menu di navigazione del network

SPID obbligatorio avere APP su proprio cell


(mariangela ponti) #1

Buongiorno, avrei un quesito e avere una certezza. Ho saputo, sabato, telefonando al call center di poste 803.160, che per poter utilizzare lo spid bisogna avere l’app sul proprio smartphone o tablet. Ora, io lavoro per altre persone, anziani, stranieri o comunque per chi non ha la possibilità di avere la capacità di utilizzare la tecnologia. SAbato chiamo e mi si dice che dal 12 aprile 18 è OBBLIGATORIO aver l’App sul proprio cell.
Chiedevo lumi e soprattutto se possibile riuscire a far pervenire un reclamo o qualcosa a qualcuno che possa velocizzare il ritorno alla possibilità di lavorare su PC, in quanto stranieri e anziani molte volte non hanno la possibilità di avere un cellulare smartphone.

Grazie a chi saprà darmi risposta. Marion


(Salvatore Todaro) #2

puoi utilizzare un provider che manda sms

credo che sielte e se non ricordo male anche register ed infocert utilizzino come secondo fattore gli sms e non l’app
ciao


(Giovanni Ciccarone) #3

Io ho il PosteID e chiedo sempre di ricevere per SMS la one time password.
Anche oggi ho fatto diversi accessi e per ogni accesso ho ricevuto l’SMS immediatamente.
E’ vero che Poste suggerisce di usare l’app, secondo loro più comoda, ma è sempre possibile scegliere l’SMS, bisogna solo leggere con attenzione la pagina perché la scelta dell’SMS non è messa in risalto.


(Andrea Tironi) #4

anche io ho poste e ricevo la one time password via sms


(mariangela ponti) #5

Grazie delle risposte!
il mio problema è che lavorando per altre persone (che non hanno la possibilità di avere pc, smartphone o tablet) mi diventa difficile fare per loro la pratica in quanto dovrei ogni volta avere il loro telefono (sempre che lo abbiano) per poter lavorare sulla loro pratica.

E’ un caos questo spid, molto complicato…
Grazie comunque per le risposte


(Salvatore Todaro) #6

Il secondo fattore (SMS o altro) infatti è per evitare che una persona diversa dal titolare possa fare delle operazioni con rilevanza legale (es phishing) ed è basata per questo sul possesso.

Le credenziali SPID credo siano strettamente personali. Ti consiglio di verificare l’esistenza di un meccanismo di delega formale presso l’Ente (come avviene per i CAF in materia fiscale).


(Salvatore Todaro) #7

Marion scrivi che spid è complicato, a me sembra una bella rivoluzione e con il secondo fattore anche abbastanza sicura :wink:

ciao


(Niccolò Righetti) #8

Tra alcuni giorni poste dismetterà la possibilità di ricevere sms per il codice otp (vedi
[https://www.poste.it/aggiornamento-utilizzo-posteid.html]
Esiste un elenco di quali gestori usano solo app e di quelli che consentono gli sms e che consentiranno in futuro di usare questo strumento?
Perché non avendo uno smartphone (non è per altro richiesto nei requisiti si spid, si parla di numero di telefono) è evidente che devo disdire poste e sceglierne un altro.

Grazie


(Luca Bonuccelli) #9

Salve,
Riprendo questo vecchio thread perchè il bello di un forum è che ha memoria.
Uno dei punti fondamentali dell’uso del digitale è questo: perchè invece che essere un procuratore (un delegato) dobbiamo inpersonificare un’altra persona (con i conseguenti rischi di sicurezza di questa cattiva pratica)?

Così come nessuno di noi da il proprio bancomat o degli assegni firmati in bianco al proprio procuratore al pari credo che nessuno debba dare le credenziali per l’accesso ad un servizio.

Credo che @Marion però abbia trovato l’unica soluzione possibile (anche se a mio avviso pericolosa) ad un problema reale: oggi molte attività sono svolte da intermediari o consulenti, ossia da procuratori-delegati-collaboratori.

Riporto quindi all’attenzione di @Valerio_Paolini e @spiunno l’esigenza di gestire, in modo semplice, immediato, centralizzato e comune per tutti i servizi la gestione della figura del “delegato”.

Chiedo poi, in ottica di collaborazione a @Marion di volerci raccontare in dettaglio la propria esigenza.


