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Ricevuta liberatoria per bollo auto?

Ho pagato tramite la mia banca (bollettino CBILL) , un sollecito per un bollo auto dello scorso anno.
La domanda è: dov’è la ricevuta “liberatoria”?

Avendo pagato con CBILL ho solo il pdf che mi ha prodotto la banca, dove è riportato praticamente solo lo IUV e l’importo.
E’ quella la ricevuta liberatoria?

La ricevuta liberatoria è quella identificata come “ricevuta telematica” (RT): dovrebbe essere messa a disposizione del debitore da parte dell’Ente creditore (che a sua volta la riceve dal nodo dei pagamenti a partire dal PSP); chiedi all’U.O. tributaria competente per ambito della tua Regione. P.S. si spera che prima o poi PagoPA metta a disposizione lo storico dei pagamenti effettuati al contribuente-utente interessato in modo accentrato e automatizzato (in altri thread @Giuseppe_Virgone aveva fatto intravvedere questa possibilità, se non ricordo male… sarebbe un’ottima cosa per tutti gli attori del sistema dei pagamenti)

E’ un pò contorta la cosa: a me serve la ricevuta liberatoria da presentare all’Ente Creditore… e la devo chiedere all’Ente Creditore.

Ecco, e questa una problematica seria del sistema PagoPA che si riscontra troppo spesso e che andrebbe risolta (l’EC in base alle linee guida ed alle regole che presidiano la riconciliazione e rendicontazione dell’entrata e contabile non dovrebbe più essere nelle condizioni di richiedere all’intestatario della posizione debitoria conferma del pagamento: se ciò succede vuol dire che qualcosa non funziona…). Ti posso suggerire di contattare l’Assistenza PagoPA, con IUV, indirizzo email e codici fiscali.

no aspetta, l’EC non mi ha chiesto nulla.
però, per mia tutela vorrei avere tra le mani una ricevuta liberatoria.
In pratica io ho pagato il bollo tramite il circuito CBILL, dal mio homebanking. Ho in mano un pdf dove è riportatolo lo IUV, l’importo e la data di addebito sul mio conto.
Questa ovviamente non la posso considerare una ricevuta liberatoria… almeno credo. Se lo è, allora ottimo così!

Penso che questo thread possa essere utile: Ricevute pagamento pagopa

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sono davvero stranito.
Ma chi paga con CBILL la retta dell’asilo nido, del trasporto scolastico o della mensa dei figli, poi come fa portare in dichiarazione dei redditi queste spese, se non ha una ricevuta parlante?

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Temo che molte criticità operative per i pagatori, per gli EC e per i PSP “esploderanno” in tutta la loro evidenza non appena PagoPa diventerà un sistema di pagamento veramente generalizzato, ora probabilmente ha bisogno ancora di un po’ di rodaggio: deve coprire tutti i casi d’uso e tutto il perimetro del sistema (dalla partenza della RPT alla puntuale riconciliazione e chiusura definitiva della posizione debitoria), cercando di semplificare la vita a tutti gli attori del processo. Bisogna però che i desiderata dei decisori e quelli dell’utenza/operatori (in senso lato) si incrocino…

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Hai la bollettacon iuv e la ricevuta con iuv, metti insieme e parlano eccome. Si dà troppo peso al concetto di ricevuta liberatoria, che le linee guida dicono, con probabile leggerezza in buona fede (del resto pochi pagopaers hanno un background da p.a.), che sta all’EC produrre. Scusate, na l’f24 con cui paghiamo imu o tari è seguito da ricevuta? No, l’f24 quietanzato dalla banca è la ricevuta! Poi, appunto, col pagamento digitale il concetto di ricevuta non può che scomparire, comandano le registrazioni sui db. Tutti questi pdf di cui si parla sono utili solo per ricordarsi qualche codice utile ad avviare ricerche sui db, valore autonomo quasi nullo (ne prendi una e col solo Adibe reader ne stampi mille visivamente buoni con codici diversi)

