Stablecoin in € arriva prima del EuroDigitaleBCE

Probabilmente non esiste un modello valido per tutte le latitudini. Gli standard teutonici di efficienza delle aziende pubbliche del nord Europa sono state sempre ben apprezzate. Non so perché hanno deciso di cambiare un sistema che funzionava.
Da noi, soprattutto al sud il sistema pubblico funzionava male e bisognava fare qualcosa. Probabilmente si poteva fare meglio. Ma credo che le riforme che sono state fatte hanno migliorato le aziende pubbliche che non dimentichiamo chiudevano i bilanci in perdita che sono stati finanziati con l’abnorme debito pubblico che adesso lasciamo in eredità ai nostri figli!;

Beh! La Cina , giusto per tornare al thread ha ben pensato di remunerare anche i depositi in moneta digitale per incentivarne l’uso

L’Euro Digitale ha superato uno dei suoi innumerevoli step: Il Coreper ha definito lo schema da sottoporre al Parlamento UE e Consiglio Europeo. L’articolo di Roberto Garavaglia che cito è interessante perchè spiega le questioni fondamentali che devono essere decise e in particolare fino a che punto l’Euro Digitale potrà essere svincolato dai circuiti delle carte americane e quindi fino a che punto si potrà ottenere uno strumento di pagamento autenticamente “sovrano” per la UE.

@Paolo_Del_Romano Ottimo articolo, molto istruttivo. Nel giro dell’ultimo anno finalmente e’ stato chiarito cosa si intende per Euro digitale.

Il mio scetticismo, peraltro, resta in pieno. Dal 1. gennaio e’ stato chiuso il circuito Bancomat, quindi ora anche la mia transazione con carta bancaria alla latteria sotto casa sara’ registrata negli USA. Vorra’ dire che dovro’ aspettarmi piu’ pubblicita’ di formaggi. Circuiti di micropagamenti legati ai chip dei Bancomat sono stati provati in passato e hanno chiuso dappertutto. Che senso ha caricare un wallet se posso pagare direttamente, di volta in volta? Da uno strumento per l’indipendenza monetaria l’Euro digitale si sta trasformando negli spiccioli nel caso si incontri un POS bloccato. Ad ogni modo ci sara’ la prova del nove. Se in futuro accanto ai simboli standard di pagamento sulle varie piattaforme mondiali comparira’ anche quello dell’Euro digitale vuol dire che stara’ funzionando. Altrimenti potremmo benissimo lasciar perdere.

aspettiamo la prova del nove ma visto quello che sta combinando Trump credo che la probabilità che le Istituzioni Europee competenti (Parlamento, Consiglio, BCE) decidano per quello che nell’articolo viene descritto come scenario n.4 (A2A puro), cioè quello più sganciato dalle carte americane , diventa più elevata.

Per come funziona l’Europa scommetterei che la soluzione funzionera’ solamente su smartphone, sui due grandi sistemi. Ma sara’ software europeo al 100%.

Sulla base dell’analisi di quest’ articolo il problema sono i POS che sono costruiti per i circuiti americani

Che e’ come dire che in Europa non siamo in grado di aggiornare del firmware. Vabbe’ essere dipendenti dalla tecnologia altrui, ma qui si esagera…

Se si opta per una soluzione “de-americanizzata” è probabile che in molte occasioni i POS non funzioneranno con questo nuovo strumento di pagamento (l’EuroDigitale) e la BCE verrà considerata la responsabile di un fallimento annunciato. Non sarà facile convincere tutti i commercianti a sostituire i terminali attualmente in funzione. Quindi gestire questa transizione di emancipazione dai circuiti americani non è affatto semplice. Dobbiamo solo pregare che Trump continui con la sua politica anti europea per far aumentare la consapevolezza di quanto sia importante raggiungere una sovranità europea nel settore delle fintech e convincere i sovranisti di ciascun paese che l’UE è l’unica proposta politica sensata per la nostra salvezza.

Continuo con la segnalazione di articoli su CDBC e Stablecoin.
Con questo articolo di Lorenzo Vaccarella pubblicato il 13/1/2025 su www.money.it si spiega in modo elementare come si sta delineando il futuro delle valute digitali, siano esse pubbliche (ad esempio EuroDigitale) e siano esse private (ad esempio le Stablecoin):

Le lobby bancarie (soprattutto le Casse di Risparmio e le Banche di Credito Cooperativo tedesche) premono sul Parlamento Europeo per ritardare l’adozione dell’Euro Digitale.
70 economisti europei scrivono al PE per sollecitarne l’approvazione mettendo in evidenza l’urgenza di raggiungere quanto prima una sovranità monetaria della UE

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@Paolo_Del_Romano Grazie per questa serie di contributi estremamente interessanti. La questione pero’ continua a non convincermi del tutto, anzi, finora molto poco. Mi piacerebbe avere un contraddittorio con qualcuno dei decision-maker, ma e’ impossibile.

Quando e’ stato introdotto l’Euro due motivi fondamentali per me per essere a favore erano (1) il cadere di tutte le incertezze interne UE riguardo i cambi valutari e (2) il fatto che l’Euro assumesse il ruolo di valuta di riferimento internazionale, insieme al dollaro. Cina, Russia, India, gli altri potevano iniziare a diversificare i loro depositi in valuta, e l’hanno fatto. E’ proprio questo aspetto che agli USA non e’ andato giu’ e che da decenni stanno sistematicamente combattendo. Ma purtroppo questi aspetti presso il largo pubblico non sono conosciuti e tematizzati. Si preferisce argomentare che con la Lira potremmo andare avanti a forza di svalutazioni competitive.

