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Uso dei contanti per i pagamenti nei Comuni

Buonasera a tutti. Mi ricollego al thread sui Contanti sarei interessato ad avere un quadro della situazione dei colleghi facenti parte del personale comunale in merito agli incassi in contanti degli uffici dell’Ente, ragionevolmente per importi bassi, sotto i 30-50€ (es. diritti fissi di segreteria e simili, diritti di estrazione/copia, ma anche le CIE ecc…), in vista di una prossima necessitata riorganizzazione del sistema delle entrate patrimoniali. Partendo dal presupposto che tra le deroghe all’adeguamento al circuito PagoPa le linee guida e FAQ non comprendono incassi per contanti presso gli uffici comunali, ma parlano (oltre a F24, SDD ecc…) solo di incasso per contanti presso il tesoriere/cassiere dell’Ente, e quindi tutto ciò che non rientra nelle deroghe concesse dovrebbe affluire al circuito, presso i vostri Comuni il contante introitato è stato abolito completamente? È realisticamente possibile pensare di far pagare gli utenti con POS@pa o con mezzi di pagamento differito rispetto alla richiesta e/o anticipato rispetto all’erogazione del servizio? Operativamente parlando, dato che non tutti dispongono di una carta di pagamento, nel mondo reale ritenete accettabile arrecare un doppio “disagio” all’utente, che si trova (in buona misura) a mettersi in contatto con l’Ente la prima volta per richiedere il servizio/documento (compilare la domanda/istanza/dichiarazione, fornire gli elementi presupposti) e la seconda volta (dopo aver pagato presso un PSP fisico o virtuale che sia) fruire del servizio o ritirare il documento? Chiaramente sono interessato in particolare al parere dei colleghi dei Comuni, ma è bene accetto chiunque possa dare un contributo utile. Grazie.

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è una bella domanda e sarebbe molto interessante capire meglio come si stanno organizzando i vari enti creditori.
Io sono sempre più convinto che di fatto, dato che normativa e linee guida afferiscono ai pagamenti elettronici verso la PA allora il pagamento in contante ne rimane escluso.

Mi pare inverosimile che un ente creditore in perimetro come ad esempio il museo del Buonconsiglio di Trento possa privarsi dell’emettere biglietti dietro pagamenti in contanti ad esempio. Allo stesso modo non credo sia realistico pensare che gli n enti che hanno postazioni POS attrezzate le avranno, al 28 febbraio, dismesse o adeguate.
Vero che la scadenza è figlia di proroghe e non è una novità, ma evidenze di bandi per l’installazione di POS pagoPA presso le PA se ne trovano pochi online.

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Buongiorno,
anche per noi il problema è importante. Stiamo valutando i pos@PagoPA, ma in alcuni casi non è così semplice trovare una soluzione:

  • casi in cui l’utenza non è dotata di carte di pagamento
  • importi bassi, su cui la commissione incide seriamente (o esageratamente)
  • ove non ci sia un SW retrostante, il problema di dover registrare i dati del debitore prima del pagamento (biglietti a teatro/musei)

purtoppo anche io mi trovo a condividere le perplessità, senza avere una soluzione…nella speranza che qualcun altro l’abbia trovata e la condivida :slight_smile:

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