Attivazione dispositivo con numero estero

@Salvo_UK

Stiamo parlando di SPID o di CIE? @IPZS-CIE non c’entra nulla con SPID, e’ un servizio di fornitori privati. E un numero di cellulare non serve per attivare la CIE, almeno in Italia.

Se la questione riguarda CIE, avete provato a contattare i Consolati di competenza per le vostre localita’?

Mi sembra che la questione sia simile a questa

Resta il fatto che SMS/ email dovrebbero arrivare subito e senza intoppi.

Un consiglio pratico, discusso recentemente su questo Forum. Alla richiesta di CIE sia cellulare sia email sono facoltativi, nessuna legge li richiede. Lasciate i campi in bianco e riprovate. Non so se per l’estero valgono altre disposizioni, ma in Italia e’ possibile.
Io ho attivato la mia CIE, in Italia, senza indicare cellulare e nessuno ha obiettato nulla. E non ricordo di avere ricevuto email di validazione dell’indirizzo.
Ultima ratio. La carta d’identita’ estone funziona benissimo e la puo’ fare chiunque (esclusi russi e bielorussi). Sempre piu’ servizi italiani sono raggiungibili vie eIDAS, quindi con la carta estone. Non avete bisogno di fondare una societa’, vi basta diventare e-resident.

Ovviamente se email e SMS funzionassero non ci sarebbe bisogno di tutti questi arzigogoli…

Sì, Riguarda la CIE.

Il consolato ha fornito sia il mio numero con tanto di prefisso internazionale al ministero, sia l’email. Infatti entrambi erano già’ predefiniti e corretti.

La conferma dell’email è stata indolore per me, arrivata immediatamente.

Attivare il livello 1 e 2, sembra richiedere anche un OTP per via SMS, non vedo l’opzione per escludere questa parte.

Paradossalmente, attivare il livello 3 è stato molto veloce e lineare.

Con il livello 3 non c’e’ alcun bisogno di attivare i livelli 1 e 2. Sono, per cosi’ dire, compresi nel prezzo.

Anch’io quando si era iniziato a discutere dei diversi livelli ho avuto paura, temevo che complicassero le cose. Mentre poi l’Amministrazione ha messo in chiaro che dove sono richiesti i livelli 1 e 2 si puo’ entrare con il 3, tanto meglio.

Quindi nessun bisogno di OTP per SMS.

Enjoy your Italian e-ID card!

Purtroppo non e’ cosi’.
Ho provato molte volte sia via app sia via computer, e vengo forzata a inserire OTP mandato via SMS e email (questo per prenotare un appuntamento all’anagrafe di Milano).

Ho numero UK e mi aggiungo alla lunga lista di italiani all’estero che non puo’ usare il servizio (ho provato tutti i formati possibili nell’inserire il mio numero, l’SMS non arriva mai).

Ho scritto al servizio tecnico CIE, al mio Comune di nascita, e al mio Consolato. Per ora nessuna risposta. Triste, molto triste.

@FedericaUK
In Italia per la CIE viene indicato un PIN di 8 cifre, 4 al momento della domanda e 4 nella lettera allegata alla carta. Con le 8 cifre si abilita l’uso della carta su un dispositivo, ad esempio un desktop, dopodiche’ si puo’ accedere ai servizi online - sempre da quel dispositivo - con un PIN di sole 4 cifre.
Seguendo questa procedura e-mail e numero cell. non servono proprio. Non sono richiesti e non devono venire confermati.
La CIE cosi’ predisposta ha “Livello 3” e permette l’accesso anche a siti di “Livello 1” o “Livello 2”.
Puo’ darsi che per l’estero valga una procedura di installazione e di utilizzo diversa. Ma se cosi’ fosse e’ assolutamente demenziale e da irresponsabili mantenere una soluzione che non permette la ricezione di email / SMS oltre frontiera. Il problema e’ conosciuto da anni, avrebbe dovuto essere risolto da parecchio tempo.

