Si parla spesso di Euro Digitale e la BCE sta procedendo con lentezza nella sua concreta realizzazione (in realtà il progetto procede lentamente perchè deve essere approvato da altre istituzioni della UE).
NeglI USA ormai da anni sono partiti degli strumenti simili gestitI però da banche private (quindi non dalla Federal Reserve) che si chiamano “stablecoin” , che sono ancorate al dollaro.
La moneta emessa da una banca centrale è una “moneta legale” che si deve accettare obbligatoriamente mentre una “stablecoin” è una “moneta bancaria” , quindi a circolazione fiduciaria.
La notizia importante di questi giorni è che nove banche europee ( ING, Banca Sella, KBC, Danske Bank, DekaBank, UniCredit, Skandinaviska Enskilda Banken (SEB), CaixaBank e Raiffeisen) hanno costituito in Olanda,la 'European Tokenised Asset Coalition (ETAC) , un consorzio che ha lo scopo di creare la prima “stablecoin” europea.
Questa nuova forma di “moneta bancaria” è focalizzata sui mercati all’ingrosso (wholesale) e l’utilizzo per la liquidazione istantanea di asset tokenizzati (come titoli o obbligazioni) sulla tecnologia DLT (Distributed Ledger Technology), al fine di migliorare l’efficienza e ridurre il rischio di regolamento. Questa tecnologia è una specie di blockchain che com’è noto sta alla base del bitcoin.
Qual e’ il problema che la “stablecoin” dovrebbe risolvere e che la moneta attuale non puo’ fare?
La moneta elettronica esiste gia’ da alcuni decenni. Le banche grazie alla leva finanziaria possono mettere in circolazione una quantita’ maggiore di valuta rispetto a quella emessa dalle banche centrali, nel nostro caso la BCE. Ci saranno limiti politici all’emissione di “stablecoin”, oppure la scelta verra’ lasciata alle banche?
Ogni posizione di risparmio e credito bancario e’ attualmente assicurata fino a 100 kEUR in tutta l’area Euro. Ci sara’ una cosa simile per le “stablecoin”? In tal caso, chi ne copre i costi?
«La logica che sta dietro queste iniziative è chiara: il mondo politico e le istituzioni finanziarie vedono nelle stablecoin domestiche un modo per preservare la propria sovranità monetaria e ridurre la dipendenza dal dollaro».
«Le stablecoin non sono strumenti per il trading di cripto, ma infrastrutture per muovere denaro sette giorni su sette, 24 ore su 24 in tempo reale».
le stablecoin non sono emesse necessariamente da banche, ma da società private (le più famose attualmente sono Tether con $USDT e Circle con $USDC)
esistono anche stablecoin che non hanno un soggetto giuridico dietro, sono quelle definite come algoritmiche (la più famosa è $DAI gestita da MakerDAO)
esistono già stablecoin ancorate all’euro, la più famosa è $EURC di Circle che è anche MiCA-conpliant
Le due affermazioni non spiegano quale problema si vada a risolvere con lo Stablecoin. Transazioni in tempo reale? Le banche le offrono gia’ e aggiungono che e’ un mezzo insicuro. Per stipendi/ pensioni/ pagamenti ecc. e’ sufficiente avere il dovuto sul conto a una certa data, il microsecondo fa poca differenza.
Anche la questione della dipendenza dal dollaro e di come uscirne non e’ chiara. Si tratta di interazioni economiche e di volonta’, o di algoritmi? I BRICS stanno provando da un pezzo a definire una loro valuta di riferimento, e al momento non ci sono ancora riusciti.
le stablecoin non servono per i micro pagamenti ma sono monete di regolamento di tipo bancario da utilizzare per regolare transazioni finanziarie. Ed è moneta “privata” con tutti i rischi di esigibilità connessi.
io penso che i mercati finanziari avvertono l’esigenza di sganciarsi dal dollaro anche perchè gli USA, a causa del notevole debito pubblico, prima o poi potrebbero esplodere. E’ significativo che paradossalmente i T-Bonds sono considerati più rischiosi dei BTP e quindi più costosi per il Tesoro americano. Basta guardare qualche grafico per capire qual’è lo scenario atteso sul debito pubblico americano. Questo probabilmente è la fortuna delle stablecoin
Questo grafico aiuta a capire. In 5 anni questi titoli che dovrebbero essere sicuri perchè garantiti dal tesoro americano sono quasi dimezzati nel loro valore!!!
