Web Analytics Italia - trasferimenti verso Amazon Web Service

Hai ragione, non mi importa. Tutta la faccenda in effetti non suscita in me alcun interesse.

direi che è evidente! :rofl: :rofl: :rofl:

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conosco ditte private che hanno tempi lunghissimi esempio nelle recenti pratriche
dei vari 110%, e non solo allungano i tempi ed hanno sempre ragione loro, ma spesso
sbagliano a fornire la documentazione e danno colpa alla burocrazia quando
invece è solo che hanno dimenticato vari allegati o li hanno compilati male…

ci sono aziende che ancora NON leggono la PEC, non ho sottomano un link
ma ci sono migliaia di aziende o professionisti, obbligati alla PEC,
che non la leggono e si perdono importanti comunicazioni dalla PA,
allungando di fatto le pratiche e rischiando di avere sanzioni ecc.

hai mai provato a richiedere servizi a basso guadagno ad aziende private?
esempio servizi come riparazioni idrauliche o elettriche ecc.
se il lavoretto è di poco costo non trovi nessuno oppure vengono
solo quando hanno tempi vuoti… quindi resti con il tuo problema per mesi

la mia esperienza è che lo scaricabarile è una pratica diffusa sia nella PA che nel privato,
ci sono aziende che lavorano quasi esclusivamente con la PA e spesso queste aziende
fanno scaricabarile giganteschi quando la PA cerca di verificare il loro operato

di che stiamo parlando? non ti sembra che tutto il thread parli della poca
trasparenza delel ditte private più grosse del mondo? Amazon, Google, Microsoft,
e compagnia bella?
Durante il covid-19 molti negazionisti stigmatizzavano la poca trasparenza delle
case farmaceutiche… per non parlare di quelle petrolifere ecc. anche le aziende private
che forniscono i servizi ATO hanno pochissima trasparenza…

la PA al confronto è trasparente come un cristallo!

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Eh ? quale dirigenza ? pensi che un comune di 4000 abitanti abbia la dirigenza ?
perchè le mail di monitoraPA arrivano a questi soggetti, mica ad agid

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Si chiama sindaco, no?

no. il sindaco non è un dirigente

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@Giacomo_Tesio

Salve Giacomo se sotto un punto di vista politico la vostra istanza può trovare anche un senso, abbiamo varie fazioni che hanno a ragione o torto argomentazioni su ogni aspetto della vita.

  1. Vi mascherate dietro i comuni e dietro il fatto che il GDPR vi imponga di interfacciarvi direttamente con loro.
    FALSO avete già riscontrato che i comuni non sono responsabili di tale problema per cui caso mai li dovreste mettere dalla vostra parte dicendo attenzione AgID non ottempera a quanto afferma nel caso foste davvero in grado di provarlo.

  2. Confondete l’argomento trasferimento dati … attenzione nel vostro messaggio parlate di trasferire dati verso terzi e poi parlate di estero… quì ci state giocando perchè
    a) posso trasferire dati a terzi si/no se si facendo cosa siamo sicuri AgID non lo stia facendo già
    b) perche un server italiano mi consentirebbe di trasferire dati se foste trasparenti direste che indipendentemente da dove si trova dovrebbero esserci strumenti tecnici per mitigare cosa viene trasferito.

  3. La vostra battaglia sembra come rilevato da molti la solita crociata anticolossi. O peggio influenza del Mercato avendo massivamente inviato così tante segnalazioni se non spamming nel caso queste non trovassero riscontre.
    Mi chiedo se davvero tenete alla privacy perchè non dare vere soluzioni operative gratuite ai comuni e proprio ai più piccoli dove il messo è operaio e responsabile ced amministratore di rete responsabile della fascicolazione e dipendente autorizzato di anagrafe.

  4. Tralasciamo quanto altri colleghi hano detto circa le forze che un comune può mettere in campo sono veramente limitate. Mi chiedo se il vostro team non si occupi di consulenze agli Enti.

