioni perchè c’è uno scollamento di fondo.

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Sì, forse vista da questo punto di vista un grosso problema di fondo c’è, ed è innegabile. Sarà che io sono tanto ottimista in questi settori, perché io per primo vorrei che le cose diventino più smart e semplici. Però in effetti, come dici te, se poi puntano sull’apparenza senza però migliorare ciò che sta dietro diventa un po’ inutile. Io stesso in realtà mi sono in parte lamentato perché sull’app IO sono pochissimi i comuni aderenti, e il mio certo non è tra quelli. Però ho sempre quella speranza che in futuro tutto questo risulti utile. Ora come ora certamente non lo è, e ne sono consapevole. Sono anche il primo a pensare che le imposizioni non facciano assolutamente bene ma lo Stato debba dimostrare che una cosa funzioni, sia alla portata di tutti e soprattutto porti dei benefici (cosa che ad esempio PagoPA ora come ora non fa), anche perché otterresti l’effetto contrario. Però rimango speranzoso nel futuro.

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Concordo in tutto e per tutto con @Elena_S
Nel caso migliore certe soluzioni sono state imposte (suppongo in buona fede) da “entusiasti digitali”, che però sono del tutto scollati dalla realtà delle Amministrazioni pubbliche e della gente comune. Nel caso peggiore qualche sospetto viene…
Quello che noto (e badate che mi astengo da qualunque considerazione anche lontanamente politica), è che ogni Amministrazione centrale fa ricadere obblighi ed adempimenti su PP.AA. locali e cittadini, senza tenere conto che si calano in un ecosistema in cui già ci sono altri adempimenti e problematiche esistenti … la domanda che ho posto altrove la ripropongo: ma i decisori Ministro MID, Dipartimento Trasformazione Digitale, AgID, PagoPA ecc… hanno mai consultato quei soggetti nella P.A. che si occupano direttamente a livello operativo dell’attuazione delle misure delle loro innovazioni tecnologiche? Es. Uffici di ragioneria, tributi/entrate patrimoniali, anagrafe, segreteria ecc… (ed i corrispondenti per le PP.AA. non territoriali)? Ho la sensazione che non sia stato mai fatta una seria valutazione di impatto della regolamentazione e si vede… non bisogna confondere una ritrosia culturale verso il digitale con reali disfunzionalità organizzative generali che non sono velocemente superabili solo perché c’è un ordine dell’Autorità superiore.

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Questo PagoPa e’ una complicazione assoluta.
A parte password SPID numeri e contronumeri da inserire per arrivare a pagare e pedipiù con un extra di 1,50€ che prima non c’era rispetto al MAV adesso non si puo’ nemmeno programmare a scadenza un pagamento. Mi spiego : io devo pagare il riscatto della laurea.
Prima mi programmavo sul portale del mio cc bancario tutti i pagamenti mensili con il MAV che a scadenza venivano pagati.
Ho provato a inserire, per fortuna, solo tre pago PA scadenza giugno luglio ed agosto e me li ha pagati tutti insieme a giugno.
Altro difetto . possibile che partendo dal codice fiscale non potete far uscire un estratto conto di tutti i pagamenti fatti sulsito PagoPA? Se non si stampa a volo la ricevuta non si ha piu’ alcuna traccia .

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E’ possibile che dobbiamo subire passivamente queste decisioni che rispetto a servizi che costavano 0 senza una specifica miglioria per l’ utenza prevedono praticamente una commissione fissa. Qualcuno può suggerire sistemi alternativi o cercare di smuovere questa assurda situazione. Nessuno ci ascolta.
Grazie a tutti dei vs. commenti.

Personalmente ho deciso di non utilizzare e non far utilizzare questo sistema

Premetto che ho alle spalle 20 anni di Project Management in ambito informatico e che nel mio settore sono sempre stato un Subject Matter Expert.

Chi ha pensato questo insieme di tecnologie dovrebbe fare qualche anno di Service Desk con la cuffietta in testa a spiegarne il funzionamento agli utenti , forse capirebbe i propri errori.

Poi dovrebbe fare qualche anno di Supporto Fatturazione con la cuffietta in testa a spiegare le ragioni dei maggiori costi agli utenti.

Credo che tornerò al pagamento in moneta, di persona, allo sportello, ad un essere umano

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@Elena_S @martinelliluca Se l’Estonia è riuscita PRIMA a digitalizzare l’amministrazione, POI a offrire servizi ai cittadini, allora il problema di fondo è quello: in Italia si è provato e riprovato, senza riuscirvi.

Sento lamentarsi tutti se si rende obbligatorio ai cittadini usare un prodotto come SPID o IO (e concordo sulla maggior parte dei punti, soprattutto sul mai spiegato e iniquo passaggio a carico dell’utente, in PagoPA, di costi che prima non lo erano); sento ragionare che i cittadini li userebbero spontaneamente se fossero davvero utili. Ma ricordiamoci che questa strategia “push” si è resa necessaria perché si è provato prima, per anni, a spingere prima sul lato dell’offerta - cioè a convincere le PA a offrire i prodotti (entrare in ANPR, abilitare ingresso con SPID/CIE sui loro siti, e negli ultimi mesi entrare in IO). Era un muro di gomma: nessuno si prendeva la briga di fare queste cose perché tutti mettevano la scusa “ma pochi cittadini hanno SPID, ma pochi hanno la CIE, ma nessuno a IO”. Su ANPR la cosa è evidente: sono state mandate circolari su circolari, introdotti incentivi economici, ma niente - non si riesce a convincere le PA a digitalizzarsi.

Questo, e non altro, ha portato al tentativo disperato, con tutti i gravi limiti sociali ed etici che menzionate, di forzare l’uso di SPID prima (con la Carta docente, Bonus 18enni, Reddito di Cittadinanza) e IO ora (con il Bonus Vacanze). Questo toglie alle PA l’alibi usato finora: non offriamo il servizio su SPID perché tanto SPID non ce l’ha nessuno, non offriamo il servizio su IO perché IO non ce l’ha nessuno. Con una forzatura si sta provando a costringere milioni di cittadini a fare SPID e IO cosicché, finalmente, gli amministratori pubblici non abbiano più questa dannata, mille volte maledetta scusa.

Il problema alla base di tutto è che non si riesce in alcun modo a fare fare alle PA (soprattuto periferiche, ma non solo) quello che dovrebbero, perché evidentemente non esiste un sistema di sanzioni, oppure le risorse finanziarie e umane, oppure il capitale umano, oppure il senso civico che hanno in Nord Europa.

Il problema sta tutto qui: si continua a parlare di obblighi di adeguamento, di termini perentori, di sanzioni disciplinari e amministrative per i responsabili, spesso di invarianza della spesa… ma non si parla mai di supporto vero delle Amministrazioni centrali verso le PP.AA. locali (tecnico-operativo e finanziario), di predisposizione di piattaforme pronte a cui connettersi in modo semplice e diretto (senza dover sempre ricorrere a caro prezzo ad integratori commerciali, fornitori dei gestionali e intermediari vari) … perché ci si dimentica sempre che non si può sempre lasciare alla buona volontà di dirigenti/funzionari la transizione digitale? Con tutti gli adempimenti da gestire o lo Stato viene incontro alle PAL o è improbabile che faremo passi avanti…

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