Non stiamo parlando di f24, parliamo di un dovuto pagato con pagoPA.
leggerezza o no, le linee guida dicono che la ricevuta liberatoria è prodotta dall’EC. Di conseguenza il cittadino si aspetta una ricevuta liberatoria prodotta dall’EC.
Il fatto che io debba conservare insiema bolletta e ricevuta, quello è un altro discorso. Io mi aspetto una ricevuta liberatoria.
Anche perchè nella ricevuta prodotta la banca con CBILL, vi è lo IUV ma non lo IUR.
E guarda, chi scrive è una persona con una background PA piuttosto ampio :wink:

Per pagopaers intendevo chi lo ha inventato e lo governa il sistema. Più volte è stato ribadito che la ricevuta del psp basta. La ricevuta liberatoria è una innovazione che piuttosto improbabilmente può essere istituzionalizzata da una linea guuda di stampo tecnicoinformatico. Fra l’altro per liberarti dal debito serve ben altro che constatare l’arrivo della rt e l’atterraggio dei soldi in banca, andrebbe anche visto se quanto pagato basta a “liberare” dal debito (cosa non pacifica per pagamenti spontanei per esempio)…

Francamente non ho mai capito perché la ricevuta del pagamento (una sola) non potesse essere inviata immediatamente via email (se pagato online il modello 1 o 3) o stampata e rilasciata subito (se pagato ad un punto fisico): con tutti gli altri mezzi di pagamento è così, in fondo, mica l’EC rilascia quietanze in quei casi… Fermo restando che si deve arrivare necessariamente a permettere l’accesso ad un portale unico da parte del soggetto pagatore da cui scaricare le ricevute (o quantomeno gli estremi essenziali per consentire la dimostrazione del pagamento).

Considera che per pagamenti ‘spontanei’ non mi risulta che si emettano ricevute liberatorie, proprio perché è un pagamento non atteso e non precostituito, di cui l’Ente può sapere poco e che può controllare solo a posteriori (e questo creerà grossi problemi in sede di riconciliazione, come è già oggi con causali “fantasiose” di bollettini postali o bonifici bancari)

Appunto. Il termine “liberatorio” declinato variamente compare nelle linee guida pagoPA:

  • 8.3.1.: L’adesione dei prestatori di servizi di pagamento al Nodo dei Pagamenti-SPC consente a questi ultimi di rilasciare al pagatore una ricevuta, telematica e/o cartacea, con potere liberatorio
  • 10.3: Le ricevute di pagamento rilasciate dai prestatori di servizi di pagamento che aderiscono al Nodo dei Pagamenti-SPC hanno potere liberatorio7 nei confronti del pagatore per l’importo
    dell’operazione di pagamento
  • nota 7 a 10.3: L’effetto liberatorio non potrà riguardare anche la posizione debitoria sottostante, laddove l’ammontare dell’importo effettivamente da pagare sia determinabile sulla base di elementi nella disponibilità esclusiva del pagatore all’atto del pagamento, tali, dunque, da escludere la possibilità per la PA beneficiaria di verificarne la correttezza. Ci si riferisce, a titolo esemplificativo, al pagamento delle tasse in autoliquidazione da parte del pagatore, oppure, al pagamento delle sanzioni del Codice della strada, in cui l’importo da pagare è variabile per legge a seconda della data dell’avvenuta notifica nei confronti dell’obbligato al pagamento.

L’accenno ad azioni "liberatorie"da parte dell’EC sembra essere quel “rilascio quietanza” con cui le linee guida chiamano l’ultimo passaggio del “ciclo di vita” del pagamento (che poi e’ un segmento, senno’ il povero cittadino entrerebbe in un loop interminato di paga e ripaga :slight_smile: ). Questo ciclo di vita ha una valenza generale, che va oltre i dettagli tenici e tecnologici di pagoPA. Il dettaglio del “rilascio quietanza” e’ nel paragrafo 10.3 delle linee guida, parzialmente richiamato sopra: come si legge avviene dopo la riconciliazione (quindi minimo 48 ore dopo il pagamento), e sembra ben altro rispetto alla riproposizione in forma leggibile dell’XML della RT.
Ora, che le p.a. rilascino un documento formale (addirittura inviato al futuribile domicilio digitale di cui all’art. 3-bis del CAD, dotato di sigillo elettronico per valutarne la credibilità e quindi ) per qualsiasi tipo di pagamento che ricevono i sembra eccessivo. Ci sono pagamenti e pagamenti e, da sempre, per taluni pagamenti la “quietanza” di chi ha ricevuto materialmente i soldi e li ha instradati verso la p.a. (il PSP, nel linguaggio pagoPA), è più che sufficiente.