  5. La segnalazione la riceverete anche questa volta per aver fatto pbblcità ad altri strumenti, tranquilli

  6. Ricordo che chi ha avanzato dubbi sulla licità dell’affidamento dovrebbe fare segnalazione e non minacciare o millantare perchè di accuse pseudomanettare da facile accusa ne siamo stanchi.

Come prossiam attività

BONUS) Vi suggerisco di denunciare tutte le PA che fanno uso di Prodotti di videoscrittura poichè dati relativi all’utenza sono portati su server Americani. Per farlo vi suggerisco di valutare tutte le determine che trattano licenze di acquisto nelle amministrazioni trasparenti.

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no dai… non scherziamo… giustamente Giacomo_Tesio mi ha detto “di studiare meglio” due volte, ed ha fatto bene, io stessa mi sono dichiarata incompetente in materia giuridica o normativa, essendo solo una semplice tecnica di reti…

Però dire che il Sindaco è un dirigente è un aspetto anche questo “da studiare meglio”…

Nella PA ci sono enti, ad esempio proprio i piccoli comuni, che NON hanno, ripeto, NON hanno più dipendenti! o meglio hanno solo pochissimi dipendenti, diciamo da 1 a 5 al massimo, e questi dipendenti agiscono senza dirigenza, almeno senza una dirigente che non sia un contatto per e-mail da un lontano dirigente del comune di città, capofila, al quale il piccolo comune ha affidato un po’ tutta la gestione.

Cioè nel piccolo comune restano alcuni dipendenti, lo spazzino, il manutentore, l’ufficio anagrafe,
qualche operaio, forse 1 vigile urbano… tutti dipendenti che hanno competenze relative solo al loro specifico lavoro!

In un piccolo comune NON ESISTE la figura dell’informatico a qualsiasi livello che non sia
il manutentore che attacca la spina del PC alla corrente ed il cavo di rete al muro…

I siti dei piccoli comuni ed anche la eventuale rete informatica, sono gestiti da personale
dei comuni di città, o del comune capofila dell’unione dei comuni, i dipendenti del piccolo comune, Sindaco compreso, non sanno nulla di come è gestito il loro sito, nulla.

Il Sindaco potrebbe anche essere un laureato in storia, piuttosto che il macellaio o il tabaccaio o un ragazzo volenteroso, se ce ne sono, appena laureato magari in economia e commercio, oppure il Sindaco è un ex-dipendente o un ex-emigrante tornato al paese natio.

Cioè il Sindaco è vero che ha la responsabilità su quasi tutto ma non ne ha la competenza!
E’la DIRIGENZA che dovrebbe avere la competenza che il Sindaco gestisce!
Ma la dirigenza “costava troppo” ed è stata ELIMINATA come gran parte dei dipendenti!

Se un piccolo comune, uno delle migliaia che ci sono, ricevono la mail da monitorPA, pensano solo
che sia una scocciatura della quale non ne comprendono nemmeno il senso completo!

Io ho come il sospetto che tu “PRO” questa cosa non la sapevi, invece monitorPA ho come il sospetto che la sappia bene, ed è forse per quello che nella loro e-mail hanno omesso di dire che i servers di AWS risiedono in Italia, perchè sanno benissimo che in quel caso la loro e-mail sarebbe stata cestinata subito!

Io personalmente, pur non essendo parte di chi gestisce il nostro sito ed i nostri numerosi portali, ma solo come parte del nostro CED, ho ricevuto una e-mail da una nostra dirigente che ha domandato: “cosa c’entra il nostro sito con Amazon?”.

Per dire che è difficile comprendere certi processi e sicuramente nel 70% dei comuni italiani
non c’è nessuno che li possa comprendere, a partire dal Sindaco!

Aggiungo che in certi piccoli comuni Romagnoli, che hanno subito centinaia di FRANE, i Sindaci stessi, in mancanza di personale, si sono rimboccati le maniche ed hanno partecipato ai lavori… se non ci fosse stato l’aiuto della Protezione Civile e dei Vigili del Fuoco in molti comuni NON sarebbe stata liberata nemmeno UNA strada!