(Paolo Del Romano) #10

per comodità riporto anche uno dei thread dove si parlava di questo problema:


(Paolo Del Romano) #11

segnalo che @umbros si era già attivato in modo istituzionale, in tal senso …ecco il link:


(Giovanni) #12

Sicuramente facile per un mediamente informatizzato. Molto meno per un vecchietto pensionato che ha difficoltà anche con Whatsapp :wink:


(Luca Bonuccelli) #13

(IMHO)purtroppo la linea guida indicata non affronta la parte di problematica per un familiare e non affronta in modo il concetto di delegato, ad esempio norma il professionista ma affronta il fatto che il professionista stia svolgendo una attività in nome e per conto di un cittadino.

Affronta solo marginalmente la parte delle organizzazioni, senza però descrivere cosa possa fare un “membro” dell’organizzazione…

Quindi (IMHO) non risolve la problematica, anzi crea una zona di incertezza che può generare maggiore difficoltà nell’applicazione.


(Paolo Del Romano) #14

Si in effetti hai ragione.
Si sottostima il problema della delega ad un familiare per effettuare un determinato adempimento.
Eppure le procedure cartacee da quanto punto di vista prevedono questa possibilità.


(Claudio Perrone - Comune di San Gimignano) #15

il problema non è il vecchietto che non ha lo smartphone. E’ più grande.
E’ la gigantesca mancanza di consapevolezza dei cittadini.

Esempio: molti colleghi non si fanno problemi a fornire all’Ufficio Personale il PIN dispositivo INPS o meglio ancora le credenziali SPID… semplicemente per chiedere il piccolo prestito INPS.

E non parlo di 40enni ma anche di persone giovanissime che usano regolarmente facebook, instagram e via dicendo.


(Paolo Del Romano) #16

questo perchè non hanno implementato in modo efficace l’istituto della delega che puo’ essere utilizzato solo a favore di professionisti iscritti in albi professionali e in modo eccessivamente rigido limitando l’operatività solo ad alcuni servizi.

Quindi la responsabilità di questo modo “sbagliato” di agire con le credenziali ricade su chi ha progettato tutto il sistema

Cioè si parte dal presupposto che il cittadino sia in grado da solo di orientarsi nei servizi web dell’ente che oltretutto spesso sono anche farraginosi.

Non si lascia spazio al cittadino che “incapace” di interagire voglia farsi aiutare alla luce del sole da una qualsiasi altra persona (amico, parente, etc).

Basterebbe adottare le stesse procedure del cartaceo.
Cioè quando vado in un ufficio pubblico per conto di mio padre che ha 80 anni mi faccio fare la delega e faccio tutto con la massima trasparenza. Invece con i servizi e-gov questo non si puo’ fare.

E nessuno dei piani alti della PA vuole vedere questo problema!


(Claudio Perrone - Comune di San Gimignano) #17

no il problema non è questo.
Nel caso specifico del piccolo prestito funziona così: l’Ufficio personale istruisce la pratica con le sue credenziali.
Successivamente il dipendente deve accedere alla sua scrivania INPS e, con un clic, accettare la pratica. Successivamente la pratica viene lavorata da inps.

Accade che è il dipendente stesso a dire"vabbè pensaci tu…tieni le password".
Mi verrebbe da chiamarla negligenza…insomma ho reso l’idea…

Davvero è più difficile pubblicare un post su facebook che spuntare e cliccare su “approva” nella domanda di piccolo prestito!


(Paolo Del Romano) #18

Ma chi progetta queste procedure deve prevedere tutto: e se il dipendente è un analfabeta digitale?

Nella mia scuola ad esempio mi capita di dover aiutare dei bidelli che non sanno scaricare il cedolino da NOIPA e quindi mi affidano le loro credenziali.

Voglio ridere adesso che dismetteranno le credenziali classiche per permettere solo lo SPID!

Basterebbe prevedere il meccanismo della delega e staremmo tutti tranquilli.


(Claudio Perrone - Comune di San Gimignano) #19

parli di casi limite…
Nel mio esempio, un comune, c’è un pc su ogni scrivania da circa 20 anni. forse anche di più…

Intendiamoci, ben venga l’istituto della delega che in effetti in alcune situazioni è utile… ma non è sempre quello il problema!


(Paolo Del Romano) #20

siamo sicuri che è un caso limite ?
chiediamolo a @marion