Chiunque ha la necessità di “evadere” preferisce il contante; viceversa, per chi è onesto, un bonifico oppure qualsiasi altro mezzo di pagamento tracciabile, senza costi, non farebbe alcuna differenza.
E’ per questo che anche il CSC ha proposto una tassa sui prelievi di contanti. Ma IMHO è stata una mossa simile alle autoregolamentazioni bancarie. E’ stata proposta una misura che garantirebbe comunque gli interessi degli evasori, così come il cashback attuale, molto più incisivo, di fatto non è competitivo rispetto l’evasione dell’IVA!
Concretamente il meccanico, l’idraulico, dentista, etc, se vi presentano un conto da saldare di 300€ + IVA, quindi 366€ con 15€ di cashback (ipotetico finché non si riceve sul conto) totale 351€, oppure 300€ cash, quindi con sconto del 22% cosa preferireste?
Un 10% di sconto è sempre minore di un 22% d’IVA. Questi sono fatti …
La misura proposta da CSC con una imposta sui prelevamenti del 2% come può frenare i pagamenti cash? Secondo voi, tornando all’esemplificazione di prima, è meglio pagare in modo tracciabile 366€ oppure cash 306€ subendo un’imposta del 2%?
Quindi se si vuole “realmente arginare l’evasione” sarebbe necessaria un imposta sui prelevamenti di denaro contante perlomeno uguale all’IVA. Altrimenti sarà sempre più concorrenziale lo sconto senza l’emissione del documento fiscale …
Ritengo sia una bestialità una tassa sul prelevamento del contante: già solo parlarne avrà l’effetto di indurre i cittadini a fare una corsa al prelievo, mettendo tra l’altro in crisi gli istituti di credito (che si vedranno svuotate le disponibilità finanziarie nelle casse delle filiali bancarie/postali e negli ATM)…
Se anche CSC è giunto alla stessa soluzione è perché non c’è altro modo; che una tassa venga riscossa preventivamente o posteriormente non fa alcuna differenza. Sempre che venga pagata posteriormente!
Oppure si vuole avere la possibilità di evadere?
Lo si dica chiaramente invece di etichettare come “bestialità” una misura anti-evasori.
Altrimenti tutti i lavoratori dipendenti dovrebbero dire la stessa cosa visto che percepiscono lo stipendio netto, tassato alla fonte, non posteriormente dichiarandolo volontariamente!
Dato che sono dipendente pubblico le Sue velate allusioni hanno poco senso, tanto più che colpirebbe tutti… resta una bestialità (e poco sostenibile a livello di consenso pubblico) un prelievo coattivo di denaro che non è correlato ad alcuna manifestazione di capacità contributiva o corrispettivo di un servizio.
Falso!
Basterebbe usare un pagamento tracciabile per non venirne colpiti così come oggi lo si sfrutta per venire premiati!
Perché si deve essere premiati per fare il nostro dovere e non puniti quando si evade?
Verissimo, gli evasori hanno diritto di voto, è proprio per questo che nessuno propone reali misure per combattere l’evasione, sarebbe autolesionismo!
Si combatterebbe anche l’illegalità visto che tutti gli scambi di denaro sarebbero tracciabili e “tassati”, quindi anche le attività illecite verrebbero tassate.
Comunque la si pensi il cashback è una misura meno efficace e i numeri dicono che conviene ancora evadere visto che 10<22% e un 10% ipotetico contro un 22% reale.
Vorrei raccontare un “nanetto” accadutomi per evidenziare l’aspetto culturale della nostra fedeltà (unica fedeltà) alla piccola o grande evasione fiscale.