Stiamo parlando di una soluzione per le banche o per intere nazioni? Non conosco praticamente nulla di economia, alla mia banca ho dichiarato di essere totalmente avverso al rischio, nella categoria “estrema”. Pero’ dalle considerazioni degli ultimi anni ho l’impressione che l’unica alternativa ai T-Bond siano o strumenti simili cinesi o il debito comune europeo (e qui sospetto che chi lo avversa non sia del tutto disinteressato). Se le banche possono generare Stablecoin e proporli come alternativa di finanziamento, ben vengano. Ma restano irrisolti tutti gli altri problemi, a iniziare dalle garanzie. Una banca puo’ fallire, uno Stato, per definizione, no. Oppure arriva una guerra che azzera tutto. Gli EUR devono venire accettati da una controparte per l’estinzione di debito, gli Stablecoin non necessariamente. Poi, a titolo privato, possiamo decidere tra noi di usare le figurine Panini come mezzo di interscambio con valori fittizi, dal milione di EUR in su. Ma dubito di potere comprare casa a Milano dando in cambio una o due figurine.
sono sistemi di pagamento per banche e grandi investitori
il debito comune europeo è una soluzione e Trump ha fatto uscire allo scoperto la lobby degli americani che vuole contrastare questo possibile scenario. Altra soluzione è un sistema di pagamento dei Brics+
le banche private possono fallire ma anche gli Stati Sovrani falliscono. Non è successo solo con l’Argentina ma in passato anche con la Francia (1788, 1791, 1812) , con la Germania (1932 e 1952), con il Regno Unito (1340, 1672). L’italia non ha mai registrato un default ma ha consolidato alcuni prestiti in prestiti irredimibili. In pratica i BTP a scadenza fissa vennero convertiti in prestiti senza scadenza (il cd. titolo Rendita Italiana nel 1926).
ricordo negli anni 70 che pagavo i piccoli acquisti con i mini assegni emessi dalla società Autostrade. Questo però è un caso di moneta privata nata per far fronte alla carenza di spiccioli (moneta metallica). Per gli acquisti importanti basta avere qualche valuta forte. Io ad esempio prevedo un futuro migliore per l’Euro rispetto al Dollaro, nonostante la cattiva reputazione della UE in questo periodo
Trovavo questa soluzione molto divertente. La Zecca per alcuni anni non era in grado di produrre monete a sufficienza e i miniassegni, stampati da privati su carta qualsiasi, venivano accettati. Circolavano perche’ la gente in qualche modo dava loro fiducia. Pero’ non erano assicurati ne’ si poteva pretenderne l’accettazione. Funzionavano perche’ tutti stavano al gioco, d’altronde non c’erano alternative.
dalle mie parti un certo prof. Auriti di Guardiagrele in provincia di Chieti, si era inventato una moneta su base fiduciaria e riusci’ a farlo accettare per un pò di tempo da molti commercianti della città.
Si chiamava SIMEC
Vado a memoria e forse potrei anche non ricordare bene qualche aspetto. Eravamo nell’estate del 2000 e negli anni 90 il commercio cadde in una grossa crisi e allora i commercianti avevano visto in quella moneta un modo per stimolare le vendite perchè utilizzandola si poteva ottenere uno sconto aggiuntivo. Il cambio era 2 SIMEC vs 1 LIRA. Poi ci fu un intervento delle Banca d’Italia che blocco quella iniziativa.
La BCE pubblica online una descrizione dell’Euro digitale
Secondo questa descrizione, rispetto alle soluzioni attuali i vantaggi dell’Euro digitale sarebbero che funziona anche offline, e’ indipendente da una particolare piattaforma, e non e’ gestito da imprese extra UE. L’Euro digitale implicitamente risulta quindi essere una soluzione di pagamento, non una di finanziamento o investimento.
A questo punto sorge la domanda del perche’ non procedere direttamente affrontando i diversi punti. Ad esempio, le banche europee potrebbero emettere una propria carta di credito appoggiata al circuito Bancomat. Non lo fanno. Motivo? Anche l’interoperabilita’ delle piattaforme non sarebbe un problema insormontabile. Funziona gia’ con l’identita’ online, appoggiandosi ai browser. Piu’ che sviluppare nuove app la questione sarebbe di definire regole comuni di sviluppo IT, valide in tutta Europa. Anche qui, perche’ non lo fanno? Se qualcuno prende l’iniziativa poi altri lo seguono.
Si puo’, se lo decide la BCE. Ad esempio, BCE insieme alla UE ha deciso di usare 2FA nei pagamenti e nessuna banca si e’ opposta anche nei casi dove 2FA e’ palesemente assurdo, tipo pagamenti regolari a enti pubblici. Hanno poi introdotto eccezioni, in ritardo e grazie alle lamentele di una moltitudine di utenti. BCE ha introdotto il codice IBAN, una banca puo’ rifiutarsi di usarlo? Come gestirebbe le transazioni esterne?