Pensa un po’ cosa se ne fanno questi Sindaci, che hanno dormito in comune in una branda per giorni, della e-mail di monitorPA. Il testo della e-mail non è trasparente, non è collaborativo, non è gentile e non è stato usato un linguaggio di facile comprensione, in più ha un leggero tono da “fumus persecutionis”… con tutta la buona volontà, dimostrata, di questi Sindaci, non gli si può chiedere anche di mettere fra le priorità questo tipo di argomenti così malposti!

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mi sa che qua spesso confondono i comuni con i ministeri o le città metropolitane.
Ieri uno dei “miei” sindaci, ha catturato due capre che si aggiravano pericolosamente in paese. due capre di nessuno senza targhetta niente di niente. per dire quello che ogni giorno si trovano ad affrontare

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Domanda secca, perché non sono ancora riuscito a capirlo: nel caso di WAI, AgID si pone come responsabile del trattamento oppure come titolare autonomo?

In effetti ci sarebbero gli estremi per considerarla come titolare, considerato che l’erogazione del servizio deriva dagli obblighi del CAD e AgID è stata pienamente autonoma nella definizione delle finalità e delle modalità del trattamento…

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AgID, nel contesto di WAI, è Responsabile del Trattamento semplicemente perché il Titolare è sempre l’ente con cui l’interessato interagisce consapevolmente, affidandogli conseguentemente i propri dati personali.

Quindi in questo caso il Titolare è sempre la PA, perché è la PA che pubblica il sito che invia i dati a WAI.

Da un punto di vista legale si può vedere il flusso di dati (e le conseguenti responsabilità) così:

Interessato => Titolare => Responsabili del Trattamento => Sub Responsabili… => Sub-sub Resp…

È un buon argomento, ma non ci sono molti precedenti per costringere un sedicente responsabile del trattamento ad accettare la contitolarità (anche se ci sono stati un po’ di provvedimenti che citano la materia).

L’informativa di webanalytics Italia parla solo di

dati personali degli utenti che consultano il presente sito web

Per costringere AgID a prendere una posizione in proposito, puoi provare a esercitare i tuoi diritti GDPR come visitatore di uno dei siti che usa il servizio (basta anche una richiesta di accesso per chiedere quali dati abbiano su di te e che cosa abbiano trasferito fuori UE), e reclamare presso il Garante se la risposta non è soddisfacente. Magari non presentare richiesta per il sito di una PA di cui sei dipendente; puoi usare il sito dell’ente di un amico, e ricambiare il favore chiedendo che l’amico faccia richiesta per il sito del tuo ente.

Beh può definirsi come vuole (e la mia domanda è proprio questa: come si definisce?) ma non è che il ruolo privacy si possa costringere o meno, discende dalla situazione di fatto. Lo dice anche l’EDPB.
Comunque non mi riferivo alla contitolarità ex. art. 26. Per quella ci vuole un accordo e non mi pare che venga menzionato. Sarebbe perlomeno interessante sapere che succede tra le parti al momento dell’adesione, c’è un contratto, dei ToS da accettare da parte della PA che aderisce? È lì che dovrebbe saltar fuori tutto.

Poi è evidente che l’informativa che linki sia quella del sito web webanalytics.italia.it e non quella per gli interessati che navigano nei siti delle pa che utilizzano il servizio. Dopotuttoquest’ultime devono essere prodotta dalle PA, non da AgID.

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Qualcuno sa se e quando AGID risponderà pubblicamente sul fatto?

Cara Giulia, come non essere d’accordo al 100% con quanto dici?

Senza addentrarti troppo, hai toccato 4/5 argomenti riferiti alla vita sociale del paese, che hanno come minimo necessità di una riforma culturale (vedi rapporti del cittadino con la PA, ambientalisti, ecc.).

