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App obbligatoria per chiedere il bonus vacanze

Ciao Piero, l’articolo a me sembra un po’ criptico, se non capisco male sosterrebbe che ci sono degli interessi privati a far erogare il bonus vacanza mediante l’app IO… e chi sarebbero i privati che ci guadagnano a far funzionare il bonus vacanze con l’app IO?

Che poi, sempre per proseguire con queste categorie pubblico/privato, il bonus vacanza stesso cos’altro sarebbe se non un modo di mettere soldi pubblici nelle tasche di privati?

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Sono d’accordo. L’articolo è un po’ tendenzioso. Per semplificare la vita dei cittadini si stanno facendo salti mortali per risolvere il problema di base: che ci siano gli strumenti dal lato dell’offerta, cioè la PA introduca servizi tramite ANPR/SPID/CIE/IO; e dal lato della domanda, cioè che i cittadini abbiano SPID/CIE/IO. Siamo in una fase in cui è necessario forzare ognuno di questi due lati senza che l’altro sia maturo: quindi, le PA si lamentano che è inutile offrire servizi con SPID/CIE se i cittadini non hanno SPID/CIE, i cittadini si lamentano che è inutile fare SPID/CIE se non ci sono servizi.

In questo senso, è tendenzioso l’uso della parola “drogare” l’uso di SPID. Se si trova un modo intelligente di costringere i cittadini a fare SPID e scaricare IO con lo scopo ultimo di rimuovere per le PA la scusa che “i cittadini non le hanno”, cosicché finalmente rendano disponibili servizi online, la considererei una cosa eticamente ottima e fatta allo scopo ultimo di semplificare la vita dei cittadini. Altro che “drogare”.

L’unica osservazione che condivido è quella sulla problematicità del nome “IO” per l’app. Effettivamente è troppo minimalista: difficile trovare informazioni su Google digitando “IO” o trovare l’app sugli store (io alla fine ho dovuto digitare “IO PagoPA”). Per esempio, nei Paesi hanno “DigiID”: essenziale ma anche specifico. Se si è ancora in tempo si farebbe bene in futuro ad usare sempre la versione estesa del nome: “io.italia” o qualcosa del genere.

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Ciao @Luca_Valerio
hai ragione, il bonus insegnanti, quello dei diciottenni, sono tutte occasioni in cui molti cittadini hanno fatto SPID un po’ forzatamente ma condivido che sia un modo sensato di raggiungere il risultato.

Questa cosa che l’app non si trova l’ho già sentita, ma devo dire che invece io non ho avuto problemi a trovarla.
Sia cercando da web: https://play.google.com/store/search?q=io
sia cercando da telefono android


a me esce come primo risultato… forse il risultato è drogato dal fatto che l’ho cercata molto in passato, non ricordo :slight_smile:

Esatto, i bonus insegnanti, quello diciottenni, e il reddito di cittadinanza, a prescindere da ogni giudizio sul merito delle misure che non è l’argomento in questione, sono stati altri ottimi esempi di buone tecniche per “forzare” all’inizio l’adozione di uno strumento creando una domanda in modo necessariamente artificioso. Ovviamente rimane una grande sfida con dolori per tutti. Lo so bene: ho aiutato mia madre insegnante a fare SPID per quel bonus, ed è stato un calvario. Ma non per questo vado a scrivere online articoli d’odio o di stampo luddista. Qualsiasi innovazione va incontro a difficoltà gravi, soprattutto in Italia, ma questa non è ragione per non farle.

Dal mio cellulare o dal mio web non trovo assolutamente l’app, ma la ragione nel mio caso è abbastanza ovvia: cerco da un account Google Play olandese e da un network tedesco, e credo che la nazionalità o la lingua dell’app contino molto nell’ordine della ricerca. Mi fa piacere sentire che dal Google Play italiano basta digitare “io” e viene abbastanza in alto, benissimo!

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Non basta infatti scaricare l’app IO, ma su questa bisogna di nuovo farsi identificare , questa volta solo con le credenziali SPID, che sono costretti a richiedere quanti non sono in possesso di una CIE 3.0 e di uno smartphone in grado di leggerla.

A mio avviso almeno questa frase merita di essere rettificata. Ad oggi IO permette di autenticarsi con la CIE, poi lasciamo stare che ci sono ancora poveri sfortunati che la CIE non possono averla finché non gli scade la cartacea, ma quella è altra storia.

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Io sono scandalizzato… L’ltalia, in un delirio di tecnologia che sa più di moda per poter dire di essere all’avanguradia, si é regalata (neanche venduta…) alle logiche degli android e degli smartphone… che sono e rimangono strumenti da “gioco”, anche se gli mettono tante funzioni sopra…
Perché deve essere vietato a priori l’accesso al bonus vacanze tramite un PC, come per l’home banking ? Sempre più, dietro la logica della facilità di CONSUMO e dell’apparente maggior libertà dei cittadini, prevale strisciante la logica del controllo: tutto passa da telefonino:

  • so dove sei
  • le operazioni le puoi fare solo con quello strumento
  • le operazioni le devi fare solo su quel circuito
    Presto il cittadino non varrà più niente perché chi non segue queste regole sarà “fuori”. Non sono opportunità quelle che non ti consentono di scegliere come fruirne: sono mere imposizioni: o le accetti o sei fuori. Così non va…
    Queste nuove modalità in realtà finiscono per imprigionarci.
    Tra un pò finiremo anche col pagare la benzina solo con l’app, di un circuito informatico unico e con un unico modo e così tante altre cose (la luve, il gas, da mangiare: ci stiamo costruendo una prigione ma nessuno lo fa notare, perché la maggior parte di noi sono ancora abbagliati dalla tecnologia scintillante ed istantanea, senza riuscire a vedere altro che i pregi ma NON i difetti. La libertà é il bene primario, le altre cose vengono dopo.

Ciao Lorenzo, se vuoi un esempio di come le procedure per l’accesso ai servizi online sono governate dagli interessi dei privati, potresti leggerti, se ti va, questo:

Oppure, se qualcuno ha mai sentito parlare di ‘‘once omly’’, questo:

almeno funzionasse…in tanti abbiamo riscontrato errori.