Comunque non e’ che se una tecnologia viene introdotta dalla BCE questa magicamente diventi gratuita. Semplicemente, trasferiranno i costi su altre posizioni, come ultima ratio resta la tassazione.
in questo caso l’innovazione è stata giustificata (e quindi sopportata) da motivi di sicurezza
la Bce non ha questi problemi. Basta tenere accesa la stampatrice qualche minuto in più per coprire queste spese che sono minime rispetto alla massa monetaria che la BCE gestisce e quindi non credo che si ripercuota direttamente sui prezzi creando inflazione.
Il problema è che qui si parla della sovranità monetaria nelle mani di aziende private non sovranità monetaria dei cittadini europei.
Questa proliferazioni di valute elettroniche è più che altro un movimento speculativo con forti rischi inflazionistici.
C’è poi la solita domanda. Sarà un sistema che come si usa per le altre cryptovalute contiene una piccola detrazione per chi valida la transazione? La migrazione verso i pagamenti elettronici ha già di fatto creato una sorta di Tobin tax a favore dei ricchi. Ogni singolo pagamento che facciamo paga il pizzo a qualche istituzione finanziaria. Le cryptovalute private non faranno altro che consolidare il sistema, non mi stupisce il sostegno di Trump. Secondo me la stablecoin si puo lasciare agli americani.
il problema non è l’esistenza di una commissione bancaria per i regolamenti elettronici che è giusto e conveniente pagare visto che la gestione del contante ha dei costi superiori al costo di tali commissioni. Ma questo settore deve essere in un regime di concorrenza e non in un regime di oligopolio come è adesso dove i principali circuiti delle carte di pagamento sono in mano agli USA (Visa, Mastercard, American Express).
L’Unione Europea se vuole avere una propria autonomia e quindi una vera sovranità finanziaria deve recuperare il gap accumulato a suo svantaggio anche in questo settore (come in tanti altri oer la verità, penso ad esempio alla difesa) favorendo lo sviluppo di un proprio circuito di pagamento. La BCE potrebbe aiutare questo processo di recupero della sovranità monetaria elettronica che oggi purtroppo non c’è (potremmo immaginare uno scenario dove Trump ordina ai tre circuiti sopra indicati di non processare i pagamenti europei e succede che si blocca l’intero mercato consumers in tutta europa)
Poi quanlche iperdotato ha pensato bene di vendere il brand agli USA. Ora possiamo apprezzare i risultati,
Senza prendere necessariamente ad esempio l’ipertecnologizzata Cina, o il Giappone, i russi alcuni anni fa quando hanno capito che aria tirava hanno proceduto alla svelta. Carta propria legata a circuiti MasterCard. Separati i circuiti, continua a funzionare nel proprio ecosistema.
Ma la Russia, secondo la vulgata, non raggiunge nemmeno il PIL dell’Italia…
Mastercard in Europa si basa sul circuito costruito da Eurocard. Un tempo è stata l’unica carta europea a raggiungere dimensioni tali da dar fastidio agli americani, finché gli americani non hanno fatto un’offerta che non si poteva rifiutare e se la sono pappata. Di piccoli circuiti europei adesso ce ne sono, ma rimangono europei finche rimangono piccoli. La mancanza di un circuito sovrano su grande scala è un problema politico. Sono i finanzieri anglo-americani che comandano, basta vedere come le banche si sono messe al servizio degli americani costringendo i loro clienti a dipendere dai sistemi delle loro multinazionali. Io stesso ho carte di debito dei circuiti americani perché le mie due banche in due paesi europei diversi non danno alternative. Ora ci sono pure banche che hanno smesso di usare l’email per costringere i loro clienti a migrare su Whattsapp. Sovranità un par de …
L’idea che delle banche europee si mettano insieme per costruire un circuito che difenda la sovranità finanziaria europea è una favoletta per bambini. Al massimo metteranno su un sistema di scatole cinesi per nascondere chi sono i veri beneficiari, ma alla fine sarà un circuito al servizio dei soliti.
Un aspetto attuale che puo’ divertire i cinici e’ che l’Europa al momento si trova a difendere i valori americani che valevano fino all’anno scorso (e’ una definizione molto ampia, lo so) contro i nuovi valori americani. Di sviluppare idee e soluzioni in proprio ancora non se ne parla.
Aspettare che le banche si consorzino con soluzioni comuni e indipendenti e’ indubbiamente una favoletta. Ma se UE e BCE lo definiscono in un Regolamento, allora la cosa passa. Cito di nuovo 2FA, quando e’ stato definito e’ stato anche implementato piuttosto rapidamente.
C’e’ il circuito MyBank che permette i pagamenti dove tradizionalmente sono richieste le carte di credito ma tramite i canali bancari. Richiedere che ogni piattaforma UE che riceve pagamenti debba inserirlo tra le opzioni non sarebbe la fine del mondo. Biglietti ferroviari in Italia e Germania possono gia’ venire acquistati in questo modo, con restrizioni. Visto che BCE ci ha dato IBAN europeo, ci vuole tanto a fare seguire regolamenti applicativi?