menu di navigazione del network

Verifica partita IVA e codice fiscale


(Simevo) #1

Sarebbe molto utile effettuare una verifica della partita IVA e/o del codice fiscale del Cessionario / Committente in fase di generazione della fattura elettronica.

Esistono degli strumenti online di AgE per verificare le partite IVA attive:
https://telematici.agenziaentrate.gov.it/VerificaPIVA/Scegli.do?parameter=verificaPiva
e i codici fiscali assegnati:
https://telematici.agenziaentrate.gov.it/VerificaCF/Scegli.do?parameter=verificaCf
tuttavia sono pensati per un uso interattivo e presentano un captcha …

Esiste inoltre un servizio SOAP che permette di validare e recuperare l’anagrafica delle partite IVA di tutta Europa (compresa l’Italia) registrate nel V.I.E.S. (VAT Information Exchange System) cioè autorizzate a ricevere ed emettere fatture intracomunitarie; ci siamo basati su quest’ultimo per questo prototipo:
https://github.com/italia/fatturapa-php-sdk/blob/master/utils/vat-check/vat.php

in alternativa si possono effettuare dei semplici test di validità (che però non garantiscono che la partita IVA o il codice fiscale siano assegnati e attivi), si veda ad esempio questa eccellente risorsa:
http://www.icosaedro.it/it-index.html

In conclusione, sarebbe molto utile avere degli endpoint SOAP/XML o RESTful/JSON dei servizi AgE
verificaPiva e verificaCf !


(Luigi) #2

Concordo con te, anche io per vari motivi mi trovo spesso ad utilizzare tool per la verifica di partita iva e codice fiscale come questi:

https://telematici.agenziaentrate.gov.it/VerificaPIVA/Scegli.do?parameter=verificaPiva

https://www.verificapartitaiva.it

ma sinceramente l’utilizzo del captcha non è un grande problema, realizzare quello che proponi sarebbe sicuramente utile ma difficilmente verrà realizzato per via dei costi e della scarsa domanda che vi è di uno strumento fiscale simile…


(Simevo) #3

Il captcha è accettabile per uso da parte di umani, ma rende impossibile automatizzare ed integrare la verifica della validità della Partita IVA con altri sistemi, es. con un app per la generazione delle fatture o con un servizio per la ricezione.

Esporre un servizio di validazione P.IVA ha un costo molto basso in relazione ai benefici (riduzione errori, usabilitĂ ).

Penso che con l’entrata in vigore della fatturazione elettronica tra privati il 1 gennaio 2019 ci sarà un’enorme necessità di integrare app, servizi e sistemi per rendere la transizione indolore.


(Davided Di Criscito) #4

Anch’io mi unisco a questa conversazione dicendo che è veramente estenuante ogni volta controllare la validità della partita IVA da quel sito internet. Mi tocca ogni volta emettere fattura differita in quanto non posso far attendere il cliente per la verifica dei dati ma non posso nemmeno permettermi di emettere un documento fiscale con dei dati sbagliati!

Sarebbe perfetto poter avere un API che indica tutti i dati camerali attribuiti al numero di partita iva ricercato! Così non sbaglio più a mettere la ragione sociale del cliente, oppure sono sicuro di aver selezionato la partita iva giusta!

In questo modo è anche molto più veloce la compilazione e verifica dei dati dei clienti che può essere fatto in automatico tramite API

PS: Lo stesso vale per il codice fiscale!


(Bago) #5

Mi unisco alla richiesta. Ho appena perso ore per rintracciare un cliente di gennaio solo perchè mi aveva dato una partita iva con due cifre invertite (che sintatticamente risultava valida) e oggi lo spesometro mi è stato rifiutato perchè quella partita iva risultava cessata. Possibile che io che ho un servizio online in cui la gente compra in autonomia ed inserisce la propria partita iva in autonomia poi debba controllarmi le partite iva su una pagina con il captcha?

Siamo nel 2018… ma del resto è ancora meglio spendere le energie a fare condoni che a semplificare la vita a chi fa le cose in regola.


(Marco Ferraioli) #6

Anch’io mi unisco a questa richiesta, credo basterebbe poco, il sistema è già esistente sul loro sito, basterebbe soltando creare un API RESTful partendo da quello che già hanno a disposizione.


(Roberto Polli) #7

Ciao a tutti,

sto lavorando sul tema REST/Json API per il codice_fiscale.

Sarebbero utili - in base ai servizi (eg. FatturePA, …) - i flussi di errore che l’AgenziaEntrate deve gestire in caso di codice fiscale non valido ed il relativo effort/procedure manuali.

Eg. FatturePA - Sistema Di Interscambio

  • invio fattura con codice_fiscale non presente in Anagrafe Tributaria
  • il SDI processa tutto l’XML della mia fattura
  • il SDI valida i singoli campi e si accorge che il codice_fiscale non è presente in Anagrafe Tributaria
  • il SDI ritorna un messaggio di errore, e/o invia una notifica via PEC e/o invia una notifica di non accettazione che richiede un’azione manuale

(Massimo Fasano) #8

Buonasera mi unisco alla conversazione in quanto sarebbe molto utile avere un servizio richiamabile online da qualunque altro sistema per la verifica dei dati fiscali. Mi fate sapere se avete trovato servizi per l’esigenza?


