la CEC-PAC non poteva essere accettata dal circuito PEC dei privati e dall’altra parte le PA non avevano attivato i loro domicili digitali. Il risultato è stato che io ho avuto per anni la CEC-PAC ma non l’ho potuto usare MAI !! Con nessuna PA.
Io la usai un po’ di volte, ma effettivamente era troppo avanti e troppo limitata rispetto alla PEC.
con quali PA …?
La PEC puo’ esistere ancora ma semplicemente si sceglie di usare come domicilio digitale un’altra casella PEC (e quindi tenere sott’occhio quella).
Questo e’ uno dei punti. La procedura fin dove l’ho vista io e’ del tutto poco esplicativa.
Gli addetti ai lavori sanno cosa e’ un domicilio digitale, ma cio’ non autorizza nessun ente a fare un form del tipo
nome: ?
cognome: ?
domicilio digitale: ?
Basta poco, per esempio un’etichetta:
Indica un indirizzo PEC da eleggere quale domicilio digitale ai sensi dell’art. 3-bis del d.ls 82/2005. Il Comune di X invierà a questo indirizzo comunicazioni e notifiche con pieno valore legale
Se poi si vuole esagerare (anche se sta scritto nella legge)
Con l’elezione del domicilio digitale non puoi opporre eccezioni relative alla forma e alla data della spedizione e del ricevimento delle comunicazioni o notificazioni indirizzate alla casella PEC indicata. Per questo ti impegni a tenere sotto controllo la funzionalità della casella e a verificare periodicamente la presenza di nuovi messaggi
Poi, visto che il messaggio automatico che avete ricevuto dopo riporta un numero di protocollo (bene, le istanze digitali si devono protocollare), sarebbe bene che tutto quanto inserito nelle asettiche e fra loro slegate caselle di un form desse vita a un documento formato alla maniera tradizionale (quello che viene trasmesso al protocollo):
Oggetto: ELEZIONE DI DOMICILIO DIGITALE
Io nome e cognome… eleggo domicilio digitale speciale, ai sensi dell’art 3-bis del CAD per gli affari con il Comune di X… sulla seguente casella … dichiaro di essere a conoscenza degli usi del domicilio digitale previsti dalla legge… mi impegno e a non porre eccezioni e a verificare la funzionalità della casella ecc. ecc…
Invece della firma ci va un bella formula
Istanza formata e inviata al Comune di X tramite procedura online durante la sessione SPID/CIE n. … ID … avviata il …
Quest’ultimo espediente e’ un po’ un rischio, perche’ in teoria ci vorrebbe la firma SPID… ma e’ un
rischio accettabile, altrimenti davvero non si va da nessuna parte (rif: art 65 e 20 del CAD)
Queste che ho indicato sono migliorie fattibilissime della procedura e sono l’abc di qualsiasi servizio online che generi istanze o dichiarazioni con un minimo di validità.
Poi restano le questioni legate alla sostenibilità del sistema che @Elena_S ha sintetizzato. Sia a livello di singolo ente sia a livello nazionale se tutti fgli enti iniziano a fare cosi’.
Io le mie analisi le avevo fatte e questi aspetti li ho presi in considerazione, arrivando alle mie conclusioni. Immagino che i colleghi di Milano abbiano fatto altrettanto.
Appunto, i privati non la accettavano, la PA era indietro. Io forse riuscii a usarla una volta con l’ACI. Forse.
Ma nel complesso è stata una grande occasione sprecata. Peccato che l’odio per il personaggio che l’aveva creata non ha permesso di analizzare le ragioni del fallimento. E’ stato molto comodo bollarla come “solo una boiata del nano malefico” (giuro che l’ho sentita definire così da un dirigente) mentre sarebbe stato assai più utile capire se il problema era lo strumento in sè (concepito male, appunto non utile tra privati), il fatto che non fosse stata minimamente curata l’adozione da parte delle PA (appunto zero servizi disponibili), o il momento in cui uscì (prematura).
Forse tutte e tre le cose assieme.
questa storia è uno dei “frutti cattivi” del sistema maggioritario che è stato applicato in Italia negli ultimi 20 anni. Alle elezioni vince il cdx e si cancela tutto quello fatto in precedenza dal csx e viceversa.
comunque per non far fallire la CEC-PAC sarebbe bastato rendere i due sistemi (CEC-PAC e PEC) intercomunicanti.
Ritorno sul tuo post…
Il Comune di Milano non può scriverla su ANPR per i non residenti a Milano. Per questo è tanto più apprezzabile il fatto che anche i non residenti possano ora inserire una PEC per il recapito della corrispondenza.
Beh questo varrebbe sempre… se ne hai indicato una, quella la devi controllare finchè esiste, se non esiste più non può essere usata quindi non ci sono problemi.
INPS ed INAIL se ricordo bene
NESSUN Comune di NESSUN posto puo’ annotare il domicilio digitale su ANPR. Quello di cui si parla e’ un domicilio speciale, quello su ANPR è il domicilio generale.
Concordo, non esiste legislazione.
ehm… la legislazione esiste. manca INAD 
Interessante anche la procedura per comunicare le PEC/Domicilio digitale all’Agenzia delle entrate e un suo confronto con la procedura milanese.
Alcune informazioni utili per capire come il PNRR vuole accelerare sul fronte della diffusione del Domicilio Digitale
ecco il testo del decreto legge 77 del 31/5/2021 convertito in legge e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.181 del 30/7/21
https://www.gazzettaufficiale.it/eli/gu/2021/07/30/181/so/26/sg/pdf
Grazie, sto leggendo. Sono curioso di capire, visto che il gestore c’e’ da tempo e le regole erano in consultazione mooolto tempo fa, quanto manca alla partenza.
Segnalo:
L’accesso alle funzionalità rese disponibili dall’INAD è assicurato anche tramite il
punto di accesso telematico attivato presso la Presidenza del Consiglio dei ministri
di cui all’articolo 64-bis, comma 1, del CAD.
Si parla di app IO. Fra le funzionalità c’è ovviamente la modifica del domicilio digitale (cioè dell’indirizzo PEC eletto come domicilio digitale). Quindi in teoria dovrebbe esserci anche adeguamenti di IO che vanno nella direzione di comunicazione nel verso opposto rispetto a quello disponibile adesso. Cioe’ da cittadino a p.a. e non solo viceversa come adesso.
EDIT: Finita la lettura veloce. Leggo con piacere che:
l’accesso a tali funzionalità è a titolo gratuito e prevede autenticazione dei soggetti di cui all’articolo 2, comma 2, lettere a) e b) del CAD.
riferito alla possibilità per gli enti pubblici di fare estrazioni automatizzate o massive da registro, invece che usare l’interfaccia web, a titolo gratuito. In fase di consultazione pubblica eravamo preoccupati che finisse come con INI-PEC. Olé!
Poi non ricordo quali altre osservazioni erano emerse in consultazione…
è il SERC … ma è gratis?
credo che la domanda corretta sia: ma esiste?
piano piano il “bambino cresce”
, l’ultima foto è del 14/6/2021
EDIT:
anzi no…l’ultima foto è del 4/8/21 :