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OT
Siamo sotto attacco di spammer indiani. Forse occorrerebbe valutare di inserire un filtro prima di accedere al sito per scrivere? Ad esempio identificazione con CIE o SPID?
Penso si stia meno ad imporre un numero minimo di post per poter fare nuove discussioni e un numero massimo di nuove discussioni per ora.
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Trovo anch’io assurdo che ancora oggi siano pochi i siti dove entri con CIE o TS e riempiono automaticamente i campi con i dati rilevati dalla tessera. Ma in che cosa il wallet aiutera’ non mi e’ chiaro.
Per norma costitutiva, EU wallet si aspetta che tutti i nodi membri parlino la stessa lingua, quindi se Italia e Belgio mettono la tessera sanitaria a sistema, da entrambi i lati gli utilizzatori possono interrogare i sistemi in tempo reale o quasi per farsi dare i dati, in maniera coerente (senza sorprese tipo stato 1 che ti da tre campi e stato 2 che te ne da venti) e uniforme. La questione “vedo scritto da tutte le parti che si parla di mettere tessere e non lavoro infrastrutturale” è perchè i media non hanno come target i dipendenti pubblici ma le masse, il fatto che la banca dati patenti sia facile da leggere per i transfrontalieri è di interesse nullo o quasi per il cittadino medio.
Ieri 10/11 e’ apparsa questa notizia, riportata anche dal TG. Anche il titolo del TG3 serale si riferiva solo a Whatsapp, ma il contenuto del servizio era ben diverso. Hanno descritto la dematerializzazione della ricetta, che diventa accessibile online dalla farmacia subito dopo che il medico l’ha emessa, e che viene salvata nel fascicolo sanitario. Senza bisogno di carta.
Titoli fuorvianti ma almeno il contenuto e’ corretto. Se uno vuole farsi inviare una ricetta in pdf su Whatapp, affari suoi. Non mi stupirei che fosse la stessa persona che poi non vuole la ricetta elettronica nel fascicolo sanitario “per motivi di privacy”. Facebook la puo’ vedere, un medico, in particolare al pronto soccorso, no. Geniale.
Se col wallet fosse la stessa cosa, dematerializzazione dei documenti, andrebbe benissimo. Ma finora ne’ nei documenti ufficiali UE ne’ negli articoli dei media ho trovato riferimenti al backend. Solo allo smartphone e come caricarvi la patente. Per questo sospetto che l’infrastruttura di supporto non sia proprio contemplata e che quando arrivera’ il conto per completare e rendere sensato il lavoro questo sara’ parecchio salato.
Aspettiamo e vediamo.
Altro aspetto importante. La ricetta elettronica e’ una soluzione solo italiana, di UE non se ne parla proprio (e forse e’ meglio cosi’). E’ una cosa sensata, sarebbe bene se l’avesse tutta Europa, ma se Draghi lancia allarmi su nani che non sanno collaborare e guardare al futuro un motivo c’e’.
Se il wallet fosse l’estensione delle ricette elettroniche a diversi altri tipi di documenti, con la possibilita’ anche di potere venire gestito da uno smartphone, ottima cosa. L’Europa mostrerebbe finalmente di fare qualcosa di sensato. Ma se l’hanno in mente, si sono dimenticati di scriverlo nei documenti ufficiali e di informare i media.
Per la ricetta elettronica sarebbe cosi’ da quando l’hanno pensata.
Al farmacista dico Codice fiscale + numero di ricetta e lui/lei esegue.
In alcune regioni, in Piemonte almeno, si puo’ abilitare una farmacia (o piu’) a prelevare le ricette con il solo codice fiscale.
Le dematerializzazione dovrebbe servire a questo. Non a far girare documenti per email o whatsapp. Ma il livello di consapevolezza è questo…
Quindi anche la patente su IO è uno Stocard imbellettato…
Anche delle mie parti in alcuni casi basta solo il codice fiscale, e magari un documenti di riconoscimento CIE o vecchia carta di identità che sia dipende dai farmaci.
Io da anni faccio tutto con il numero della ricetta e codice fiscale.
Il mio medico mi manda da anni il numero della ricetta via SMS, ma si tratta delle ricette rosse.
Ora lo vogliono farlo anche per quelle bianche, ottima cosa, sopratutto se sono farmaci che devi prendere per un periodo lungo, e quindi bisogno o di una ricetta ripetibile o di più ricette.
L’idea penso che sia di far arrivare il numero di ricetta anche tramite l’app IO come comunicazione, che è una cosa differente rispetto al wallet.
Il vantaggio e di usare un sistema più rispettoso della privacy rispetto a gli SMS ma sopratutto a WH.
Gentile Ettore, il rilascio per un milione di cittadini era previsto per il 30 novembre; invece lo hanno anticipato oggi, dieci giorni prima… chissà perché?