Probabilmente, i sig.ri di monitoraPA hanno pensato che questo sia il metodo migliore per smuovere le acque, per svegliare le coscienze. Il problema è che i destinatari delle “lettere minatorie”, l’uditorio a cui si sono rivolti, si ritrovano spesso in grandi difficoltà e non sono effettivamente in grado di dare un aiuto concreto alla nobile causa che si sta portando avanti.

Inoltre, continuo a non capire il perché di tutta questa paura della profilazione sulle abitudini dei visitatori dei siti. Mi spiego: se un visitatore va sul sito del comune per vedere quali sono le manifestazioni estive nella propria città, che può succedere, che gli si presenta un banner di un salumiere del proprio quartiere con le offerte del mese? O la pubblicità di articoli ortopedici, o chissà cosa ancora? Ma qual è il vero problema? Ci stiamo preoccupando se il governo degli Stati Uniti vede che il pensionato di 80 anni ha ricevuto nel fascicolo sanitario la ricetta delle medicine dal proprio medico?

Chi va sui siti della PA, è una persona che naviga in Internet, per cui già profondamente profilato sulle proprie abitudini. Impedire che WAI usi un cloud americano vale meno di una goccia nell’oceano. Purtroppo.

Piuttosto, non ci preoccupiamo di quanto fa la televisione (il mezzo di comunicazione più invasivo per eccellenza), molto più potente di qualche banner o e-mail spam, che ha educato intere generazioni, creando di fatto i profili da “consumatori tipo” tutte quelle persone delle quali vorremmo prendere le difese con queste mirabili azioni. Ma siamo su un terreno di gioco sbagliato, troppo paludoso, di scarsissima efficacia. Nel momento in cui anche WAI userà un cloud europeo in regola con il GDPR, non avremo fatto nulla, di fatto il risultato sarà assolutamente nullo. L’obiettivo politico-culturale di monitoraPA è lodevole, ma anche quando riuscirà a raggiungerlo, si potrà soltanto dire che “la montagna ha partorito il topolino” (perdonate la citazione), sperando che nel frattempo non siano state danneggiate molte PA.

Ma se questa associazione, che pare abbia al suo interno fior fior di professionisti, intende muovere le coscienze e portare avanti una sorta di rivoluzione sociale tutelando il cittadino, perché non si muove verso la programmazione televisiva, le serie, i format e tutti i quei programmi che inebetiscono le masse? Senza parlare di facebook, dove milioni di cittadini altrettanto indifesi, hanno trovato istruzione, religione, credo politico, e chissà cos’altro.

Io sono con @giuliamacchi quando dice che monitoraPA dovrebbe fare le proprie rimostranze direttamente a WAI. Capisco che si cerchino i numeri coinvolgendo le PA, ma non è così facile come si crede, non tutti hanno le risorse (in tutti i sensi).

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ecco la risposta: Web Analytics Italia | Agenzia per l'Italia digitale

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Leggendo la risposta ed immaginando il futuro prossimo, credo che scaduti i 15 giorni monitoraPA segnalerà tutte le PA (compresa AGID) al garante e poi la palla passerà al garante

Il problema è che non hanno risposto a nulla:

AgID precisa che non viene effettuato alcun trasferimento di dati personali verso Paesi extraeuropei mediante l’applicativo

Questo lo sapevamo già, non è una novità. Il problema è che AWS possa comunque accederci da sotto o di lato.

I dati analitici acquisiti mediante WAI non identificano o rendono identificabile, direttamente o indirettamente, una persona fisica; in considerazione dell’applicazione di tecniche di anonimizzazione, si assicura la piena conformità alla normativa sopra richiamata.

Il problema è che quantomeno gli header delle risposte HTTP devono comunque arrivare al server, e quindi possono essere comunque intercettati e decrittati da AWS (e quindi si ricade nella casistica di google fonts).

Si rassicurano quindi le pubbliche amministrazioni e i cittadini che la piattaforma WAI eroga un servizio conforme alla normativa vigente.