Oramai non più, ma sono stato piccolo evasore. Ho fatto il possibile per pagare meno tasse possibili e meno dichiarazioni dei redditi possibili! (ne pago le conseguenze con una pensione ridicola che però non attribuisco allo “stato” ma, semmai, alla mia sprovvedutezza o “furbizia” a corto raggio). Quanto per dire che ho peccato; fortemente, ripetutamente, consapevolmente, goduriosamente peccato! Ma un giorno intorno al nuovo millennio, il caso, mi ha portato a vivere per circa una decina d’anni in Francia, Corsica in particolare. Ho preso casa ed avviato una attività; una piccola, artigiana attività. In Francia non si gioca come a casa. Lo stato francese è molto STATO e l’imposizione fiscale è considerevole; forse maggiore di quella italiana così come il costo della vita. Allora (1999-2009) circa un 25/30% in più. Ma lo stato non è solo STATO impositivo, è anche STATO efficiente e “riguardoso” nei confronti dei suoi sudditi. Funziona; e potrei fare differenti esempi di come e quanto funziona. E così il piccolo furbetto italico si è tovato a trasformarsi in responsabile e attento esecutore dei propri doveri. Mi sono trovato a battere scontrino perfino per quanto “acquistava” da me mia figlia! Sono oramai passati anni ma ricordo ancora lo stupore verso me stesso che digitavo il corretto importo per quanto la mia stessa figliuola aveva preso nel mio commercio! Roba da matti!!!
Faccio un semplice esempio io; si etichetta bestialità quella che ho proposto io e non si cita il fatto che banche, Unicredit ad esempio, da anni ormai hanno spinto la propria clientela ad arrangiarsi cogli ATM altrimenti “mazziano” i propri clienti con commissioni esose ai loro sportelli. Nessuno li contesta.
Se praticamente lo stato facesse la stessa cosa, gratis coi pagamenti tracciabili e con imposta per i contanti invece si parla di bestialità, ridicolo.
Forse non stiamo parlando della stessa cosa: io parlo della tassazione di soldi propri prelevati da un proprio conto (con l’evasione non c’entra granché), e qualcuno magari non vuole ingrassare le banche mantenendo più soldi sul conto del necessario … forse… non trovo che abbia senso (ci sono mille modi di combattere l’evasione fiscale, e lo Stato finora non ha approntato in capo agli uffici tributari grandi mezzi a tale scopo, purtroppo).
Beh, l’IVA è una imposta che la paga il consumatore finale, se non la paghi, ottenendo un corposo sconto, con l’evasione c’entra eccome!
Ti viene data anche l’opportunità di non pagare nulla a patto che sia tracciabile, quindi non è una imposizione da cui non puoi sfuggire.
Così come i buoni pasto cartacei a quelli tracciabili, quest’ultimi hanno una diversa imposizione e nessuno si è scandalizzato.
Tra i mille modi proponimi uno che raggiunge facilmente gli obiettivi come quello che ho specificato e che ha anche indicato CSC. Il mio è a costo zero, anzi darebbe pure gettito, tu invece già parti dal presupposto che bisognerebbe dare grandi mezzi agli uffici tributari.
La cosa è molto semplice: se uno ha già consistenze di cassa contanti presso di sé (o se fa in tempo a prelevarli dai suoi conti) non è minimamente coinvolto o penalizzato da questa misura (e se dovesse far girare contanti in modo più o meno lecito neanche il percipiente ne sarebbe coinvolto). Per me affronti la cosa dal lato sbagliato: non è per niente detto che uno che preleva soldi suoi li usi per far beneficiare qualcuno in modo illecito, per la verità non è neanche detto che li usi (li potrebbe voler tenere sotto il materasso, ci sono molti p.es. anziani che non si fidano dell’incorporeità della moneta elettronica). E le riforme a costo (pubblico) zero non hanno mai portato fortuna ai governi.
Ma quali ricorsi al TAR?? Semmai i ricorsi li farebbe chi si dovesse vedere annullata qualche transazione perché troppo ravvicinata (tipo le classiche furbate dal benzinaio), dato che nel regolamento non c’è nulla che le vieta.
Non verrà annullato nulla per quanto riguarda il primo semestre, e le “minacce” di sanzionare o escludere dal concorso chi attua stratagemmi sono chiacchiere al vento, esiste un regolamento e non hanno pensato a vietare le furbate, punto. Lo hanno capito anche loro che per il primo semestre non si può cambiare né tagliare nulla, e infatti taglio al Cashback avverrà solo una volta chiuso questo semestre.
Impossibile, si esporrebbero a ricorsi e li perderebbero. Oltretutto chi lo stabilisce quali sono le micro transazioni? A concorso in corso non puoi certo modificare le regole così, infatti hanno detto che i cambiamenti ci saranno dal prossimo semestre.