(Roberto Polli) #9

@Massimo_Fasano, come diceva @Simevo l’unico servizio è il VIES.

Una volta raccolti i vostri casi d’uso - vedi esempio qui sopra - proverò a presentarli all’Agenzia delle Entrate. Fatemi sapere!
R.


(Cristiano Caoduro) #10

seguo…molto interessato alla cosa.
non capisco come mai non ci dovrebbe essere un interesse generalizzato a questa problematica, come minimo tutti i siti di eCommerce che permettono fatturazione dovrebbero averne bisogno…

C


(Matteo Milesi) #11

Mi unisco e porto il mio caso d’uso.
In Fatture in Cloud stiamo lavorando per eliminare il maggior numero di ostacoli nel flusso di creazione e invio delle fatture (elettroniche e non).
Avere un servizio che permetta di verificare il codice fiscale e la partita IVA permetterebbe di eliminare alla radice tutti questi errori in fattura (di digitazione o di altro tipo). Per la questione dell’invio al Sistema di Interscambio, come diceva sopra @Roberto_Polli, permetterebbe di evitare un invio inutile per poi ritrovarsi subito dopo la fattura scartata per CF errato o partita IVA cessata (e dover probabilmente contattare il proprio cliente per chiedere i dati corretti).

Un servizio di questo tipo sarebbe utilissimo in tutti i contesti in cui si ha a che fare con fatturazione / gestione documentale, verifica di esistenza di aziende, gestione interna aziendale, etc.

Per quanto riguarda il servizio del VIES, l’ho provato e funziona, ma non credo possa risolvere molti problemi. Non tutte le partite IVA sono registrate al VIES e in ogni caso la registrazione richiede tempo, per cui una partita IVA appena attivata non è disponibile da subito.


(Roberto Polli) #12

Ciao Matteo.
Grazie per la tua risposta. Mi è chiaro il vantaggio della validazione preventiva.

Sai descrivere cosa comporta e quale è il lavoro che comporta la gestione di uno scarto e per l’agenzia delle entrare e per l’azienda o l’intermediario?

Più il resoconto è preciso e conciso, meglio è :wink:

Grazie,
R


(Roberto Polli) #13

Come spiegavo, se vogliamo cambiare lo status quo ho bisogno dei casi d’uso di cui sopra :wink:

Aggiungi pure i tuoi!

Grazie mille,
R


(Roberto Polli) #14

Ciao, sto raccogliendo dei casi d’uso nel formato indicato nel mio post qui sotto in merito al API per il codice fiscale. Aggiungi pure il tuo


(Matteo Milesi) #15

Ciao Roberto grazie a te.

Lo scarto di una fattura elettronica per codice fiscale o partita IVA errati (non si tratta di errori sintattici del file) non è immediato, perché richiede che le fattura sia già stata firmata, inviata e controllata dal SdI. Chi emette la fattura, dopo aver effettuato l’invio, è convinto che tutto sia tutto andato a buon fine. Solo in seguito viene notificato che la fattura è stata scartata e, a quel punto, deve attivarsi per recuperare i dati corretti, correggere e inviare di nuovo.
Questo “attivarsi” nel migliore dei casi si traduce in una ricerca su internet o in un colpo di telefono. Il cliente però, ovviamente, potrebbe essere temporaneamente irraggiungibile o addirittura potremmo non avere un suo contatto valido. Tutto questo causa quindi un momentaneo blocco della fatturazione e uno spreco di tempo per recuperare questo dato.
Questo potrà inoltre essere un problema anche dal punto di vista dei termini legali di emissione della fattura elettronica: se è vero che inizialmente si partirà con 10 giorni, in futuro forse potrà essere ridotto (?).


(Bago) #16

Non credo di aver capito il “formato” di cui parli, ma ci provo:

Fatturazione automatizzata con inserimento dati da parte del cliente

  • Il cliente compra con carta di credito e immette i dati di fatturazione
  • controllo la validitĂ  sintattica della partita iva ed è ok
  • 8 mesi dopo invio lo spesometro che mi viene rifiutato per partita iva scaduta
  • controllando sul sito (con captcha) vedo che la partita IVA è associata ad una realtĂ  completamente diversa dal mio cliente, ma non ho strumenti per capire altro.
  • cerco di rintracciare (con molte difficoltĂ ) il cliente per scoprire che aveva invertito due cifre nella sua partita iva, generandone comunque una sintatticamente corretta.
  • se avessi potuto fare un lookup immediato sulla partita iva si sarebbe accorto in autonomia di aver inserito dati errati.
  • se non fossi riuscito a rintracciare il cliente avrei dovuto inventarmi un codice fiscale e inviare dati falsi per poter comunque adempiere allo spesometro?

Suppongo che l’errore che mi ha dato lo spesometro quando passerò alla fattura B2B mi venga dato dallo SDI: in parte migliora perchè ci si accorge prima del problema senza che passino mesi.