No, per il motivo che ho espresso in precedenza, e per il fatto che non si può considerare quello che ho detto prima un rischio “residuale” (ai sensi delle raccomandazioni EDPB)

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Si ma questo vale anche se affidi i dati ad una qualsiasi ditta italiana che tiene i server in cantina.
Da un punto tecnico entrambe possono farlo entrambe se chi le usa non mette in atto determinate soluzioni o peggio se non gli viene permesso di metterle in atto.
Da un punto di vista legale ad entrambe questo è proibito se rispettano davvero i regolamenti europei.
Senza contare che sia le macchine virtuali che lo spazio S3 (dove vengono salvati i dati), che operano sui server di Amazon possono essere criptografati ed Amazon non ha le chiavi.

Non penso che sia così, tutta la gestione di WAI viene fatta sullo loro macchine virtuali, ed a quelle macchine virtuali Amazon non ha accesso, se AgID ha fatto le cose per bene.
Tanto più che i dati arrivano a WAI già anonimizzati.

Comunque io in tutta questa storia io la penso sempre più come @perrcla
Solo che al posto in un mercato nazionale penso a tanti mercati regionali o addirittura cittadini.

E quando leggo cose simili:

I dubbi aumentano esponenzialmente.

Detto questo lascio perdere, perché non ho gli strumenti, leggi conoscenza, per capire davvero tutto il problema.
La mia è solo una sensazione in riposta a quello che ha scritto @Giacomo_Tesio ed altri utenti.

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Carissimo questo è quello che io ho detto da subito e mi è stato risposto che Amazon, potendo leggere la RAM dei propri servers può leggere in chiaro i dati… adesso pero WAI ha risposto che tali dati sono anonimizzati all’origine nel rispetto della GDPR.
Che era quello che ha scritto da subito giulia_bimbi nel primo post di questo thread.

Vorrei riassumere i punti emersi in questo thread:

  • monitorPA manda una email a tutti gli enti che usano WAI per le analisi dei propri siti
    dicendo che WAI utilizza AWS e quindi non è rispettata la GDPR perchè ci sono dati degli
    utenti che possono essere trasmessi verso paesi extra-UE;

-monitorPA omette, forse per dimenticanza, di dire che i servers AWS in questione sono
residenti in Italia ed aderiscono quindi alle norme UE e si dichiarano aderenti alal GDPR;

-dalla discussione emerge che anche i dati su VM criptate sono leggibili nella RAM
dei servers AWS e siccome esiste una norma che obbliga le aziende USA a trasmettere
dati, su richiesta dela governo USA, secondo monitorPA ed altri questa cosa non
rispetta la GDPR:

… però bisognerebbe anche aggiungere che questa è una cosa ipotetica che
forse potrebbe avvenire solo dietro ad una esplicita richiesta del governo USA…

-monitorPA scrive PEC con un linguaggio poco collaborativo e molte delle persone,
dipendenti delle PA destinatarie delle PEC di monitorPA, non hanno le competenze
nè i mezzi per comprendere appieno non solo il significato ma nemmeno le
implicazioni delle cose scritte da monitorPA e non saprebbero come implementarle né
gestirle…
l’unica cosa che potranno fare sarà di ignorare, cestinare o trasmettere
la PEC di monitorPA a terzi, cioè a persone lontane fisicamente dal piccolo comune
di collina magari anche alluvionato magari senza personale, sicuramente senza dirigenti
e con la gestione del sito fatta da un altro ente ancora più lontano ed irraggiungibile…

-Ieri WAI ha risposto ed ha concluso con questa frase:
“Si rassicurano quindi le pubbliche amministrazioni e i cittadini che la piattaforma WAI eroga un servizio conforme alla normativa vigente.”

  • ma alcuni in questo thread hanno detto che la risposta è una “risposta a nulla”

Direi che questa è una buona sintesi:

“monitorPA e noi tutti abbiamo parlato, in questo thread, del nulla”

come ho scritto nel mio primo post di questo thread, scritto che adesso posso comfermare perchè risutla verificato come vero:
“penso risolta la questione del trasferimento dati extra-UE.”

saluti a tutti e per il futuro tenete a mente la situazione del 90% delle PA italiane qui evidenziata!

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