Due persone che hanno spinto parecchio per le soluzioni di identita’ digitale sono Marianna Madia, attualmente parlamentare, e Paola Pisano, docente all’Universita’ di Torino. Le “regole del gioco” dell’identita’ digitale sono soprattutto dovute a loro. I loro indirizzi e-mail sono pubblici. Provare a scrivergli? Il peggio che possa capitare e’ che non rispondono. Eppoi tra un seminario sull’intelligenza artificiale e l’altro dovrebbero potersi confrontare anche con questioni molto terra-terra, tipo le email che non arrivano.

Completamente d’accordo sul “demenziale”.
Anche io ingenuamente mi aspettavo che, con accesso di livello3, livello 1 e 2 fossero impliciti.
Quando provo a prenotare un appuntamento per l’anagrafe sul sito del Comune di Milano, vengo diretta obbligatoriamente verso l’identificazione tramite OTP inviato via SMS e email, dopo essermi identificata a livello 3. Non ha nessun senso.

Ho provato l’accesso al sito del Comune di Milano.
Per alcuni servizi e’ sufficiente indicare una email valida. Ho provato, ha funzionato subito. La email e’ arrivata nel giro di pochi secondi. Ma si tratta di servizi “soft”.
Poi ho provato ad accedere con la CIE. Ha funzionato ma effettivamente sono giunto a una pagina dove sono richiesti email e nr cellulare, non in alternativa ma entrambi. La email con OTP e’ arrivata dopo 15 minuti, per il cell. non lo so perche’ non avendolo ho inserito un numero inesistente.
Non c’e’ nessuna legge nazionale o disposizione UE che dichiari obbligatori sia email sia cellulare e sono affari privati se uno vuole procurarseli o sta benissimo senza. Molte, troppe amministrazioni, purtroppo, lo ignorano e si aspettano che il cittadino abbia questa tecnologia. Scavalcando la stessa Costituzione, che ci vuole tutti uguali e non prevede maggiori diritti a seconda del modello di smartphone.
Comunque nel caso segnalato da @FedericaUK la richiesta di email e nr cell. non dipende dalla CIE ma dal Comune di Milano.
Nell’insieme il sito mi e’ parso poco agevole proprio a causa di troppe verifiche. Se uno si e’ gia’ identificato con CIE a che pro chiedere ulteriori dati anagrafici, di residenza e inoltre le due verifiche di email e cellulare? Magari per l’accesso a un servizio dove questi dati non servono affatto.
In breve, pessima usabilita’.
Ho fatto un rapido contro-esperimento, provando a entrare nei siti di Bologna, Trento e Trieste per un cambio di residenza. Nessuno richiede SPID o CIE per fissare un appuntamento, si sceglie l’ufficio e appare il calendario. Esattamente come dovrebbe essere dappertutto.

Anch’io risiedo in UK e in Consolato purtroppo non possono fare nulla, e’ un problema informatico e trovo scandaloso che dopo due anni a tutti gli italiani residenti all estero sia negato l accesso ai servizi CIE per un baco di programma. Ho scritto al supporto ma ovviamente, non rispondono!
Vergognoso…

Il Ministro degli Esteri e’ anche il principale esponente di un partito che periodicamente ci chiede di votarlo. Suggerirei di contattare il responsabile Europa o internazionale, se c’e’. Se poi ne hanno voglia a Roma saprebbero fare le telefonate giuste.
Il partito in questione e’ anche legato a un colosso dei media, che nelle reti TV propone tra l’altro programmi di satira e di indagine. Anche le redazioni sono perennemente in cerca di materiali, quindi provare a scrivere loro. Inoltre Corriere, Repubblica e altri media hanno corrispondenti in UK che dovrebbero essere raggiungibili. Fargli preparare un articolo non dovrebbe essere difficile.
E’ folle che non sia sufficiente contattare direttamente il servizio CIE e che questo si attivi per risolvere il problema, ma la situazione attuale e’ questa.

Due anni dopo l’inizio di questo thread, il problema degli sms all’estero non è ancora stato risolto. Qui residente negli UK,

L’annoso, eterno problema del ricevimento di credenziali digitali all’estero e’ conosciuto anche negli ambienti diplomatici (e ci mancherebbe!) Un aspetto - non tecnologico - della questione e’ affrontato in questo contributo da “Gazzetta Diplomatica”