Allo stesso tempo, con la fattura B2B, se il cliente inserisce una P.IVA non sua per errore MA allo stesso tempo esistente e valida, la fattura verrebbe o consegnata all’azienda sbagliata oppure consegnata all’azienda giusta (se via pec) ma con partita iva sbagliata.

Una API di controllo preventivo sembra la base per evitare errori di questo tipo.


(Roberto Polli) #17

Lo scarto di una fattura elettronica per codice fiscale o partita IVA errati (non si tratta di errori sintattici del file) non è immediato, perché richiede che le fattura sia già stata firmata, inviata e controllata dal SdI.

Chiaro

Chi emette la fattura, dopo aver effettuato l’invio, è convinto che tutto sia tutto andato a buon fine. Solo in seguito viene notificato che la fattura è stata scartata

Chiaro

si partirĂ  con 10 giorni

stai dicendo che lo SDI può notificarti lo scarto fino a 10gg dopo l’invio?

a quel punto, deve attivarsi per recuperare i dati corretti

In questa prima fase l’obiettivo è verificare la sola esistenza del CF/PIVA e non l’associazione
con la denominazione. Questo vuol dire che - fintanto che inserisci il CF di un’altra persona in vita -
non copriamo il caso del recupero delle informazioni. Ovviamente questo è un obiettivo per una fase successiva.

blocco della fatturazione
spreco di tempo per recuperare questo dato.

Vedi sopra. In Fase1 non recuperiamo il dato, facciamo solo valido:si/no

problema [per i] termini legali di emissione della fattura elettronica:

Ok.


(Roberto Polli) #18

Ciao e grazie! Il formato è ottimo!

In prima battuta vorremmo far rilasciare all’AgE solamente l’API di verifica dell’esistenza della PIVA/CF,
quindi il tuo caso d’uso lo tengo in caldo per la Fase 2.

Dovremmo quindi verificare con AgE se la validazione che fa’ lo SDI include il controllo della denominazione.

Sapete dirmi qual è l’effort per l’AgE della gestione degli scarti? Deve fare qualcosa di specifico oltre a notificarli?

Se volete possiamo parlarne su https://slack.developers.italia.it #fatturapa


(Matteo Milesi) #19

No, ma chi effettua un’operazione di vendita deve emettere fattura e consegnarla al SdI entro 10 giorni dalla data dell’operazione.

Sì certamente, anche se in realtà, per quanto riguarda la partita IVA, il servizio con captcha esistente lo fa già, per cui non credo che questa sia una criticità.
Mi riferisco a quello all’indirizzo https://telematici.agenziaentrate.gov.it/VerificaPIVA/IVerificaPiva.jsp.
In ogni caso la verifica preventiva permette di conoscere la problematica prima di effettuare l’invio e di gestirla in modo alternativo / organizzarsi per tempo.
Faccio un esempio:
Un’azienda deve pagare un servizio ad abbonamento (caso interno dell’azienda in cui lavoro). Al momento del pagamento la sola verifica preventiva può evitare che venga inserita una partita IVA cessata o un codice fiscale non esistente (l’utilizzo degli strumenti di calcolo automatico del codice fiscale è davvero molto frequente, anche se il codice risultante può essere errato per omocodia o errori di input).

Credo che questo non venga fatto.

No, dovrebbe essere solamente questo. Il problema ricade soprattutto su chi emette fattura.


(Daniele) #21

caso semplice ma similare ai precedenti

  • Cliente in negozio richiede la fattura.
  • Il commesso la riporta ma il cliente ha dato la partita iva precedente o di un’altro.
    *escludo lo spesometro perchè di fatto la fattura viene inoltrata il giorno stesso
  • in caso di conservazione sostitutiva immediata, viene messa in conservazione una fattura errata
  • in fase di invio a SDI si riceve la notifica di scarto. Ora è immediata ma dato che SDI si prende fino a 5 giorni per la consegna della fattura in caso di sovraccarico, è possibile che la notifica arrivi anche dopo 1 o 2 giorni.
  • il progressivo di invio aumenta, non è ancora chiaro (sembra non ci siano notizie in merito ) se il codice identificativo SDI sia univoco o si resetti annualmente ma sarebbe preferibile evitare una progressione che si può evitare

provo a fare un paio di conti.
al 31 maggio sono stati inoltrate a SDI 2.659.649 fatture per le PA e 47.085 a privati.
statisticamente parlando quelle scartate per codice fiscale non sono molte, circa lo 0.2%

Non ho trovato dati sulle fatture mensili verso privati ed esteri emesse in italia ma ritengo che siano almeno 300% o il 400% in più rispetto alle fatture PA, del resto molte aziende che fanno anche 10.000 fatture all’anno emettono verso la PA solo 2 o 3 fatture.
quindi spariamo letteralmente a caso un numero e diciamo che potenzialmente le fatture B2B al mese sono 2.659.649 * 300% che corrisponde ad oltre 700.000.000 fatture B2B al mese.
anche con uno scarto base del 0.2% (1.400.000) non sarebbe preferibile per il sistema informatico di SDI con relativa gestione delle successive notifiche /associazioni di nuovi identificativi , evitare di trattare il 60% delle fatture che riceveva a maggio?