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Una mia amica ha pagato un F24 in banca due anni fa per una tassa comunale e ieri le arriva un sollecito di pagamento dal comune. Il comune sostiene che i soldi non gli sono mai arrivati e che la banca deve aver sbagliato a digitare. La banca dice che è impossibile e se li è persi il comune.
In ogni caso con l’f24 quietanzato la mia amica può dire a entrambi “vedetevela voi”.
Con l’f24 ci metti due secondi a ritrovare il pagamento giusto da esibire all’ente creditore.
Con pagopa, con mille ricevute di pagamento identiche che riportano un anonimissimo (per il debitore) IUV, come faccio a ricordarmi a distanza di tempo quale sia il pagamento giusto?
Se poi gli EC col nuovo sistema sono organizzati così bene che non mi scocciano più per pagamenti già avvenuti perchè la riconciliazione è perfetta, il problema si supera da solo e la RT va a sparire come dici tu. Ma a sentire chi usa PagoPA non è (ancora) affatto così. Da cui la giusta richiesta di una ricevuta liberatoria.

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Noi abbiamo deciso non solo di fornire una ricevuta all’utente in tempo reale, con i dati del pagamento e la causale estesa, identica a quella presente nell’Avviso di Pagamento, stampabile dal servizio presente sull’EC, ma anche nella Richiesta di Pagamento (RPT) inviamo dati che poi saranno visualizzati sull’attestazione di addebito rilasciata dal PSP riconoscibili.
Il cittadino in questo modo si ritrova non sono il codice avviso, lo IUV e lo IUR ma anche una sintesi della causale seppur breve ma parlante.

Comunque la posizione è chiusa se i soldi arrivano all’EC, il cittadino deve sempre conservare i dati del pagamento effettuato, anche quando l’EC non è in grado di stampare la ricevuta, semplicemente perché il PSP non ha comunicato la RT positiva…

e quando i cittadini pagano con CBILL dal loro home banking, come ottengono la ricevuta?

Il PSP la deve emettere, fornendo i dati del pagamento è la causale di versamento (complessivamente lunga 140 caratteri compreso i tag) presente nella RPT, esiste una parte descrizione dove EC invia alcuni dati significativi.

/RFB/IUV/[/TXT/descrizione ]

Se poi l’EC non inserisce nulla chiaramente il PSP non stampa nulla…

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Però il suggerimento di @frantheman Francesco è sempre valido, conservare Avviso e ciò che ti ha fornito il PSP a pagamento avvenuto con esito positivo.

Penso che per la maggior parte degli Enti creditori sia impossibile spedire al contribuente-utente a favore del quale è effettuato il pagamento una quietanza: seriamente, si bloccano gli uffici così (almeno quelli degli EE.LL. di sicuro)… E’ piu’ sensato che ci sia un portale (scelgano i decisori PagoPA se dev’essere il portale dell’Ente o un portale centrale, con la sua bella area riservata), dove si mette a disposizione del pagatore per la visualizzazione o lo scaricamento ciascuna ricevuta di avvisi PagoPA pagati.

@Elena_S riguarda all’F24 “scomparso nella nebbia” è più probabile che l’operatore di banca/posta abbia sbagliato nella fretta, con l’utenza scalpitante in coda, a digitare il codice catastale del Comune beneficiario (succede statisticamente più spesso), ma dato che Agenzia delle Entrate ogni delega di pagamento errata da correggere la fa pagare sonante in base alla convenzione con gli intermediari finanziari, loro spesso fanno i finti tonti e danno la colpa al Comune (quando i fondi sono finiti sicuramente ad un altro Comune), scaricando a lui l’onere di chiedere il riversamento… :roll_eyes:

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