menu di navigazione del network

Il CashBack non è solo superCashBack , vediamo anche gli aspetti positivi

2 Mi Piace

Bravo Tironi, secondo me gli aspetti positivi superano di gran lunga i problemi di taratura iniziale che potranno affinare con la successiva campagna Luglio-Dicembre.
Da me anche il banco dei formaggi del mercato ha messo il POS! :grinning:

2 Mi Piace

E questo sarebbe un grande balzo in avanti… come? La somma delle commissioni e balzelli che i piccoli esercenti sopportano, unitamente alla pandemia, ne porterà tantissimi alla chiusura. PRIMA si dovevano imporre commissioni zero sui micropagamenti, POI attivare cashback e lotterie varie. Fatto così è scaricare i costi sugli ultimi della filiera.

Articolo interessante. Posso chiederti però di renderlo un pò più equilibrato?
Mi spiego, tutti gli aspetti positivi del cashback (e della lotteria) che hai elencato ci sono e non li nego assolutamente.
Ma i costi? Perchè non accenni minimamente al costo di tutto questo? Quanto è costato sviluppare la sezione cashback di IO? Quanti nuovi POS sono stati installati, e a che costo? Quante commissioni sono state messe a carico degli esercenti e a fronte di quale introito? Il benzinaio che si trova il furbetto che fa 20 euro di benzina con 20 scontrini che costo sostiene? E il barista che incassa il suo euro e 10 per il caffè pagato da uno che vuol fare il fighetto via smartphone, quanti soldi lascia alla banca? Quanti esercenti che potevano decidere di lavorare ancora o andare in pensione han deciso di chiudere per non avere queste nuove “diavolerie”? (una è la mia parrucchiera, che faceva sempre -sempre!- la ricevuta ma all’idea di avere a che fare con POS, corrispettivi da trasmettere telematicamente ogni sera all’AdE ecc. ha chiuso i battenti)
Ecco, una valutazione dell’impatto positivo o meno di questa operazione presuppone una valutazione globale dei suoi benefici e dei suoi costi, non una valutazione solo del ‘buono’.
E questo vale ancora di più per PagoPA o per la lotteria degli scontrini, che comporta l’adeguamento di centinaia di migliaia di registratori di cassa (alcuni molto recenti) con costi vivi ed esternalità negative per l’ambiente tipo la creazione di tonnellate e tonnellate di RAEE.

Articolo veramente ben fatto in cui mi rispecchio e sono pienamente d’accordo Poi sono sicuro che i problemi iniziali verranno risolti e credo che questi 19 mesi ci porteranno a un cambiamento positivo. Quello che mi chiedo è perché quando vado a Londra uso la carta In qualunque posto dall’autobus al piccolo negozietto Mentre qui in Italia c’è questa reticenza forse pagano meno commissioni loro? O é solo che loro si sono evoluti prima?

Un misto delle due cose.

Stavo per darti ragione fino a che non hai detto che è meglio rimanere al cavallo e non usare i treni, li ho ceduto.

Se i treni li devi prendere in corsa e pagando un rene ogni volta che ci sali, qualcuno (e neanche pochi) ti dirà che è meglio il cavallo. Come ti dicevo, la mia parrucchiera di 68 anni a sentire che doveva spendere 400 euro per il nuovo registratore di cassa più il collegamento telefonico più il rischio multe se sbagliava a spingere qualche tasto la sera, ha chiuso.
Il problema non è quello che si vuole raggiungere, è come si fa ad arrivarci.

Lo posso capire, ma da qui a farci un modello ce ne passa di acqua.

Del resto il tuo ragionamento prima di quella considerazione aveva un senso, il mio articolo mirava a dire qualcosa di positivo in un mare di considerazioni negative.

È un’ottima domanda, che sorge spontanea in Paesi in cui si paga ormai solo con carta.

Se ha tempo ho fatto una piccola ricerca personale sui Paesi Bassi in questo lungo post.

Per sintetizzare, però: sembra che nessun Governo possa o voglia azzerare le commissioni, e che nei Paesi in cui si sono diffusi i pagamenti elettronici questo sia accaduto per una combinazione di 1) banche che disincentivano l’uso del contante (a loro costa molto la gestione, per esempio, dei depositi fisici) e 2) competizione al ribasso delle commissioni da parte di banche e circuiti di pagamento. Quest’ultima cosa credo in Italia manchi e potrebbe essere un effetto del nanismo delle banche (un altro nanismo che crea problemi alla nostra economia, così come il nanismo delle imprese rende i nostri prodotti meno competitivi data la mancanza delle economie di scala).

Mi sembra corretto che il governo non azzeri per legge le commissioni, nazionalizzi il business degli aquirer se lo ritiene opportuno piuttosto, mica può decidere i prezzi nel libero mercato (e devo dire che le opzioni sul mercato non mancano)

Perfettamente d’accordo - anzi, il punto che volevo sostenere è proprio questo: a portare altri Paesi all’affermazione dei pagamenti digitali non è mai un intervento dello Stato nel (per non dire: una violazione del) libero mercato (e tantomeno nazionalizzazioni, che sono interventi ancora più gravi), ma il mercato stesso. Se ne deve dedurre che il deficit è nella mancanza di investimenti (dimensione media e mancanza di economia di scala?) e/o competizione (cartelli? Rendite di posizione?) fra banche e/o acquirer.

L’unica eccezione a cui si può pensare è che lo Stato, come fa normalmente in altri settori (per esempio, penalizzare settori dell’economia inquinanti e incentivare altri), usi la leva fiscale in qualche modo per penalizzare i contanti, cosa che effettivamente si è tentata spesso per combattere evasione fiscale e sommerso. Questo contribuirebbe a creare le condizioni viste nei Paesi Bassi, in cui le banche sembrano aver abbassato le commissioni e incentivato esercenti/consumatori all’uso dei pagamenti digitali anche per risparmiare loro sui costi di gestione del contante (con una rimozione quasi totale, per esempio, dei depositi contanti - che fino più o meno al 2010 erano anche lì praticamente onnipresenti). E senza violare il libero mercato.

1 Mi Piace

@Elena_S: l’articolo di Andrea mi sembra uan posizione politica - rispettabile e argomentata, non necessarimanente condivisibile - come ce ne sono tante e come tale la prenderei.
Purtroppo, nonostante quello che vogliono farci credere, l’economia e il mercato non rispondono a regole scientifiche, quindi in considerazioni sugli effetti di determinati interventi sull’economia, il mercato e pure sui comportamenti umani ci sono ben pochi aspetti o argomenti tecnici.
Altrettanto rispettabile sarebbe la posizione di chi sostenesse che il cashback e’ un modo per stritolare i commercianti fra la morsa del consumatore ingolosito da una mancia e il sistema dei servizi di pagamento che vede lievitare il numero di transazioni con carta e affini anche se applica condizioni sfavorevoli.
Oppure di chi sostenesse che il caxhback droga il mercato a spese dello stato, incentivando l’uso di un prodotto non conveniente.
Ecc ecc.

in che modo? Non capisco.
Siamo in un libero mercato, dietro ai pagamenti elettronici ci sono società private, a dietro a queste società private ci sono stipendi da pagare.

Così come dietro alla gestione del contante ci sono costi enormi.