L’articolo parla di una lettera degli economisti ma continua a ignorare il punto centrale della questione. Avevamo un sistema Bancomat che funzionava, e l’hanno chiuso. La rete Internet raggiunge fino al POS piu’ lontano. E’ cosi’ difficile preparare un protocollo di scambio dati protetto da chiavi che NON daremmo agli americani ma terremmo sui nostri server? Ci sono numerosi protocolli che si possono prendere a riferimento. I circuiti Bancomat funzionano nei principali paesi europei. Where is the problem??? Se proprio non ci arriviamo da soli chiediamo aiuto a qualcuno dei russi fuggiti in occidente ed esperti in IT. Giustamente ci riderebbero dietro, ma almeno dopo qualche mese avremmo una soluzione funzionante.

L’articolo fa menzione delle Casse di Risparmio e del Credito Cooperativo in Germania. Queste sono le uniche istituzioni bancarie con fini “sociali” e “cooperativi”, non orientati a investimenti strani, profitti sempre crescenti ecc. Se loro sono contro l’Euro digitale, probabilmente hanno dei motivi plausibili. Tenderei a credere che si tratti di un sempice calcolo costi-benefici. Conoscere i loro argomenti sarebbe in ogni caso un buon riferimento.

La rete Bancomat crea una moneta bancaria che è privata che ha dei costi che naturalmente il Consorzio della rete Bancomat deve riaddebitare ai clienti, Spesso anche in modo non trasparente, C’è chi paga di piu’, chi di meno, chi niente. Ad esempio io non pago alcuna commissione per la carta; almeno non pago oneri espliciti ma sicuramente oneri impliciti perchè devo tenere il c/c alle loro condizioni (ad esempio senza remunerazione, con l’accredito dello stipendio).

EuroDigitale è una moneta pubblica della BCE e quindi è senza costi.

Sicuramente per le banche nel momento in cui abbiamo tutti una moneta pubblica senza costi impliciti od espliciti vengono a mancare dei proventi. Quindi si comprende la contrarietà delle banche.

è quello che stanno cercando di fare

Rapida ricerca in Internet e la risposta e’ arrivata subito con la presa di posizione del Presidente del sistema delle Casse di Risparmio tedesche :slight_smile:

Contro l’Euro digitale porta tre argomenti. Il primo e’ che nella formulazione attuale della proposta il Wallet e’ aperto a tutti, a iniziare dai Big Tech. Invece di proteggerci, spianiamo loro la strada. Il secondo e’ che invece di pensare a un wallet separato e anonimo sarebbe meglio provvedere a che ogni cittadino avesse un conto personale al quale legare strumenti di pagamento, ad es. il Bancomat. Infine che le Casse di Risparmio sono totalmente a favore e spingono per l’integrazione europea delle reti di pagamento svincolare dai circuiti americani.

Ho cioe’ appena scoperto che le Casse di Risparmio tedesche e il sottoscritto siamo arrivati alle stesse conclusioni riguardo l’Euro digitale :slight_smile:

Aggiungo una considerazione pratica. Se voglio pagare 50 EUR oggi me la cavo con un foglietto di carta arancione, grande come un’agendina. C’e’ sempre il rischio di perderlo o che venga sottratto. Ma con l’Euro digitale in formato carta di credito, anonimo e funzionante offline non sarebbe assolutamente la stessa cosa?

La mia banca dal 1/1/2026 mi fa pagare un costo per l’affitto dei canali di carte di credito USA visto che la mia carta di pagamento si appoggia a quelli.
Non possiamo illuderci che i servizi bancari siano gratuiti. Hanno un costo che va coperto. L’importante e’ che il costo sia contenuto e commisurato al servizio offerto.

E’ già così …basta guardare alle fintech come Revolut. Nel 2025 hanno avuto un incremento di nuovi c/c di oltre il 30%

Nella mia famiglia 5 persone (fra cui un minorenne) ognuno ha anche la sua carta Revolut

Altre due critiche credibili. Non sono d’accordo nel merito ma sono sempre punti di vista legittimi

  1. La BCE non deve al contempo agire da controllore e sviluppare una tecnologia. Dovrebbe indicare obiettivi e limiti e poi lasciare che le banche sviluppassero soluzioni in proprio.
  2. Se gli utenti iniziano a “parcheggiare” grandi somme nei Wallet, queste non sono piu’ a disposizione delle banche, ad es. per investimenti. Per questo motivo le banche vogliono dei limiti all’Euro digitale, ad es. 3000 Eur max di valore detenibile sul Wallet.

La moneta elettronica bancaria continua ad esistere anche con l’EuroDigitale. E’ l’utente che decide cosa scegliere

Anche per le banconote cartacee la BCE deve scegliere la tecnologia per evitare la falsificazione

Il limite dei 3000 euro max è già stato previsto

la carta ha sempre la protezione di un PIN, la banconota no

con il wallet dell’Euro Digitale (o la carta se preferisco) non devo portare banconote appresso

con l’Euro Digitale posso fare acquisti online , con la banconota no

e poi le banconote hanno dei rischi e costi enormi per la sicurezza (caveaux, guardie che rischiano la vita per il trasporto con blindati super costosi , cassieri che devono essere pagati, vigiilantes delle sedi bancarie, etc.)

aggiungo che il riciclaggio e l’evasione si contrastano meglio con la moneta digitale

Segnalo questo articolo dal Corriere, che dovrebbe descrivere e riassumere tutti gli aspetti relativi all’Euro digitale